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Alto Garda, dopo le ripetute frane sarà realizzato il by-pass della pista ciclopedonale. Lavori al via già il 10 gennaio

Nei mesi scorsi la strada è stata interrotta più volte, il 19 novembre l’episodio più grave con dei massi enormi che precipitarono proprio sulla ciclabile interrompendola. Con il nuovo by-pass, che dovrebbe essere pronto già in febbraio, si potrà aggirare il tratto interessato dai crolli

Pubblicato il - 03 January 2020 - 15:59

ALTO GARDA. Inizieranno il 10 gennaio i lavori di realizzazione del by-pass della pista ciclopedonale sul lago di Garda, chiamato ad aggirare il tratto interessato lo scorso 19 novembre dalla frana che lo ha reso inagibile, nei pressi dell’hotel Baia Azzurra.

 

Una soluzione che si è resa necessaria dopo i ripetuti distacchi chi si sono susseguiti per tutto il mese di novembre, il più grave avvenuto proprio il 19 del mese, quando grossi massi investirono in pieno la ciclabile, un evento che avrebbe anche potuto provocare delle vittime ma fortunatamente in quel momento la strada non fosse stata deserta (QUI Articolo).

 

Seppur in zone diverse e con un carico minore di detriti, almeno in altre due occasioni, il 24 novembre e il 26 dicembre si erano verificati dei crolli nella zona del monte Brione, situazioni che avevano comportato la chiusura della strada statale 240 per ragioni di sicurezza (Articoli QUI e QUI).

 

Ora però si sta lavorando per trovare un rimedio, almeno momentaneo, prevedendo un nuovo tratto ciclopedonale che consentirà di ripristinare il collegamento interrotto dalla frana mantenendo il transito di biciclette e pedoni discosto dal luogo della frana.

 

I lavori dureranno (salvo imprevisti o maltempo) un mese e saranno realizzati dal Servizio Opere stradali e ferroviarie della Provincia, scelta maturata di concerto con i Comuni di Arco, di Riva del Garda e di Nago-Torbole, con la Comunità Alto Garda e Ledro, nonché con i Servizi provinciali Bacini montani e Geologico.

 

Questo intervento sarà realizzato in attesa dell’intervento di messa in sicurezza della parete rocciosa, ma soprattutto in considerazione dell’elevata frequentazione della ciclopedonale lungo il lago, che la frana ha completamente interrotto.

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