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Senza dimora, l'inverno che avanza fa scattare l'allarme accoglienza. Punto d'Incontro: ''Serve una risposta, donne e giovani sempre più a rischio''

Dal 18 ottobre le aperture domenicali straordinarie del centro diurno di via Travai partiranno grazie alle donazioni dei trentini. Da parte di chi si occupa quotidianamente di fragilità, nelle scorse ore è arrivata la richiesta alla Giunta provinciale e alla nuova Giunta comunale di mantenere alta l'attenzione, sostenendo la rete dei servizi che si occupano di grave marginalità adulta

Pubblicato il - 15 ottobre 2020 - 19:07

TRENTO. "La strada non te la togli mai di dosso, dormi col pensiero della strada e ti svegli con lo stesso pensiero.  Mi guardano dall'alto verso il basso, mi sento come se mi buttassero nella spazzatura. A tutti può capitare di finire in strada”. Le parole sono quelle di un ospite del Punto d'Incontro. Una persona. Uno dei tanti che in via Travai trovano un appiglio e che, aiutati, riescono in qualche modo anche a rialzarsi. Sono parole di pietra che, però, dovrebbero anche far riflettere soprattutto ora che l'inverno e alle porte e il bisogno di risposte si fa più forte. E questo ancora di più quest'anno dove accanto al freddo c'è l'emergenza sanitaria e la curva dei contagi che è tornata pericolosamente a risalire.

 

Da parte di chi si occupa quotidianamente di fragilità, nelle scorse ore è arrivata la richiesta alla Giunta provinciale e alla nuova Giunta comunale di mantenere alta l'attenzione, sostenendo la rete dei servizi che si occupano di grave marginalità adulta, una rete che in questi anni ha mostrato il suo valore e che sta lavorando per uscire dalla logica emergenziale nello sforzo di sviluppare strategie di lungo respiro. Non bisogna abbassare la guardia sul fronte delle fragilità e, in questa fase di programmazione dei posti letto invernali serve garantirne un numero sufficiente di accoglienze notturne.

 

Nel 2019 si sono rivolte al Punto d'Incontro 904 persone provenienti da 54 paesi del mondo, di cui 133 italiani. Di queste 904 persone 269 sono sotto i 30 anni. Sono stati serviti 44.204 pasti, con una media giornaliera di 140 persone presenti al pranzo.

 

Dall'analisi effettuata sui dati dello scorso anno, è stato confermato che la situazione di precarietà non è una fase transitoria di difficoltà: le persone che si rivolgono al Punto d’Incontro non sono aumentate in modo considerevole, soprattutto per il calo degli arrivi di persone immigrate, ma la permanenza in strada è più lunga rispetto agli anni passati.

 

Si osserva un aumento di fasce diversificate di popolazione particolarmente vulnerabili ed esposte al rischio di povertà, come le donne, i giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, i malati gravi e/o in attesa di terapia, i disoccupati cronici, gli stranieri in attesa di regolarizzazione, i minori stranieri non accompagnati.

 

Durante  l’emergenza sanitaria, anche nelle fasi più drammatiche della pandemia, il Punto d'Incontro è rimasto sempre aperto, garantendo pasti caldi e servizi. Durante questi mesi difficili non sono mancate le donazioni ricevute da tantissimi cittadini. Un attestato di stima e fiducia a cui il Punto d'Incontro vuole rispondere intensificando il suo impegno e ampliando i suoi servizi.

 

Per questo, dal 18 ottobre le aperture domenicali straordinarie del centro diurno di via Travai, non previste nei finanziamenti pubblici, partiranno grazie alle donazioni dei trentini. La scelta, presa in sinergia con le realtà dell'accoglienza presenti sul territorio,  è quella di aprire al mattino per offrire un luogo caldo con una buona colazione. Il sacchetto con il pranzo continuerà invece ad essere distribuito dai volontari dell'associazione  "Il Gioco degli Specchi" presso Casa Baldé, mentre i Frati Cappuccini garantiranno un pasto caldo per l'ora di cena

 

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