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''L'emendamento per far slittare la norma sul gioco d'azzardo? E' nato alla buvette tra me Zeni e Rossi''

Giacomo Bezzi spiega che l'assessore alla sanità e il presidente erano d'accordo sul procrastinare l'entrata in vigore della norma che costringerebbe gli esercenti a togliere le slot vicine a scuole e centri per anziani: ''Se non fossero stati d'accordo forse non l'avrei proposto''. Tra le motivazioni questioni legate a ricorsi e tutela del lavoro ma l'assessore competente Olivi ha preferito non votarlo. Ecco cosa è successo. Ed ecco la replica di Zeni

Di Luca Pianesi - 31 luglio 2018 - 06:02

TRENTO. "L'emendamento è nato alla buvette tra me, Rossi e Zeni. C'è stata un'ampia condivisione. Io forse non l'avrei neanche proposto se non ci fosse stata quel tipo di convergenza". Così Giacomo Bezzi, il consigliere provinciale di Forza Italia che ha infilato un emendamento, che sta facendo molto discutere, approvato la scorsa settimana dal consiglio provinciale, per prorogare di altri 2 anni l'entrata in vigore della norma provinciale sull'obbligo di spostare oltre 300 metri dai luoghi sensibili (scuole, asili, centri per gli anziani) i locali con Slot e Vtl

 

Una norma attesissima proposta il 28 agosto 2014 dal partito democratico (prima firmataria Violetta Plotegher e sottoscritta anche dall'allora consigliere Luca Zeni) e da Progetto trentino (con Valter Viola) e approvata nel 2015. Una norma che proiettava il Trentino tra i territori all'avanguardia in questo senso e che già lasciava 5 anni di tempo (dunque fino al 2020) a esercenti e privati per mettersi in regola rinunciando alle macchinette o spostandosi fuori dal perimetro di tutela. Ma come vi abbiamo raccontato in questi ultimi giorni all'improvviso è arrivato un emendamento alla norma. Vi abbiamo mostrato il testo che è stato approvato (spostamento di altri 2 anni) dopo l'intervento in Aula di alcuni consiglieri (tra i quali proprio Plotegher) e quello originario firmato dai capigruppo in una di quelle sere interminabili che gli emendamenti passano, uno dietro l'altro, perché tanto c'è già un ok di massima (che prevedeva uno spostamento di 5 anni). 

 

E vi abbiamo raccontato della felicità espressa all'indomani del voto in aula del Milton Friedman Institute, un'associazione al cui interno vi sono figure nostrane (il sondaggista Andrea Maria Villotti, il lobbista Alessandro Bertoldi e il capogruppo del centrodestra a Bolzano Gabriele Giovannetti), studiosi e politici. Tra i vari anche ex sottosegretari, sindaci, l'attuale presidente dell'Associazione Concessionari di Apparecchi da Intrattenimento, Geronimo Cardia, e il presidente della Sts-Fit Sindacato Totoricevitori Sportivi - Federazione Italiana Tabaccai. E vi abbiamo raccontato anche che membro del consiglio scientifico di questo istituto è il direttore della società Quaeris Giorgio De Carlo, società che ha lavorato a uno studio intitolato "Trentino: prima analisi sul gioco. Ipotesi e proposte per una nuova legge'' presentato a un convegno patrocinato dalla Provincia e che ha visto tra i relatori proprio l'assessore alla salute Luca Zeni, oltre allo stesso De Carlo, a Villotti e a Cardia (oggi tutti del Friedman Institute).

 

Un convegno (e questi sono i nuovi mezzi di pressione delle lobby, come ci ha spiegato Iori del Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d'azzardoche voleva dimostrare che più che chiudere i locali con le slot vicine ai luoghi sensibili sarebbe meglio lavorare sulla prevenzione e sulla formazione (tra l'altro cose già previste anche nella legge provinciale del 2015). Non stupisce, quindi, la felicità espressa dalla Milton Friedman Institute che da associazione di liberali, come si definiscono loro, che difendono il gioco d'azzardo legale non possono che essere contenti che una tale legge venga fatta slittare e aggiungevano nel loro comunicato che: "Auspichiamo nei prossimi due anni la proroga si possa estendere a tutte le attività che offrono il gioco lecito, così che vi sia il tempo per una nuova legge organica locale o ancora meglio di carattere nazionale, senza che nel frattempo queste vengano colpite dal divieto nel 2020, pensiamo in particolare alle tabaccherie".

 

Insomma una legge molto simile a quella che in prima battuta aveva proposto il consigliere Bezzi. Già perché prima dell'emendamento firmato dai capigruppo c'era un altro testo, un terzo documento poi superato da quello sullo spostamento temporale (di 5 e poi di 2 anni), molto più duro che in sostanza uccideva la legge del 2015 con questo testo: ''Sono esclusi dall'obbligo di rimozione gli apparecchi (...) qualora siano collocati presso i soggetti esercenti in via esclusiva l'attività di sale da gioco, presso gli esercizi pubblici per la rivendita di giornali e riviste e presso quelli per la rivendita al pubblico di tabacchi lavorati''. 

 

"Questo emendamento non è di quelli della trattativa che vengono fatti dalle opposizioni per fare ostruzionismo - ci spiega Bezzi intendendo che non rientrava tra quegli emendamenti ai quali la maggioranza dà l'ok per non avere ostruzionismo, poi, su suoi provvedimenti - era concertato. Ne ho parlato alla luce del sole con il presidente Rossi, alla buvette e con Zeni. Io l'ho sostenuto anche dopo aver partecipato a convegni dove si spiegava che è meglio avere il gioco legale perché sennò si rischia di fomentare quello illegale e che a togliere le slot si rischia anche di far perdere posti di lavoro. Ma Zeni era pienamente d'accordo. E infatti lo ha dimostrato anche votandolo in aula. E' lui l'assessore alla sanità, mica io. Se ci fossero dei problemi per la salute non l'avrebbe votata o sbaglio? Anzi, in quel caso forse non l'avrei neanche proposto se non c'era quel tipo di convergenza".

 

E infatti il documento è passato con un altro piccolo giallo. La giustificazione ''ufficiale'' data alla stampa era che questa norma (quella sulla distanza dai luoghi sensibili di locali con macchinette per il gioco) una volta entrata in vigore sarebbe a rischio ricorso (gli esercenti potrebbero portare in aula l'ente pubblico che li costringe a rinunciare alle macchinette con un danno economico). Proprio per questo questa norma più che rientrare nelle competenze di Zeni, che in questa vicenda dovrebbe curarsi solo dell'aspetto che riguarda la salute (e tutte le associazioni che si occupano non di difesa del gioco ma della salute dei cittadini e di ludopatia sono concordi nel ritenere una benedizione l'applicazione della legge sul ''distanziometro''), dovrebbe riguardare Olivi, come assessore al commercio.

 

Ebbene mentre Zeni sarebbe stato, a quanto ci dice Bezzi, uno dei protagonisti di questo emendamento nato alla buvette (la sala d'attesa del consiglio provinciale) e poi ha votato favorevolmente, Olivi è stato l'unico della giunta che ha preferito non votarlo questo emendamento. E molti colleghi di Zeni del Pd hanno deciso proprio di votare contro. Dall'assessora Sara Ferrari a Violetta Plotegher, da Donata Borgonovo Re a Mattia Civico (e contro si sono espressi anche Cia, Fasanelli, Kaswalder e Degasperi). La convergenza di cui parlava Bezzi, alla fine c'è stata, perché l'emendamento è stato approvato ma i giochi, forse, non sono finiti. 

 

Qui la replica dell'assessore Zeni.

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