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Birre e lattine davanti al bar. I gestori: "Chiudiamo alle 23 e rispettiamo le norme, ma qualcuno festeggia e noi dobbiamo pulire"

Il Café de la Paix, circolo Arci situato nel passaggio Teatro Osele, da sempre si trova a dover convivere con una situazione di degrado. Chiudendo i battenti (anche senza ordinanze anti-movida) abbondantemente prima di mezzanotte, capita spesso di trovare il giorno dopo bottiglie, lattine, o peggio. Il gestore Massimiliano Cadrobbi: "Noi le regole le rispettiamo, ma qualcuno festeggia e noi dobbiamo pulire"

Di Marianna Malpaga - 24 ottobre 2020 - 19:00

TRENTO. “Ciao Comune di Trento, e in particolar modo #polizialocaletrento, anche oggi, alla riapertura questo è quello che troviamo davanti al nostro circolo”. Scrivono così i gestori del Café de la Paix di Trento sulla pagina facebook del circolo Arci, allegando una foto dove campeggiano in bella vista bottiglie di birra gettate in un vaso assieme a sacchetti di plastica.

 

“Adesso – proseguono i gestori, membri dell’associazione di promozione sociale Dulcamara – noi stiamo rispettando tutte le ordinanze, direttive e regolamenti che escono ogni 48 ore, regolarmente venite a farci visita per controllare se siamo in ordine, se rispettiamo le regole e se ci comportiamo bene”. Secondo i gestori del locale, occorre monitorare quel che accade dopo le 22, orario di chiusura del Café de la Paix ancora prima dell’ordinanza che Ianeselli ha firmato il 21 ottobre.

 

“Un consiglio – scrivono – provate a passare qui davanti alle 23, noi avremo già chiuso da un’ora, ma qualcuno, evidentemente, starà beatamente festeggiando e lasciando a noi da pulire”.

 

In realtà, si tratta di un problema che si protrae da parecchio tempo. “Sicuramente sin dall’inizio della nostra gestione del Café – spiega Massimiliano Cadrobbi, responsabile di Dulcamara – ma direi anche da prima”. Il passaggio Teatro Osele, che collega via Suffragio a piazza della Mostra, è da sempre uno spazio abbandonato a se stesso. “Motivo per cui, purtroppo, capita spesso di trovare rifiuti, siringhe, urina e feci – lamenta Cadrobbi - quando il circolo è aperto non succede niente, perché noi ci premuriamo di pulire. Ma quando chiudiamo, alle 22, il passaggio resta alla mercé di chiunque. Purtroppo, finché non si deciderà di chiudere i portoni, è una situazione che continuerà a riproporsi”.

 

I gestori del Café de la Paix ne hanno parlato con Itea, proprietaria degli spazi. “È tutto pronto perché la chiusura dei portoni sia attivata dalle 22, c’è anche un accordo col Comune, che deve essere coinvolto perché il passaggio pedonale è pubblico – spiega Cadrobbi - però siamo ancora in attesa, e questa situazione si sta trascinando da mesi”.

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