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Ancora danni nel bellunese per il maltempo e allora la Provincia chiede una task force per la manutenzione ordinaria del territorio

Il vento della scorsa settimana ha ricordato in alcune zone (come a Sospirolo) la tempesta Vaia dell'ottobre di due anni fa. Alberi sradicati, tetti scoperchiati e black out hanno riproposto il problema di un territorio sempre più fragile e provato e allora ecco la richiesta della Provincia di Belluno

Di L.P. - 08 febbraio 2020 - 19:06

BELLUNO. La mente è tornata rapidamente a quell'ottobre del 2018 e alla devastante tempesta Vaia. Pochi giorni fa le montagne (e le vallate) di Trentino Alto Adige e Veneto sono state sferzate da raffiche di vento fortissime che nel bellunese hanno raggiunto anche i 140 chilometri all'ora (dati Arpav) a Ra Vales sopra Cortina. Raffiche di föhn che hanno causato nuovi crolli di alberi e scoperchiamenti di tetti e che, allargando lo spettro di analisi, hanno raggiunto i 189 chilometri all'ora a Punta Ces sul territorio di Primiero Castrozza e oltre i 160 chilometri all'ora in Veneto nella stazione Ra Valles. E ancora sono stati segnalati i 147 km/h di Cima Presena, il Passo Manghen con 138 km/h e, in Alto Adige, i 100 km/h del Ciampinoi.

 

E solo nel bellunese sono stati 56 gli interventi dei vigili del fuoco mercoledì 5 febbraio. Alberi abbattuti e piante in strada tra Sottoguda e Malga Ciapela, un cavo della media tensione tranciato dal vento a Laste e black-out, dovuti a piante crollate sui cavi delle linee di distribuzione Enel per Sedico, Sospirolo, Tambre e in altre zone della Valbelluna. E a Sospirolo danni ingenti si sono avuti anche agli edifici, la palestra, la scuola e addirittura il sindaco ha spiegato ai giornali locali che si sono vissuti attimi peggiori anche di Vaia. In ogni caso sono tutte aree flagellate dal maltempo negli ultimi tempi a partire dal catastrofico autunno del 2018. E allora ecco la richiesta della provincia di Belluno di istituire una task force per la manutenzione ordinaria del territorio.

 

''Le manutenzioni in montagna sono fondamentali - spiegano dalla Provincia -. Lavoreremo per una programmazione condivisa con tutti gli enti, in modo da non abbassare mai la guardia su quelle piccole operazioni che si rivelano fondamentali''. A lanciare la proposta è il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo. Il punto di partenza sono i numeri: elevati quelli delle operazioni da portare avanti, sempre più in crescita proprio per gli eventi calamitosi degli ultimi tempi, bassi per non dire scarsi quelli del personale a disposizione. Ecco perché la Provincia punta sul gioco di squadra con Regione, Servizi Forestali e Genio Civile.

«La ricostruzione post Vaia e la progettazione di interventi di difesa del suolo laddove si sono verificate problematiche a seguito della tempesta di fine ottobre 2018 stanno andando avanti - sottolinea il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo -. Parallelamente dobbiamo programmare anche gli interventi di manutenzione, che devono essere puntuali. Altrimenti anche piccole operazioni si trasformano in interventi enormi e poi ci si trova a fare i conti con problemi più grandi. E sappiamo bene quanto la nostra provincia sia fragile. Proprio per questo credo sia necessario pensare a una programmazione condivisa con tutti gli enti che lavorano alla difesa del suolo e al contrasto del dissesto idrogeologico. Il coordinamento è tanto più fondamentale in un contesto come il nostro, dove lo spopolamento della montagna sottrae abitanti e quindi forze fresche alle piccole manutenzioni. Se deve pensarci il pubblico, è bene che lo faccia con un gioco di squadra. Proporrò un protocollo d’intesa che mira proprio a definire questa strategia, per formare una task force con Provincia, Regione e Genio Civile».

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