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| 14 lug 2022 | 17:00

Legge contro il gioco d'azzardo, il Forum delle associazioni familiari: "Fatela entrare in vigore senza modifiche. La Giunta tuteli la salute e il benessere dei cittadini"

La legge provinciale approvata 7 anni fa entrerà in vigore il 12 agosto prossimo per le sale da gioco. Il documento è stato firmato da una decina di altre realtà del territorio: "La dipendenza da gioco è una piaga sociale considerata una malattia, inserita dallo Stato nei Lea, che genera disgregazione sociale e costi per la sanità pubblica molto alti"

di F.C.

TRENTO. "Vogliamo che la legge provinciale sul gioco d’azzardo che regolamenta il posizionamento delle slot machine nei locali e delle sale da gioco ad almeno 300 metri di distanza dai luoghi sensibili, come scuole, centri anziani, luoghi di culto, non sia modificata e che diventi pienamente operativa". E' questa la richiesta partita dal Forum delle Associazioni Familiari del Trentino con un documento sottoscritto da una decina di altre realtà del territorio provinciale, tra cui Acli, Anfass Trentino, Associazione A.m.a. Auto Mutuo Aiuto, Associazione Nazionale Famiglie Numerose, Conagga – Coordinamento Nazionale Gruppi Giocatori d’Azzardo, Cnca Trentino Alto Adige, Cooperativa Progetto 92, Consultorio Familiare Ucipem, Famiglie per l’Accoglienza Trentino Alto Adige, Famiglie Nuove e Umanità Nuova – Movimento dei Focolari Trentino Alto Adige, Gruppo Albora. 

 

"Il compito primario di un’amministrazione pubblica - aggiungono - è tutelare la salute e il benessere dei cittadini prima di qualsiasi interesse economico di parte".

 

Il 12 agosto entrerà in vigore la legge provinciale numero 13 del 2015, approvata 7 anni fa, durante i quali attraverso una serie di deroghe si è cercato di dare il tempo ai gestori di queste attività di adeguarsi (Qui l'articolo).

 

Nonostante ciò però non sono mancate le voci contrarie sia all'interno della politica, come quella del consigliere di Fratelli d'Italia Claudio Cia che ha ricordato come il proibizionismo rischi di creare problemi ancora più gravi che quella della Sapar, l’associazione nazionale gestori gioco di Stato, che ha evidenziato che ci saranno persone che perderanno il lavoro (Qui l'articolo).

 

Se per i bar la norma è entrata in vigore nel 2020, per le sale gioco, dopo una proroga ottenuta due anni fa, la legge andrà a regime tra qualche settimana.

 

"Dietro il gioco d’azzardo ci sono interessi economici importanti - ricorda Forum delle Associazioni Familiari - e infatti l’Associazione Nazionale Gestori gioco di Stato è tornata a ribadire in quarta commissione del Consiglio provinciale di non essere favorevole a questa norma. L'assessore Failoni ha garantito che 'la Giunta troverà una soluzione in assestamento di bilancio'".

 

Le associazioni desiderano porre l'attenzione su alcuni aspetti: "La legge provinciale  è stata approvata dalla Giunta all’unanimità; tutte le parti politiche, compresa l’attuale maggioranza vedevano la necessità di porre delle limitazioni rispetto al proliferare del gioco d’azzardo in modo incontrollato".

 

I gestori delle sale, ribadiscono, che si occupano di gioco d’azzardo e macchinette "hanno avuto 7 anni di tempo per cambiare, convertirsi, adeguarsi alla normativa e organizzarsi di conseguenza (5 previsti dalla legge, più altri 2 di deroga)". La legge in primis si propone di "tutelare prioritariamente la salute e il benessere dei cittadini dal momento che la dipendenza da gioco è una piaga sociale considerata in tutto e per tutto una malattia, inserita dallo Stato nei Lea che genera disgregazione sociale e costi per la sanità pubblica molto alti".

 

La norma del 2015 è riconosciuta a livello nazionale come "modello di buona legislazione da prendere come esempio". Inoltre "prevede interventi di prevenzione e cura della dipendenza da gioco con iniziative di formazione in particolare a favore dei giovani, per cui recentemente è stata messa a bilancio una cifra da parte della Giunta - proseguono - sarebbe assolutamente poco onesto nei confronti dei cittadini prorogare ancora la chiusura dei locali nei pressi dei luoghi sensibili".

 

Il Consiglio provinciale si era già espresso nel 2020, "bocciando la proposta di proroga dei termini per l’attuazione della legge 13 - concludono - compito primario di un’amministrazione pubblica è tutelare la salute e il benessere dei cittadini prima di qualsiasi interesse economico di parte".

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