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Bolzano
24 aprile | 13:41

Centri emergenza freddo aperti fino alla fine di maggio. "Vogliamo evitare che centinaia di persone si trovino per strada tra pochi giorni"

Non solo si vuole evitare che nel giro di pochi giorni centinaia di persone restino senza un tetto e si trovino a bivaccare per la città, ma si vuole dare più margine a chi viene accolto per trovare un’alternativa. Non si tratta infatti solo di persone che necessitano di un pasto e di un tetto sopra la testa, ma che stanno seguendo un percorso di reinserimento in società e che hanno bisogno di più tempo per trovare un impiego e un alloggio. Marco Galateo: "Follia accogliere tutti, anche chi non ha i documenti", i responsabili dei centri: "Si chiama umanità"

BOLZANO. I centri emergenza freddo bolzanini avrebbero dovuto chiudere i battenti il prossimo 30 aprile, ma alla fine è stato deciso diversamente: nel corso della riunione in Prefettura del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato stabilito che le strutture per l’accoglienza potranno restare aperte fino al 30 di maggio, con una proroga di 30 giorni.

 

Il perché è presto spiegato: non solo si vuole evitare che nel giro di pochi giorni centinaia di persone restino senza un tetto e si trovino a bivaccare per la città, ma si vuole dare più margine a chi viene accolto per trovare un’alternativa. Non si tratta infatti solo di persone che necessitano di un pasto e di un tetto sopra la testa, ma che stanno seguendo un percorso di reinserimento in società.

 

Ci sarà dunque più tempo a loro disposizione per completare il percorso formativo in atto, per trovare un impiego e per trovare un nuovo alloggio. Insomma più tempo per poter ricominciare. Si parla di un centinaio di persone, la maggior parte delle quali alloggiate nell’ex sede Inpdap di via Pacinotti. Sarà doppio l’obiettivo raggiunto: più tempo per tutti ed un'uscita graduale dalla struttura di accoglienza per coloro che stanno cercando alternative concrete. 

 

Ovviamente non si placano le polemiche. Diversi gli episodi di violenza andati in scena all'interno dei centri, come sottolineato dal Vicepresidente della Provincia di Bolzano Marco Galateo. "Siamo l’unica regione in Italia in cui, nei centri di emergenza freddo e d’accoglienza, non è ancora obbligatoria la presentazione di un documento di identità per essere ospitati. Una scelta folle, che rende impossibile qualsiasi forma di controllo e di prevenzione - sottolinea Galateo  - Non possiamo continuare a offrire posti letto e servizi a chi rifiuta ogni forma di regolarizzazione e preferisce vivere ai margini della legalità, troppo spesso con atteggiamenti violenti e pericolosi. Con oltre 250 posti nei soli centri d’emergenza, Bolzano è diventata un polo di attrazione per chi, da altre parti d’Italia, viene qui proprio per sfuggire ai controlli e approfittare di un sistema troppo permissivo. Questo non è più sostenibile. Serve un cambio di passo immediato: identificazione obbligatoria in tutti i centri di accoglienza in Alto Adige". 

 

Sono gli stessi responsabili dei centri di accoglienza a confermare che si, quest'anno gli episodi di violenza sono stati più numerosi e che molti di questi sono stati ricondotti allo stesso gruppo di persone che ha creato qualche problema. E allo stesso tempo è vero, alcuni ospiti vengono accolti anche senza documenti. "Si chiama umanità - sottolinea Andrea Tremolada responsabile dell'area sociale della Croce Rossa - ci sono molte questioni tecniche che devono essere affinate, migliorate. Stiamo pensando a tante soluzioni per fare si che il servizio migliori. Ma per prima cosa noi siamo chiamati ad accogliere chi potrebbe morire di freddo per strada, come già successo. Questo faremo e questo continueremo a fare". 

 

 

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