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Conto salato per l'ex presidente Luis Durnwalder: condannato a pagare oltre mezzo milione per diffamazione e aver dato l'ok alla caccia di specie protette

Due condanne per l'ex governatore altoatesino. In un primo caso deve pagare a titolo di risarcimento 40 mila euro per diffamazione. Condannato anche al pagamento di 468 mila euro per aver dato l'autorizzazione a cacciare animali protetti dalle leggi europee

Pubblicato il - 05 febbraio 2020 - 18:31

BOLZANO. Una doppia condanna che porta l'ex presidente della Provincia di Bolzano a dover sborsare un totale di oltre 500 mila euro.

 

Non sono certamente giorni positivi questi per Luis Durwalder. La Corte di Cassazione ha infatti rigettato il ricorso presentato dall'ex governatore che riguardava la condanna per diffamazione nei confronti di Robert Schülmers.

 

La vicenda risale al 2012 quando Schülmers era procuratore di Bolzano ed aveva avviato un'inchiesta nei confronti dell'ex presidente che riguardava i fondi riservati. In quella occasione Durnwalder era intervenuto con delle dichiarazione molto pesanti sulla stampa indirizzate all'ex procuratore.

 

Un intervento che gli è costato una condanna in primo grado ad un anno e due mesi e circa 40 mila euro di risarcimento. In appello la condanna era stata conferma con l'annullamento, però della pena detentiva. Contro questa seconda sentenza l'ex governatore si era rivolto alla Corte di Cassazione che in questi giorni ha emesso la sua sentenza. Durnwalder dovrà pagare i 40 mila euro per diffamazione al procuratore che da poco tempo ha assunto l'incarico alla Corte dei Conti di Trento.

 

Ancora più elevato è invece il risarcimento che Durnwalder dovrà pagare per un'altra condanna. I governatore era stato condannato al pagamento di 568mila euro per aver emanato decine di decreti che consentivano ai cacciatori altoatesini l’uccisione di migliaia di animali protetti dalle legge europee. Stiamo parlando di volpi ma anche di marmotte e vari tipi di uccelli.

 

I provvedimenti erano stati impugnati dalle associazioni animaliste. La sezione centrale della Corte dei conti ha accolto un rilievo della difesa correggendo un errore materiale nella sentenza che riguardava il sistema di quantificazione del danno erariale. E così il nuovo conto da pagare è di 468 mila.

 

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