La Cgil dice “sì” alla legge contro il gioco d’azzardo: “La Pat si attivi per riqualificare i lavoratori. Cia ha i dati sui disoccupati? Spinga per rafforzare i servizi per l’impiego”
Dopo 7 anni dovrebbe entrare in vigore la legge per allontanare le slot machine dai luoghi sensibili, non tutti però sono d’accordo. Cia: “Non si può distruggere un settore che ha già perso cento posti”. La Cgil: “La legge va rispettata e attuata in tutte le sue parti”

TRENTO. Sono passati ormai 7 anni dall’approvazione della legge provinciale che allontana slot machine e sale da gioco ad almeno 300 metri dai luoghi sensibili, come scuole, centri anziani o giovanili o luoghi di culto. Ben 7 anni durante i quali si è saltati da una proroga all’altra per dare il tempo ai gestori di queste attività di adeguarsi. Ciononostante una parte della politica sta lavorando per sabotare l’entrata in vigore (prevista per il prossimo 12 agosto) della legge contro il gioco d’azzardo.
Secondo Domenico Distante, presidente nazionale della Sapar, cioè l’Associazione nazionale gestori gioco di Stato, sarebbero stati centinaia i lavoratori che hanno perso il lavoro. Dichiarazioni sostenute da Mara Dalzocchio, capogruppo dalla Lega, che ha detto di comprendere l’intervento della Sapar “perché la questione è delicata e implica problemi molto seri”, si legge in un comunicato.
Claudio Cia invece, ha ricordato che il proibizionismo rischia di creare problemi, per il consigliere di Fratelli d’Italia “non si può distruggere un settore che ha già perso cento posti di lavoro. Lavoratori – prosegue la nota della Pat – che nonostante le promesse dei sindacati non hanno ancora trovato una nuova occupazione”.
Una tesi respinta al mittente da Andrea Grosselli, segretario provinciale della Cgil che dice: “Se veramente il consigliere Cia è in possesso dei dati che dimostrano che chi ha perso il lavoro non è riuscito a trovarne un altro, allora nel suo ruolo all’interno della maggioranza dovrebbe spingere l’assessore allo Sviluppo economico (Achille Spinelli ndr) a rafforzare i servizi pubblici per l’impiego”.
Il segretario della Cgil ricorda peraltro come in questa fase ci siano molte aziende che cercano manodopera ma lamentano di non trovarne. “Deve essere la Provincia ad attivarsi per far incontrare domanda e offerta e se possibile riqualificare e accompagnare chi potrebbe perdere il lavoro. Serve un piano di riqualificazione di questi addetti che così potrebbero trovare posto in nuovi ambiti e magari a condizioni migliori rispetto al settore di provenienza”.
Come spiega il sindacalista il punto è che la Provincia avrebbe la possibilità di intervenire con interventi ad hoc per favorire l’inserimento lavorativo, però servono investimenti. “Noi siamo disponibili, per il resto – conclude Grosselli – riteniamo che la legge vada rispettata e attuata in tutte le sue parti. Questo provvedimento non demonizza il gioco d’azzardo ma ne regolamenta la presenza in certi contesti a rischio, in modo da contrastare la ludopatia che ha costi sociali altissimi”.












