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Stop al gioco d’azzardo, Bozzarelli insultata e minacciata sui social: “Farò denuncia, quanto accaduto va ben oltre l’attacco personale”

Gli odiatori si sono scatenati dopo che la consigliera Dem ha promosso una mozione per combattere la ludopatia, tenendo chiuse le slot machine nel post-covid: “Comprendo le questioni legate al lavoro ma in questa farse è più importante salvaguardare la vulnerabilità delle persone”

Di Tiziano Grottolo - 13 luglio 2020 - 18:25

TRENTO. Tra Provincia e Comune di Trento è scontro su gioco d’azzardo e slot machine. Se l’amministrazione del capoluogo aveva approvato una mozione, presentata dalla consigliera del Partito Democratico Elisabetta Bozzarelli, per impedire la riapertura delle sale slot, bingo e centri scommesse la Pat con un’ordinanza, firmata dal presidente Maurizio Fugatti, aveva invece dato il via libera alla riapertura.

 

“Nonostante le minacce e le gravi offese ricevute – spiegava Bozzarelli – sono convinta che riaprire al gioco d’azzardo sia un messaggio, da un punto di vista etico, sbagliato. Prendo atto che per questa giunta il gioco d’azzardo viene prima di trasporto pubblico e sport”. Dopo l’approvazione della mozione-Bozzarelli la consigliera è stata oggetto minacce e offese che proseguono tutt’ora.  

 

“Ho subito decine di attacchi attraverso i social network, con ingiurie e insulti – fa sapere la consigliera Dem – dopo attenta riflessione, con la mia famiglia e anche con il Partito, ho deciso di intraprendere un’azione giudiziaria. Quanto accaduto – prosegue – va ben oltre l’attacco personale e tocca la sfera politica. Il tema dell’odio diffuso in rete attraverso i social è un fenomeno che non può essere sottovalutato né ignorato, soprattutto quando a scatenare gli ‘odiatori’ è un’iniziativa che vuole essere una risposta, benché parziale, a un problema serio come quello della ludopatia”. Sulla vicenda è stata convocata una conferenza stampa che si terrà domani, 14 luglio, durante la quale interverrà anche il candidato sindaco del Centrosinistra-autonomista Franco Ianeselli.

 

Nel frattempo il primo round della battaglia se lo è aggiudicato la Provincia visto che (grazie all’ordinanza) centri scommesse e sale slot della città di Trento hanno potuto riaprire. Si tratta però di una vittoria di Pirro poiché a causa delle restrizioni legate al coronavirus alcuni esercenti (in particolare piccoli bar e tabacchini) hanno tenuto spente le slot machine, altrimenti le norme sul distanziamento sociale avrebbero impedito di proseguire con le normali attività di vendita. Alcuni locali infatti, hanno una superficie talmente ridotta da consentire l’ingresso ad una persona per volta, va da sé che con un “giocatore” impegnato alle macchinette gli altri clienti sarebbero dovuti rimanere all’uscio.

 

C’è poi un’altra questione, nel 2015 venne approvata una legge per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco che, fra le altre, cose prevede la rimozione delle slot machine da tutti i pubblici esercizi che distano meno di 300 metri dai cosiddetti “luoghi sensibili”: scuole di ogni ordine e grado, ospedali, case di riposo, strutture assistenziali, circoli anziani, aree ricreative e sportive rivolte ai giovani e luoghi di culto. La misura in questione entrerà in vigore fra meno di tre settimane ad inizio agosto, mentre le sale gioco invece avranno tempo fino all’agosto 2022 per rimuovere le macchinette.

 

Le slot machine dunque dovrebbero avere le ore contate ma la giunta Fugatti ha lasciato intendere che potrebbe intervenire sulla norma, d’altra parte la lobby del gioco d’azzardo è molto forte e spesso e volentieri è riuscita ad influenzare le decisioni politiche che coinvolgevano il settore. La partita è ancora aperta: “Comprendo le questioni legate al lavoro e alle esigenze economiche – conclude Bozzarelli – ma nella fase attuale è più importante salvaguardare la vulnerabilità delle persone”.

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