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La società civile dice “no” all’emendamento salva-slot. Bozzarelli: “Sbagliato fare cassa sulla pelle delle famiglie”

Il Coordinamento delle comunità di accoglienza e il Forum delle Associazioni familiari contro l’emendamento-Leonardi per posticipare di 2 anni la rimozione delle slot machine da bar e tabacchini. Bozzarelli: “Scelta irresponsabile”

Di Tiziano Grottolo - 26 luglio 2020 - 16:53

TRENTO. Elisabetta Bozzarelli, consigliera comunale del Partito Democratico, è da tempo in prima linea per porre un freno al gioco d’azzardo: portava la sua firma la delibera approvata dal comune di Trento per prolungare la chiusura delle slot machine per tutta la durata dell’emergenza sanitaria (QUI articolo). Per il fatto di aver preso posizione contro il gioco d'azzardo la consigliera è stata fatta oggetto di una serie minacce (QUI articolo).

 

Ad ogni modo, la delibera del Comune era stata scavalcata da un provvedimento della Giunta che consentiva la riapertura. Non solo, per completare l’opera è stato depositato un emendamento, scritto da Giorgio Leonardi di Forza Italia, per posticipare di altri due anni l’entrata in vigore delle legge che avrebbe obbligato bar e tabacchini a rimuovere le slot machine (se situati a meno di 300 metri da luoghi sensibili).

 

“Si vuole aggirare una misura varata nel 2015 – commenta Bozzarelli – che lasciava ben 5 anni per adeguarsi, un tempo congruo per permettere concertazione tra attori, per immaginare e realizzare altre e doverose forme di sostegno alle attività che hanno slot e vlt. Credo – aggiunge la consigliera – che uno Stato, un ente pubblico che sceglie di fare cassa grazie al denaro proveniente dagli incassi di questi apparecchi sia eticamente sbagliato, coltivi ingiustizia sociale e giochi sulla pelle delle famiglie. Un bilancio non è fatto solo di somme in entrata ed uscite, è anche fatto di scelte responsabili su quelle entrate e quelle uscite, che guardano al bene comune”.

 

Un secco “no” all’emendamento “salva-slot” è arrivato anche dal Coordinamento nazionale comunità di accoglienza del Trentino e dal Forum delle Associazioni familiari: “Chi ha a cuore la lotta contro la dipendenza da gioco d’azzardo e la tutela dei soggetti più vulnerabili non può far dormire sonni tranquilli”, Infatti, se l’emendamento fosse approvato, le macchinette da gioco potrebbero essere mantenute anche vicino scuole, ospedali, case di riposo e altri luoghi sensibili.

 

Da anni – spiegano le associazioni – tocchiamo con mano il disastro sociale che la diffusione senza limiti degli apparecchi di gioco e di altri giochi d’azzardo sta provocando. Le persone più soggette a dipendenza e patologia sono quelle più fragili e gli strati più svantaggiati della popolazione. I numeri che riguardano la nostra regione devono fare riflettere: nel 2018 si sono giocati 1.234 milioni di euro, di cui 923 giocati agli apparecchi di questi, sono stati persi definitivamente 257 milioni di euro”. Anche per questo le associazioni ritengono fondamentali misure come il distanziamento dai luoghi sensibili, per cercare di ridurre le “tentazioni”.

 

Le motivazioni che vengono addotte per giustificare la modifica ci paiono francamente inconsistenti – affermano Cnca e Faf – si dice ad esempio che l’obiettivo vero da colpire sia il gioco illegale: in realtà la stragrande maggioranza dei giocatori d’azzardo patologici, come emerge da qualunque ricerca condotta anche sul nostro territorio, si rivolge a giochi perfettamente legali, quali appunto quelli che trova facilmente nei bar”. Le associazioni chiedono al Consiglio di non approvare l’emendamento: La scelta voluta dal legislatore provinciale cinque anni fa è stata lungimirante, ora serve una sua applicazione, senza ulteriori proroghe. La politica deve farsene carico e dare risposte coerenti all’interesse pubblico”.

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