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Ddl “salva slot”, insorgono le associazioni: “Una liberalizzazione che favorisce il gioco d’azzardo anziché contrastarlo”

Le associazioni smontano i dogmi del ddl “salva slot”. Per il Serd la vicinanza delle macchinette influenza negativamente donne e anziani: “Molti pazienti ludopatici hanno dichiarato di essersi sentiti sollevati dall’eliminazione degli apparecchi da gioco dai locali imposta dalla legge provinciale”

Di Tiziano Grottolo - 19 febbraio 2021 - 12:52

TRENTO. Quello del “gioco illegale online” è il grimaldello che la maggioranza, sostenuta da alcune associazioni di categoria, vorrebbe sfruttare per far passare il ddl “salva slot” presentato dal consigliere di Forza Italia Giorgio Leonardi. Eppure le associazioni non ci stanno e hanno fatto quadrato contro il provvedimento. Dopo gli imprenditori infatti, in Quarta commissione, sono intervenute le associazioni, praticamente tutte concordi nell’affermare che il ddl Leonardi si muove in direzione opposta rispetto alla volontà della legge entrata in vigore a metà 2020, cioè quella di rimuovere le slot machine dai luoghi sensibili per contrastare la dipendenza dal gioco.

 

Ermelinda Levari del Serd ha segnalato che in base a un’indagine condotta tra il maggio e il luglio 2020 in collaborazione con l’Associazione di auto mutuo aiuto, e basata su un questionario sottoposto a 46 utenti, è emerso che non si è verificato un aumento del gioco online. Il 20% ha dichiarato di aver giocato online prima del lockdown e solo il 2% ha detto di aver aumentato quest’attività dopo la rimozione dello slot e Vlt dai locali. Inoltre molti pazienti ludopatici del Serd hanno dichiarato di essersi sentiti sollevati dall’eliminazione degli apparecchi da gioco dai locali imposta dalla legge provinciale. Tra gli adulti il Serd nota che soprattutto le donne verso l’età del pensionamento sviluppano dipendenza da gioco. E che anche le persone anziane, in presenza di macchinette da gioco vicino a casa tendono a scivolare nella ludopatia.

 

Giulia Tomasi, responsabile gioco d’azzardo dell’Ama, ha osservato che slot machine e Vlt hanno un alto potenziale di induzione all’assuefazione per l’alta velocità di gioco, i suoni, le luci, le piccole vincite o le quasi vincite, meccanismi che rendono queste attività molto pericolose, pertanto “il distanziamento di questi apparecchi da categorie sensibili è molto utile”. Inoltre, secondo l’Ama la persona che ha sviluppato una dipendenza patologica non si sposta verso il gioco online perché si tratta di attività dotate di un diverso appeal. L’offerta del gioco online attira altri tipi di giocatori. A una domanda di Cia, che ha chiesto come si concili il parere dell’Ama con l’incremento del gioco online segnalato dall’Ufficio delle dogane in seguito alla rimozione delle macchinette, Miriam Vanzetta, coordinatrice di Ama, ha risposto che il gioco online è cresciuto in modo esponenziale a livello nazionale, ma che la dipendenza da questa attività non riguarda le persone che abusano delle slot. I problemi della dipendenza fisica e online sono affiancati e le persone che dipendono dall’online si aggiungono a quelle che utilizza slot e Vlt.

 

Secco “no” al ddl “salva slot” anche da parte di Claudio Bassetti, presidente del Cnca, che ha criticato il ddl in quanto liberalizza gli esercizi con apparecchi da gioco riducendone la distanza dai luoghi sensibili e non incentiva più i locali che rinunciano alle macchinette. “In tal modo – sottolinea – si favorisce il gioco d’azzardo anziché contrastare questa pratica, con il rischio che si aggravino i costi umani e sociali che la dipendenza patologica da gioco d’azzardo produce, senza contare altri problemi correlati come l’usura”. Dal canto suo Serenella Cipriani, presidente del Consolida, anche in rappresentanza del Forum del Terzo Settore, ha notato che il ddl allenta le misure restrittive e agevola gli esercenti anche sul piano fiscale. Questo si scontra con la prevenzione dei danni sociali che il gioco d’azzardo patologico può causare.

 

Pure il Forum delle associazioni familiari del Trentino, per voce del presidente Paolo Holneider, ha criticato il ddl presentato da Leonardi. Secondo Holneider occorre confermare e non ridurre sia le distanze dalle macchinette imposte dalla legge provinciale sia i numerosi luoghi sensibili indicati nella normativa trentina, una normativa, aggiunge, apprezzata in tutta Italia. Luigi Torboli, presidente di Albora, ha ricordato che da quando le slot sono state rimosse nell’agosto del 2020 le persone dimostrano di avere più disponibilità economiche. In precedenza per fronteggiare i problemi economiche le famiglie investivano nel gioco d’azzardo offerto dalle macchinette. Infine anche il presidente della Fondazione Federico Samaden, rispondendo a una domanda del consigliere Zanella, si è pronunciato per un approccio restrittivo contrario alla liberalizzazione, affermando di essere favorevole ad un forte rigore perché le dipendenze vanno anche decisamente contrastate.

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