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Leonardi ci riprova ecco il ddl “salva slot” che abbassa la distanza e riduce i luoghi sensibili

Se il ddl sarà approvato la legge trentina contro il gioco d’azzardo sarà fortemente depotenziata, Leonardi infatti vuole ridurre la distanza che si deve mantenere dai luoghi sensibili. Inoltre, via libera alle slot machine vicino ai circoli pensionati e alle aree ricreative e sportive frequentate principalmente da giovani

Di Tiziano Grottolo - 11 January 2021 - 18:21

TRENTO. Aveva fatto molto discutere la proposta del consigliere di Forza Italia, Giorgio Leonardi, di promuovere il cosiddetto “emendamento salva slot”, un provvedimento (presentato nel luglio 2020) che avrebbe voluto posticipare l’entrata in vigore della legge (risalente al 2015) con la quale si prevedeva la rimozione delle slot machine da gran parte dei luoghi pubblici. Dopo le dure prese di posizione da parte della società civile e di molti esponenti politici, Leonardi fu costretto a ritirare l’emendamento. Così ad agosto il Comune di Trento iniziò la rimozione delle macchinette da bar e tabacchini (sale giochi e sale slot hanno tempo fino al 2022 per adeguarsi).

 

Ora però, con il nuovo anno, il consigliere di Forza Italia ci riprova con un disegno di legge recentemente approdato in Quarta commissione. In sostanza il ddl sferra diverse picconate alla legge da poco entrata in vigore. Tanto per cominciare sostituendo una sola parola si mina l’intero impianto della legge: se il provvedimento attuale recita “è vietata la collocazione degli apparecchi da gioco” il ddl leonardi riformula:è vietata la nuova installazione degli apparecchi da gioco”. E cosa si intende lo spiega lo stesso ddl Leonardi: L’installazione di apparecchi aggiuntivi rispetto a quelli esistenti al momento dell’entrata in vigore di quest’articolo, esclusa la loro sostituzione – aggiungendo – non costituiscono nuova installazione: le variazioni della titolarità; le modificazioni o le variazioni del soggetto gestore degli apparecchi; i rinnovi o le modificazioni degli accordi contrattuali”.

Ma non finisce qui, il ddl vorrebbe anche ridurre la distanza che gli apparecchi da gioco devono tenere da ogni luogo sensibile che passerebbe da 300 a 200 metri. Inoltre si punta a ridurre pure la platea dei luoghi sensibili. Se la legge attuale inserisce fra i luoghi a rischio “gli istituti scolastici o formativi di ogni ordine e grado”, Leonardi invece promuove un’interpretazione più permissiva inserendo solo “istituti scolastici secondari, università e biblioteche pubbliche”. Non solo, perché se luoghi di culto e strutture sanitarie vengono confermate, dall’elenco dei luoghi sensibili vengono depennati i circoli per anziani, le aree ricreative e sportive frequentate principalmente da giovani e pure le strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario, scolastico o socio-assistenziale.

 

Cancellata anche la possibilità per i Comuni di prevedere distanze maggiori e la rimozione (entro 5 anni) delle slot machine che dovessero venire a trovarsi entro il raggio di un nuovo luogo sensibile. In pratica anche se dovesse aprire un nuovo centro contro la ludopatia le macchinette avrebbero la precedenza, e il diritto di restare, perché erano lì da più tempo. E ancora il ddl prevede che restino valide le autorizzazioni e le licenze comunque concesse, sino al momento della data di entrata in vigore dello stesso ddl, “con la conseguente possibilità di mantenere i relativi apparecchi, nel numero presente in quel momento”.

 

Infine ad alzare la posta in gioco, è proprio il caso di dirlo, è quanto contenuto nelle disposizioni transitorie che recitano: “Possono essere ripristinati, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 5 della legge provinciale numero 13 del 2015, nel testo vigente prima dell’entrata in vigore della presente legge, gli apparecchi da gioco per i quali è stata prevista la rimozione ai sensi dell’articolo 14, comma 1, della legge provinciale numero 13 del 2015”. Insomma la legge attualmente in vigore con gli “interventi per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco” è bella che disinnescata per la felicità della potente lobby del gioco d’azzardo.

 

 

 

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