Al via la rimozione delle slot in bar e tabacchini, la polizia locale: ''Non tutti le hanno tolte perché è Ferragosto ma devono essere tassativamente disattivate''
C'era stato un tentativo di posticipare questo provvedimento nel corso dell'ultimo assestamento di bilancio, un emendamento di Giorgio Leonardi (Forza Italia) per adeguare le scadenze al 2022 ma la maggioranza, da sola in Aula a causa della protesta delle minoranze, non se l'era forse sentita di procedere e assumersi totalmente la responsabilità. La legge del 2015 è in vigore

TRENTO. E' scattata la norma che dispone la rimozione delle slot machine che si trovano nel raggio di 300 metri dai luoghi sensibili, cioè scuole di ogni ordine e grado, ospedali e case di riposo, strutture assistenziali, circoli anziani, luoghi di culto, aree ricreative e sportive per i giovani. E' entrata in vigore la legge la provinciale del 2015 per la prevenzione e la cura della dipendenza.
C'era stato un tentativo di posticipare questo provvedimento nel corso dell'ultimo assestamento di bilancio, la Giunta provinciale aveva ricordato che le entrate fiscali da slot machine e vlt portano nelle casse pubbliche circa 50 milioni, un mancato gettito che andrebbe quindi recuperato in altro modo. Era spuntato un emendamento di Giorgio Leonardi (Forza Italia) per adeguare le scadenze al 2022 (Qui articolo) ma la maggioranza, da sola in Aula a causa della protesta delle minoranze, non se l'era forse sentita di procedere e assumersi totalmente la responsabilità: il voto segreto ha lasciato tutto invariato con 7 "Sì" e 14 "No" (Qui articolo).
Le operazioni sono scattate mercoledì 12 agosto, mentre le sale slot, scommesse e giochi sono escluse da questo provvedimento e la deadline in questo caso è fissata per il 2022. Via da subito invece le macchinette all'interno di bar, tabaccherie e altri locali, circa 80% di quelle attualmente presenti sul territorio provinciale.
Se gli operatori del settore sperano ancora di ottenere dalla Provincia un rinvio "tecnico" e c'è un'ipotesi che si possa rivedere la normativa, intanto la legge è in funzione. "In queste ore - commenta Mauro Eccel, responsabile del reparto di polizia amministrativa e sicurezza urbana - ci siamo concentrati molto sulle richieste di informazioni e le domande degli esercenti interessati da questa prima fase di rimozione. Entro la prossima settimana contiamo di aver portato a termine una sessantina di controlli per verificare il rispetto del provvedimento".
A Trento ci sono circa 170 esercizi che dispongono delle macchinette. "Servono diversi giorni - aggiunge Eccel - almeno un mese per poter concludere l'iter. In questo momento ci sono alcune difficoltà oggettive nel rimuovere le slot: questa è la settimana di Ferragosto e difficilmente le concessionarie passano a ritirare l'attrezzatura. E' fondamentale però che vengano disattivate e staccate dalla corrente per renderle inutilizzabili. Questo è il lavoro che portiamo avanti in accordo tra uffici e associazioni di categoria".
La multa altrimenti può essere salata: si va dai 1.000 ai 5.000 euro per ogni macchinetta lasciata attiva. "La zona più soggetta a vincoli - dice Eccel - è quella del centro storico. Ma chiaramente è previsto un controllo costante in tutto il territorio comunale in attesa che passi questo periodo particolare dell'anno per poi verificare l'effettiva rimozione. Ci sono pochi locali che hanno una doppia licenza per bar e sala giochi: sono casi residuali che comunque monitoriamo per una corretta applicazione delle regole".
Controlli che hanno preso il via in tutto il Trentino. Non sembrano esserci grandi criticità. "I controlli si svolgono in modo capillare e non abbiamo riscontrato problemi, se non per il periodo in cui cade l'attuazione della norma e quindi qualche difficoltà nel rimuovere fisicamente le slot. I pochi esercenti interessati si sono comunque attrezzati per rispettare le regole e sono collaborativi, il confronto è costante", spiega Carlo Marchiori, comandante della polizia delle Giudicarie, mentre Gianluca Ruggiero, comandante degli agenti in val di Fassa, aggiunge: "A Moena non ci sono molte macchinette, ma sono tutte spente in attesa di essere portate via: tutto è regolare".
La norma, come anticipato, prevede dei limiti di distanza di 300 metri dai luoghi ''sensibili'' per posizionare le slot ma solo in ambito commerciale e quindi la limitazione, al momento, non riguarda i cosiddetti casinò o sale dedicate al gioco. Questo per l'intervento dell'allora consigliere provinciale Giacomo Bezzi che aveva fatto slittare gli effetti dell'applicazione della norma per questi luoghi al 2022 (come il Dolomiti avevamo scoperto quell'emendamento infilato in fretta e furia a fine legislatura che all'inizio era stato formulato in maniera ancora più impattante aprendo un'inchiesta sull'argomento - Qui articolo).
Nei mesi scorsi i rappresentanti di Sapar, l'associazione dei gestori delle sale da gioco, hanno provato a far sentire le proprie ragioni durante un'audizione in commissione della Provincia e si era registrato un duro botta e risposta con Alex Marini (Movimento 5 stelle), mentre recentemente Elisabetta Bozzarelli, consigliera comunale in quota Partito democratico, ha ricevuto diverse minacce per la lotta nella rimozione delle macchinette (Qui articolo).
In Trentino nel 2018 sono stati spesi 532 milioni di euro in slot machine, scommesse e videolotterie, i dati riportati da Ama-associazione di mutuo aiuto, realtà di volontariato tra le più attive nel ricordare il problema legato alle ludopatie e alla conseguente rovina di tante famiglie.












