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Raffiche di vento superiori ai 120 km/h. Nel bellunese un albergo ''perde'' il tetto. I boscaioli riescono a scappare prima degli schianti

I danni maggiori nella zona di Canale d'Agordo ma anche in Alto Adige sono stati tantissimi i crolli degli alberi che hanno messo in ginocchio la tenuta del sistema elettrico con blackout generalizzati. Crolli anche in Trentino

Pubblicato il - 11 February 2020 - 17:05

CANALE D'AGORDO. Il vento torna a fare danni anche nelle zona colpite un anno e mezzo fa da Vaia.

 

Se in Alto Adige i crolli di piante e alberi stanno mettendo in ginocchio la tenuta del sistema dal punto di vista energetico visto il blackout generalizzato che dalle 11 del mattino sta interessando diverse zone della provincia (la linea di alta tensione gestita dalla società Terna, che parte da San Floriano e alimenta la stazione di Resia, è stata interrotta a causa della caduta di un albero QUI ARTICOLO) in Trentino crolli si sono avuti sia in Val di Fassa che in Val di Fiemme (una grossa pianta è caduta intorno alle 10 sulla strada tra Moena e Falcade sul Passo San Pellegrino QUI ARTICOLO e un albero è crollato anche al Minigolf di Cavalese).

 


 

Molto colpito il bellunese dove raffiche superiori ai 120 chilometri all'ora hanno causato scoperchiamenti e crolli. Nell'agordino, a Canale di Agordo, addirittura un albergo si è ritrovato senza parte del tetto. L'allarme è scattato intorno alle 9.30 quando sono stati mobilitati i vigili del fuoco. Raggiunta via Xaiz e l'hotel Val di Gares si sono trovati di fronte a un tetto completamente spostatosi dal perimetro di copertura, ripiegato sulle parti laterali della struttura. Un ammasso di lamiere, tegole, pezzi di legno che i pompieri hanno dovuto mettere in sicurezza. 

 


 

Fortunatamente nell'albergo non c'erano ospiti e quindi non ci sono stati feriti, ma altri disagi si sono avuti su altre due abitazioni della zona che hanno riportato anch'esse danni ai tetti e poi nei boschi si sono verificati molti schianti. In particolare i boscaioli, ancora al lavoro anche per recuperare il legno degli schianti dell'ottobre del 2018, hanno visto oscillare gli alberi paurosamente e, compreso il pericolo, sono riusciti a scappare fuori dalle zone coperte dagli alberi e a mettersi in salvo. Molte sono state, infatti, le piante che si sono abbattute a terra poco dopo. 

 


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