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Stop al gioco d'azzardo, dopo le minacce a Bozzarelli arriva la solidarietà. Ma Cia incalza: "Perché trasformare la denuncia in campagna elettorale?"

Tanti gli attestati di solidarietà e vicinanza alla consigliera comunale dem Elisabetta Bozzarelli, insultata e minacciata per aver proposto una mozione sul gioco d'azzardo. La commissione Pari opportunità della Provincia: "Toni e linguaggi inaccettabili". Ma l'assessore regionale Cia non ci sta sul merito e sulla comunicazione: "Non capisco perché abbia trasformato la denuncia delle minacce in un evento di campagna elettorale. Distinguere fra lotta alla ludopatia e al gioco lecito"

Di Davide Leveghi - 17 luglio 2020 - 19:19

TRENTO. Arrivano diversi attestati di solidarietà alla consigliera comunale di Trento Elisabetta Bozzarelli, dopo che, presentata in Consiglio una mozione a sua firma sul gioco d'azzardo, era stata insultata e minacciata di morte. La mozione in questione prevede la rimozione delle slot machine da tutti gli esercizi pubblici ubicati a meno di 300 metri da “luoghi sensibili” come scuole, ospedali, case di riposo, strutture assistenziali, circoli anziani, aree ricreative o sportive e luoghi di culto.

 

Nei giorni scorsi, la stessa Bozzarelli aveva pubblicamente denunciato una campagna d'odio scatenata sui social a suo discapito, in cui tra l'altro, oltre a pubblicare una sorta di “lista di proscrizione” sui soggetti contrari a mantenere le slot in luoghi sensibili, diversi utenti si scagliavano violentemente contro la famiglia della consigliera, insultandola pesantemente e minacciando i suoi figli.

 

A dimostrare la propria solidarietà, in primis, è la Commissione provinciale per le Pari opportunità. “La Commissione provinciale Pari Opportunità tra donna e uomo esprime tutta la sua solidarietà e vicinanza alla Consigliera del Comune di Trento Elisabetta Bozzarelli, oggetto di attacchi violenti e ripugnanti comparsi sui social in seguito all'approvazione di una mozione in Consiglio comunale, destinata al contenimento del gioco d'azzardo in periodo di emergenza Covid. Comprendiamo e rispettiamo le difficoltà dei lavoratori e delle lavoratrici del settore (purtroppo comuni a molte altre lavoratrici e lavoratori di innumerevoli settori della nostra economia); risultano tuttavia inaccettabili il tono e i linguaggi utilizzati, di carattere violento, intimidatorio e fortemente sessista”.

 

Sulla scelta della consigliera di denunciare pubblicamente la cosa, inoltre, la Cpo scrive: “Apprezziamo il coraggio e la determinazione della Consigliera, che ha denunciato apertamente questi attacchi, auspicando che il suo esempio sia seguito da tutte le persone oggetto di questo tipo di offese, soprattutto le donne, sempre più particolarmente e pericolosamente esposte a simili gogne mediatiche ingiustificabili, violente e soprattutto vili. A tutte queste persone, al di là di ogni schieramento politico o partitico, va tutta la vicinanza e solidarietà della Commissione provinciale Pari opportunità”.

 

Sempre dalla Provincia arriva anche la solidarietà di un consigliere di maggioranza, l'assessore regionale e segretario di Agire Claudio Cia. Un attestato di vicinanza, che però critica nel merito le scelte della consigliera, sia sulla mozione che sulle modalità di denuncia delle minacce. “Solidarietà alla consigliera – ha affermato Cia – la lotta alla ludopatia, però, è un'altra cosa. Ricordo bene la sensazione di insicurezza che anche io provai quando subì minacce a causa della mia opposizione al ddl detto 'contro l'omofobia', in realtà volto a trasformare la Provincia in promotrice del pluralismo sessuale. Io non ricevetti particolari manifestazioni di solidarietà dalla sinistra, ma dev'essere responsabilità di ognuno di noi il contrasto a questi gravi episodi che minano la serenità di qualunque confronto”.

 

Quello che faccio fatica a capire – incalza il segretario di Agire - è come sia stato possibile trasformare una così importante conferenza stampa di denuncia in un evento per la campagna elettorale del candidato sindaco Franco Ianeselli. Questa mia perplessità è motivata dal fatto di non ricordare particolari prese di posizione contro il gioco avvenute in passato da parte dell'ex sindacalista e – soprattutto – dall'assenza di moderazione dei commenti sulla sua pagina facebook, visto che anche io proprio lì sono continuamente bersagliato dai pretoriani di Ianeselli (pare che l'odio social esista anche a sinistra...) che quando va bene mi dipingono come 'una brutta persone' che 'avrebbe bisogno di uno psicologo', quando va male si passa agli attacchi personali che non è opportuno riportare”.

 

Riguardo alla mozione, poi, Cia distingue fra la “lotta al gioco d'azzardo” e la “lotta al gioco lecito, il quale porta nelle casse provinciali, secondo i dati aggiornati al 2019 del sito dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, un ritorno fiscale di oltre 67 milioni di euro. “Questa battaglia rischia non solo di non dare una risposta al grande problema del gioco d’azzardo patologico, ma addirittura di aggravarne la situazione, visto che alla 'sparizione' del gioco lecito seguirebbero – quasi certamente – l’implementazione del gioco on-line (dal quale non discende alcun ritorno fiscale per la Provincia Autonoma di Trento e dove non è permesso alcun tipo di controllo sull’utente), il trasferimento verso altri giochi pubblici (Lotto, Superenalotto ecc.) – particolarmente pericolosi per la rapidità dell’acquisto e l’anonimato garantito (cosa non consentita sugli apparecchi che – a partire dal 2020 – prevedono per il loro funzionamento l’inserimento della tessera sanitaria dell’avventore) e – da non sottovalutare – la ricomparsa e il dilagare del gioco illecito”.

 

“Da alcuni mesi in qualità di presidente della IV commissione permanente del Consiglio provinciale che si occupa di politiche sociali, sanità, sport, attività ricreative ed edilizia abitativa – conclude – ho avviato con i commissari una riflessione che dovrebbe portare ad una maggiore conoscenza del tema (slegata da vincoli ideologici) in attesa di un interventi legislativo che sappia coniugare le esigenze della reale lotta alla ludopatia e gli interessi degli operatori economici e della Provincia”.

 

Di diverso tipo, infine, è l'attestato di solidarietà avanzato dal Cnca, il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, che tramite il presidente della sezione Trentino-Alto Adige Claudio Bassetti, non lesina complimenti ad una proposta politica capace a suo giudizio di rispondere alle esigenze pubbliche. “Il CNCA del Trentino-Alto Adige, che rappresenta 17 realtà del mondo associativo e della cooperazione sociale fortemente impegnate nell'aiuto alle persone più deboli e fragili della nostra società, esprime la massima solidarietà ad Elisabetta Bozzarelli, attaccata e minacciata perché promotrice e prima firmataria di una mozione nel consiglio Comunale di Trento – si legge nel comunicato - la solidarietà e la vicinanza riguardano la persona, che si è esposta in modo pubblico, da consigliere comunale, su un tema molto delicato; riteniamo che le minacce espresse da più soggetti siano un segnale molto preoccupante, la spia di una deriva che va fermata immediatamente”

 

Come CNCA, e in particolare con l'associazione AMA (Auto Mutuo Aiuto, ndA), che ne è componente molto attiva, siamo intervenuti ripetutamente nel dibattito politico presentando considerazioni sull'impatto del gioco d’azzardo patologico e abbiamo esposto recentemente alla IV Commissione legislativa provinciale la richiesta di non prevedere proroga dei termini nel limitare la presenza degli apparecchi da gioco nelle vicinanze nelle cosiddette zone sensibili, cioè i luoghi frequentati dai soggetti maggiormente esposti al rischio di dipendenza. Lo abbiamo fatto per aver toccato con mano il disastro sociale che la diffusione senza limiti degli apparecchi di gioco e di altri giochi d’azzardo sta provocando. Le persone più soggette a dipendenza e patologia sono quelle più fragili e gli strati più svantaggiati della popolazione”. 

 

"I numeri che riguardano la nostra regione devono fare riflettere: nel 2018 in Trentino-Alto Adige si sono giocati 1.234 milioni di euro, di cui 923 giocati agli apparecchi (comprende Newslot, VLT e comma 7); di questi, sono stati persi definitivamente 257 milioni di euro. I problemi creati dal gioco d'azzardo problematico e patologico non sono solo quelli economici e finanziari. La dipendenza influisce spesso sul complesso sistema di relazioni della vita quotidiana; non travolgono il solo giocatore, ma tutto l'insieme delle sue relazioni: la famiglia, le amicizie, il lavoro - concludono - esiste un costo sociale e quindi deve essere presente un interesse collettivo a ridurre il problema del gioco d'azzardo nelle sue espressioni patologiche”.

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