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Minacce alla consigliera che si batte contro il gioco d’azzardo: “Denuncio e non rimango in silenzio, l’odio in rete va fermato”

Bozzarelli ha denunciato gli autori dei messaggi d’odio, iniziati dopo che un utente ha pubblicato una lista di personaggi pubblici “nemici” delle slot machine invitando a “sfondarli, ma con civiltà”. Il risultato è stata una pioggia di offese sessiste e minacce contro la consigliera del Partito Democratico

Di Tiziano Grottolo - 14 luglio 2020 - 17:31

TRENTO. “Lunedì 25 maggio, da mezzogiorno a mezzanotte riempite di commenti le pagine e i profili di coloro che pensano di sapere di tutto, di coloro che stanno usando il nostro lavoro, per farsi la solita sporca campagna elettorale, senza nemmeno sapere di cosa parlano”. Si apre così il messaggio postato da un utente sui social che allegava una lista di personaggi pubblici “nemici” del gioco d’azzardo.

 

L’utente proseguiva invitando a scrivere “uno, dieci, cento commenti e concludeteli con i 3 hashtag, dobbiamo bombardarli, senza tregua. Non costa nulla e lo puoi fare dal divano di casa (dove ci hanno confinato). Se avete altri nomi suggeriteli, ma soprattutto condividete al massimo l’evento. Sfondiamoli perché sono loro che si devono vergognare”. Insomma, una dichiarazione di guerra verso una serie di politici “colpevoli” di opporsi al gioco d’azzardo. Giuseppe Conte, Vito Crimi, Luigi Di Maio, Isabella Tovaglieri e la trentina Elisabetta Bozzarelli i nomi inclusi nella lista di obiettivi.

 

Il risultato è stata una pioggia di insulti, offese sessiste e minacce comparse sia su uno dei gruppi Facebook legati al settore, “Lavoratori del comparto gioco legale” (quasi 6000 iscritti), che sulla pagina e sul profilo personale della consigliera che lo scorso maggio aveva fatto approvare una mozione per bloccare il gioco d’azzardo durante l’emergenza sanitaria (articoli QUI e QUI).

 

 

“Sono stata subissata da decine e decine di commenti sprezzanti fino ad arrivare alle minacce verso di me e i miei figli”, ha spiegato Bozzarelli. Quasi tutti i commenti più violenti sono stati postati da uomini (anche se non mancano le donne): “Questo odio fa parte di quella cultura che cerca di mettere la donna in posizione minoritaria, ma non ha nulla a che fare con il dibattito politico. La rete è vissuta come una zona franca dove vale tutto ma io non sono una pagina Facebook, sono una donna, una lavoratrice e una madre e non accetto di essere minacciata per le mie proposte politiche”. L’impressione è che la lobby del gioco d’azzardo si sia mossa cercando di catalizzare l’attenzione sulla consigliera, infatti, nemmeno il tempo che la conferenza stampa giungesse al termine che la notizia era già apparsa su alcuni gruppi Facebook e pubblicazioni legate al settore. 

 

“Contro di me è stato portato avanti un attacco mirato dopo che la notizia della mozione è rimbalzata su gruppi e siti internet legati al mondo del gioco d’azzardo”. A tutto questo la consigliera comunale ha deciso di dare un taglio denunciando gli autori dei messaggi d’odio. L’annuncio ufficiale è arrivato in un luogo simbolico: di fronte al Bar Perini Civico 131, fra i primi esercizi ad eliminare le slot machine. “Dopo attenta riflessione, con la mia famiglia e anche con il Partito Democratico, ho deciso di intraprendere un’azione giudiziaria. Comprendo le questioni legate al lavoro e alle esigenze economiche – ha ribadito Bozzarelli – ma nella fase attuale è più importante salvaguardare la vulnerabilità delle persone”.

 

Alla conferenza stampa erano presenti anche il candidato sindaco di Trento Franco Ianeselli e la consigliera provinciale del Pd Sara Ferrari. “La lotta alla ludopatia – ha ricordato il candidato di ‘SiAmoTrento’ – è un tema che interessa la nostra coalizione. Se c’è chi minaccia non ci facciamo intimorire, anzi, rilanciamo e proseguiamo su questa strada perché se è giusto riconoscere la libertà d’impresa è altrettanto doveroso tutelare le famiglie e le persone che sono danneggiate da quella è stata riconosciuta come una malattia a tutti gli effetti”.

 

Ferrari dal canto suo ha riportato l’attenzione sugli attacchi via social: “Non si può esercitare il proprio mandato senza essere aggrediti sul personale, se una donna ha un minimo di potere decisionale non contestata in termini oggettivi ma viene messa in discussione per il suo orientamento sessuale, lo stile di vita o il suo modo di essere”. La consigliera Dem ha poi ricordato come dal 1° agosto entrerà in vigore la legge per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco che prevede la rimozione delle slot machine da tutti i pubblici esercizi che distano meno di 300 metri dai cosiddetti “luoghi sensibili”: scuole di ogni ordine e grado, ospedali, case di riposo, strutture assistenziali, circoli anziani, aree ricreative e sportive rivolte ai giovani e luoghi di culto. Mentre le sale gioco invece avranno tempo fino all’agosto 2022 per rimuovere le macchinette. Tutto però potrebbe saltare perché secondo Ferrari la giunta Fugatti avrebbe pronto un emendamento per far slittare l’entrata in vigore del provvedimento: “Cinque anni sono stati un tempo sufficiente per adeguarsi – ha concluso Ferrari – non abbiamo bisogno di un’altra proroga”.

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