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Alto Garda e Ledro “rivoluzione urbanistica da 200 milioni”. Al vaglio la ferrovia mentre per la Ciclovia del Garda si pensa a una galleria da 200 metri

Nel piano di mobilità rispunta l’ipotesi del collegamento ferroviario tra l'asse Verona-Brennero e la zona produttiva di Arco, con il terminal passeggeri al Porto San Nicolò sul Lago di Garda, ma anche il potenziamento della navigazione sui laghi con nuovi scali e tratte navigabili. Una monorotaia collegherà la fascia lago con l'hub ferroviario di Riva del Garda

Pubblicato il - 18 luglio 2020 - 12:18

ALTO GARDA. In questi giorni la giunta provinciale ha approvato il Piano stralcio del piano territoriale per le aree produttive del settore secondario e quello relativo alla mobilità della Comunità Alto Garda e Ledro, tanto che l’assessore Mario Tonina ha parlato di una “rivoluzione” per il territorio.

 

Dagli uffici provinciali era arrivato l’invito ad approfondire la “riqualificazione in locale” di tessuti produttivi provinciali e di conservare le aree produttive di ampie dimensioni in considerazione della loro capacità di rispondere alle specificità del settore secondario. Secondo gli uffici provinciali, infatti, le aree produttive di grandi dimensioni dell’Alto Garda avrebbero potuto trovare una “rinnovata appetibilità”, grazie alle nuove soluzioni viarie in via di realizzazione. Tra tutte, la realizzazione dell’Hub del Cretaccio che permetterà il collegamento rapido tra Loppio e Busa.

 

Il via libera alla riorganizzazione delle aree produttive arriva dopo l’integrazione e modifica delle scelte condotte nel piano e in particolare con la del mantenimento delle aree produttive provinciali e di ampie dimensioni. I piani delle aree produttive e della mobilità si configurano come parte significativa dello strumento pianificatorio della comunità, funzionale a definire obiettivi strategici anche nel settore economico e dell’attrattività del territorio, soprattutto ora che è concreto il collegamento veloce tra il Garda e passo San Giovanni.

 

In questo contesto, si inserisce anche la proposta di collegamento ferroviario (Rfi si è impegnata entro il 2021 a realizzare uno studio di fattibilità), la cui previsione è considerata “dirimente” per lo sviluppo socio-economico dell’Alto Garda, chiarendo che “l'Hub al Cretaccio non può essere considerato indipendente dalla previsione di rete complessiva per la mobilità”. Il nuovo collegamento ferroviario previsto nel piano di mobilità unirà l'asse Verona-Brennero e la zona produttiva di Arco, con il terminal passeggeri al Porto San Nicolò sul Lago di Garda. Mentre nell’ampliamento della città pedonale, intesa come intervento di riqualificazione urbana e sociale, rientra il collegamento tra Nago e Torbole, e lo “Skyway People Mover”, una sorta di monorotaia, tra l'hub ferroviario di Riva del Garda e la fascia lago.

 

Secondo le previsioni della Pat ci sarà “un incremento del trasporto su acqua che interessano il lago di Garda e il lago di Ledro, con relativa apertura di nuovi porti e linee per traghetti”, pertanto il potenziamento della navigazione sui laghi avverrà attraverso l'individuazione di nuovi scali e tratte navigabili, oltre alla riorganizzazione del trasporto pubblico locale.

 

Il presidente della Pat Maurizio Fugatti ha confermato le le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione del collegamento Passo San Giovanni-Cretaccio, inoltre, sono stati finanziati ulteriori 25 milioni per l'intervento di potenziamento della tratta stradale tra Mori e Passo San Giovanni. In più si guarda al completamento delle reti ciclopedonali di fondovalle, delle connessioni tra la rete di fondovalle e le valli limitrofe (Valle dei Laghi, Vallagarina, Ledro e Tennese) e alla realizzazione della ciclopista del Garda lungo le tre direttrici: Riva del Garda-Limone, Riva del Garda-Torbole e Torbole - Navene di Malcesine. Non solo.

 

Novità poi per la Ciclovia del Garda: in questo caso, per risolvere l'interferenza con la Casa della Trota, il tracciato ipotizzato dai tecnici si abbassa, rispetto all'attuale sedime della strada, fino alla quota del ponte vecchio, quindi prosegue in galleria per circa 200 metri, senza interferire con la Casa della Trota, per poi innestarsi consentendo anche una deviazione verso la passeggiata che porta in Val di Ledro. La stima di questa soluzione è di circa 2,1 milioni, mentre le previsioni temporali sono di un progetto definitivo ed esecutivo per il 2022 e l’avvio lavori nel 2023.

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