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Spunta l’emendamento “salva slot”: così bar e tabacchini potranno tenerle anche se si trovano vicino a luoghi sensibili

Se l’emendamento presentato da Leonardi sarà approvato la rimozione delle slot machine da bar e tabacchini sarà posticipata di altri due anni (quando mancavano solo pochi giorni dall’entrata in vigore della legge). Un brutto colpo per tutti quei cittadini e quelle associazioni che curano la ludopatia

Di Tiziano Grottolo - 23 luglio 2020 - 20:41

TRENTO. Era nell’aria e alla fine è arrivato: l’emendamento “salva slot” è stato depositato in vista della discussione sull’assestamento di bilancio. Questa volta a metterci la firma è stato Giorgio Leonardi, esponente di Forza Italia e della maggioranza che dal 2018 governa la Provincia di Trento.

 

L’emendamento presentato dal forzista riguarda una legge approvata nel 2015 “Interventi per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco” dove in sostanza si prevede la rimozione delle slot machine da tutti i pubblici esercizi che distano meno di 300 metri dai cosiddetti “luoghi sensibili”: scuole di ogni ordine e grado, ospedali, case di riposo, strutture assistenziali, circoli anziani, aree ricreative e sportive rivolte ai giovani e luoghi di culto.

 

Con una differenza sostanziale: mentre sale giochi e sale slot avrebbero avuto 7 anni di tempo per adeguarsi (2022), bar e tabacchini dovevano adempiere entro 5 anni. Per quest’ultimi quindi, la legge entrerebbe in vigore a partire da agosto, poco più di una settimana a partire da oggi. Il condizionale è d’obbligo perché con il suo emendamento Leonardi chiede di togliere la frase “se collocati nelle sale da gioco ed entro cinque anni dalla medesima data negli altri casi”, posticipando di fatto l’entrata in vigore della norma (anche per bar e tabacchini) di due anni.

 

 

Attorno alla legge per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco si combatte da sempre un’accesa battaglia con la lobby del gioco d’azzardo in prima linea. Nel 2018 (grazie all’emendamento di un altro forzista Giacomo Bezzi) l’entrata in vigore della norma era già stata posticipata di 3 anni, portando alle attuali scadenze (articoli QUI e QUI). Un vittoria rivendicata dal Milton Friedman Institute che in un comunicato scrisse: “Questa proroga della scadenza concede altri due anni alle imprese per potersi adeguare alla normativa, ma con più probabilità consentirà nella prossima legislatura al Consiglio provinciale di presentare una nuova proposta di legge che tenga conto delle osservazioni degli esperti”.

 

Parole che a distanza di due anni suonano come profetiche, infatti, se per il momento un esponente della maggioranza si è limitato a presentare una modifica che posticipa l’entrata in vigore della legge non è escluso che la Giunta si adoperi per smantellarla completamente. Una sconfitta per i tanti cittadini e associazioni che curano la ludopatia e per chi come la consigliera del Partito Democratico Elisabetta Bozzarelli si è esposta in prima persona (ricevendo insulti e minacce) per limitare la diffusione del gioco d’azzardo.

 

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