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Caso Santi, il Pd: “Le minacce? Una strumentalizzazione, dalla sindaca consapevole malizia”. I Verdi esprimono solidarietà all’autore del messaggio

Dopo che Il Dolomiti ha svelato il contenuto integrale del “messaggio minatorio” le minoranze accusano la sindaca Santi di aver strumentalizzato la vicenda. Il Pd: “Non c’è stata nessuna minaccia, ma solo consapevole malizia nell’interpretazione”. I Verdi: “Solidarietà all’autore del biglietto sbattuto in pasto al pubblico”

Di Tiziano Grottolo - 28 marzo 2021 - 22:08

RIVA DEL GARDA. Dopo la pubblicazione da parte de Il Dolomiti del reale contenuto del biglietto indirizzato alla sindaca di Riva del Garda, Cristina Santi, la vicenda giudiziaria è stata ridimensionata (la denuncia è stata ritirata), ma l’aspetto politico della questione non è passato in secondo piano, con le opposizioni che chiedono lumi.

 

Per comprendere appieno la vicenda è necessario ricostruire i fatti: lo scorso 20 marzo Santi aveva fatto sapere di aver rinvenuto un biglietto “di minacce”. Nel messaggio in questione però, datato e firmato, c’era scritto: “Egregio Sindaco Santi o mi date retta o faccio un casino politico. Ok, il vostro referente della Lega sa chi sono, ok. L’ultimo dell’Msi”. Erano bastate poche ore alla sindaca, in quel momento al centro delle polemiche per l’ordinanza contro il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici (anche questa poi ritirata), per decidere di sporgere denuncia e farsi fotografare in posa fuori dal commissariato locale.

 

Immediatamente Maurizio Fugatti si era precipitato su Facebook per solidarizzare con la sindaca parlando addirittura di “gravi minacce subite”, lo stesso Fugatti però non ha speso una parola per stigmatizzare le parole del presidente della Lega Alessandro Savoi che solo il giorno prima aveva definito “troie” due consigliere provinciali minacciando una di queste con la frase “la Lega non perdona”.

 

 

Ad ogni modo, nei giorni seguenti il ritrovamento del “biglietto minatorio” da più parti (anche dagli ambienti legati alla maggioranza) si era puntato il dito contro le minoranze colpevoli di “fomentare odio e rancore” e quindi indirettamente responsabili per quanto accaduto. Per la cronaca nelle ultime ore alcuni post sono stati cancellati. Eppure anche le opposizioni (senza conoscere il contenuto del messaggio) avevano espresso la loro solidarietà condannando il gesto. Nei giorni successivi però, dopo aver scoperto l’identità dell’autore, erano emersi dei particolari poco chiari tanto che il consigliere del Partito Democratico Alessio Zanoni invitava la prima cittadina a “comprendere” piuttosto che “denunciare” suggerendo di ritirare l’esposto. Cosa che effettivamente è avvenuta pochi giorni più tardi.

 

 

Infine, è arrivata la pubblicazione dell’intervista a Camillo che ha fatto piena luce sulla vicenda. Ora però le opposizioni pretendono delle scuse, anche verso la cittadinanza. In primis il Pd che scrive in un comunicato: “Apprendiamo dalla stampa che il contenuto del biglietto rivolto alla sindaca non contiene nessuna minaccia o riferimento ad alcuna ordinanza ed è stato firmato dallo stesso autore, mostrando chiaramente la volontà di farsi riconoscere in quanto persona che si era spesa per la sua campagna elettorale. Leggendo il testo e contestualizzando il tutto, è impossibile pensare che non vi sia stata consapevole malizia nell’interpretare quel bigliettino, usandolo in modo strumentale per i propri fini personali”.

 

Per i Dem non è un caso che il biglietto incriminato sia spuntato in un momento di difficoltà legato all’ordinanza. “Troviamo del tutto fuorviante che anche in questa faccenda siano state accusate le minoranze nel tentativo alquanto maldestro di sviare ancora una volta l’attenzione invece di assumersi la propria responsabilità di fronte ad un atto così grave. Comportamenti irresponsabili come questi non sono accettabili, soprattutto da parte di chi dovrebbe avere le capacità, la responsabilità e l’onestà intellettuale di decidere al meglio per i cittadini e non è ammissibile sfruttare il proprio ruolo istituzionale per interesse politico e personale”.

 

Netto anche il commento di Paolo Barbagli, portavoce dei Verdi dell’Alto Garda: “Riteniamo doveroso dare piena solidarietà all’autore del biglietto, sia pure presentato in modo formalmente poco corretto, impropriamente sbattuto in pasto al pubblico. Consigliando nel contempo alla sindaca maggiore attenzione nel gestire e nel cavalcare, anche mediaticamente, simili ‘bufale’”. Infine anche la segretaria provincia dei Dem Lucia Maestri interviene sulla questione: “Chi si è proclamato ‘sindaco di tutti senza divisioni e steccati’ dovrebbe curare di più modalità e metodi per tenere unita una città, evitando di cedere all’essere portavoce di una sola parte”.

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