Contenuto sponsorizzato
| 28 lug 2022 | 13:22

Legge sul gioco d'azzardo, l'appello di Albora: "Fatela passare o nuove famiglie sul lastrico. Il giocatore? Un bugiardo patologico, ingestibile e inaffidabile"

A poche ore dal voto sull'assestamento di bilancio l'attenzione viene posta sulla legge sul gioco d'azzardo per allontanare slot machine e vlt dai luoghi sensibili che dovrebbe entrare in vigore il 12 agosto. Torboli: "Due le aziende fallite solo a Mori, con i dipendenti che sono rimasti a casa a causa dei loro datori di lavoro che giocavano. Il gioco? Fa leva sulle persone più fragili"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Fate passare la legge provinciale sul gioco d'azzardo. Il benessere della comunità non ha costi, cercate di fare il bene della persona. Dobbiamo bloccare chi già gioca e non averne di nuove che sviluppino dipendenza". E' questo l'appello lanciato da Gigi Torboli, presidente del Gruppo Albora, una delle associazioni firmatarie del documento promosso dal Forum delle Associazioni Familiari del Trentino (sottoscritto da una decina di associazioni), in cui si chiede che la legge provinciale numero 13 del 2015, dopo ben 7 anni di proroghe, entri in vigore il 12 agosto prossimo senza che il testo venga modificato, e che la legge venga resa "pienamente operativa".

 

Il testo, che prevede l'allontanamento di slot machine e videolottery ad almeno 300 metri dai luoghi sensibili, come scuole, centri anziani, luoghi di culto, potrebbe essere approvato proprio in queste ore, con il voto sull'assestamento di bilancio di previsione per gli esercizi finanziari 2022-2024 della Provincia Autonoma di Trento. 

 

"Sono un amministratore di sostegno di un giocatore d'azzardo - spiega Torboli - una sorta di tutore e gestisco la sua parte economica e finanziaria. Quest'uomo, che si era trovato in ospedale per motivi di salute, ha chiesto aiuto quando pensava di essere in fin di vita. Da lì si è scoperto che era un giocatore patologico, ma è stato un caso. Ricordiamoci che dietro queste storie c'è sempre molta sofferenza".

 

ISono tante le storie raccolte in questi anni dal Gruppo Albora di Mori, di persone che hanno perso tutto ciò che avevano a causa del gioco d'azzardo, dai loro risparmi alle relazioni familiari.

 

"Nel 2014 - sostiene il presidente - abbiamo intervistato tutte le attività commerciali che avevano slot e ricevitorie lottomatica sul nostro territorio moriano. Una signora che ha una ricevitoria a Mori e ci ha raccontato che le persone spendono soldi nell’azzardo perché hanno problemi famigliari o di altro tipo, cioè spostano il pensiero nell’azzardo invece di provare a risolverlo, e non si rendono conto che lo ingigantiscono. Un altro ha dovuto togliere le slot machine perché i clienti disturbavano con il loro comportamento quasi ipnotizzato e vivevano solo per le macchinette buttando in pochi giorni lo stipendio o la pensione".

 

Un tratto comune del giocatore d'azzardo è che "è un bugiardo patologico, rende le persone ingestibili e inaffidabili. Si svegliano la mattina e ricercano l'adrenalina nel gioco. Se questa legge venisse nuovamente prorogata, altre famiglie rischierebbero la povertà. E' il banco che vince sempreLe macchinette mangiano i soldi della comunità, illudendo la persona che si arrivi sempre a una vincita".

 

Il gioco d'azzardo, sostiene il presidente, farebbe leva proprio sulle persone più fragili, "sulle persone più vulnerabili che stanno vivendo un momento di difficoltà. A qualsiasi persona potrebbe accadere, nessuno di noi è esente".

 

Dall'altra parte però Sapar, Confcommercio Trentino e anche una parte della politica, sembrerebbero chiedere un'ulteriore deroga alla norma ricordando quanti operatori del settore avrebbero perso il lavoro (nonostante siano trascorsi 7 anni per potersi organizzare). Confcommercio ricorda che nel 2018 il comparto ha portato un gettito di quasi 50 milioni di euro alla Provincia.

 

"Vorrei sottolineare che tante persone perderebbero comunque il lavoro a causa del gioco d'azzardo - risponde Torboli - non solo dipendenti che perderebbero le ore davanti alle macchinette senza rendersi conto di quanto giocano, sperperando tutti i loro averi".

 

Due i casi di aziende fallite soltanto sul territorio di Mori. "La storia che ha colpito di più è stata quella di un imprenditore - racconta Torboli - che ha fatto fallire un'azienda edile solida, lasciando a casa tutti i dipendenti e perdendo casa sua, una villa. Un'altra ditta invece che esisteva da circa 30 anni e con più filiali qui da noi è fallita perché marito e moglie hanno speso tutti i soldi nell’azzardo".

 

Per questo l'appello di Albora viene nuovamente lanciato a gran voce, insieme a tante altre realtà, chiedendo che "il Trentino possa essere una terra dove si cerca di vivere nel benessere - conclude - inteso come stare bene con se stessi e con gli altri".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 18 giugno | 13:55
A Trento sud continua il fenomeno dei botti esplosi nel cuore della notte, gli episodi soprattutto dopo le due: tra i cittadini serpeggiano il [...]
Montagna
| 18 giugno | 13:01
Infortunio nel bosco a Predazzo per un uomo del 1959 che stava tagliando legna, l'allarme lanciato da un familiare 
Cronaca
| 18 giugno | 11:31
Grande cordoglio in paese per la morte di Remo Bonetti, rinvenuto senza vita in acqua dopo che non aveva fatto rientro da una battuta di pesca in [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato