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Coronavirus, Crisanti attacca Zaia: ''E' diventato un venditore di fumo''. Intanto il Governatore fa il punto: ''Contagi ai livelli di marzo ma numero infinitesimale di ricoveri''

Il presidente della regione questa mattina ha fatto il punto sulla situazione spiegando che ''nessuno deve abbassare la guardia ma la situazione epidemiologica, oggi, dice che abbiamo una crescita delle positività, ma una situazione assolutamente tranquilla negli ospedali''. Poi aveva lanciato l'ipotesi di test ''fai da te'' scatenando l'indignazione del suo ex ''braccio destro'' durante la prima fase dell'epidemia

Di L.P. - 11 October 2020 - 12:36

VENEZIA. ''La Regione Veneto non è né catastrofista, né ottimista. Siamo obbiettivi e ci muoviamo sulla base dei dati oggettivi che i nostri esperti monitorano e valutano giorno per giorno. Dallo studio della nostra Direzione Prevenzione emerge che le positività, a partire dalla fine di luglio fino al 9 ottobre, sono progressivamente tornate ai livelli di marzo, ma rispetto ad allora i ricoveri ospedalieri presentano numeri infinitesimali (325 persone, delle quali 231 positive contro le svariate centinaia di marzo; solo 29 ricoverati in terapia intensiva, dei quali nove già negativizzati)''. Questo il governatore del Veneto Luca Zaia che sui social ha voluto sottolineare la situazione che sta vivendo la sua regione. 

 

Un aumento dei casi continuo e anche un ritorno alla conta dei morti che, questa estate, per fortuna era andata via via scomparendo (due giorni fa, per esempio, sono stati 6 i decessi segnalati tra Belluno e Vicenza). Ma il presidente Zaia si mostra fiducioso contando sul fatto che ''l’età delle persone positive è scesa da una mediana di 60-65 anni di marzo agli attuali 40-45 anni. Significativo - aggiunge Zaia - che, dall’1 all’8 ottobre, la maggior parte dei casi riguardi soggetti dai 25 ai 44 anni, seguiti da quelli tra 45 e 64. Pochi sono i casi over65, mentre 564 positivi sono attribuibili alla fascia più giovanile, da zero a 24 anni''. Un'analisi senz'altro ottimistica che però non tiene conto del totale cambio di passo della situazione nelle ultime due settimane con il ritorno del freddo (si ricorderà che l'età mediana dei contagiati era scesa fino ai 30-35 anni questa estate mentre ora si sta rialzando e, di conseguenza, stanno tornando i decessi).

 

''Nessuno deve abbassare la guardia - prosegue Zaia -. Sarebbe da irresponsabili, perché siamo in un momento decisivo. La situazione epidemiologica, oggi, dice che abbiamo una crescita delle positività, ma una situazione assolutamente tranquilla negli ospedali''.

 

Il messaggio di Zaia arriva all'indomani di una forte intervista che il suo ''ex braccio destro'' durante la prima fase dell'epidemia (quello che era stato il simbolo del modello Veneto), il virologo e professore ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova Andrea Crisanti, su Tpi ha sferrato un attacco molto forte al numero uno del Veneto. Rispetto a quanto detto due giorni fa da Zaia (''In Veneto stiamo lavorando ad un tampone rapido in autosomministrazione. E' un metodo che mutuiamo dall'estero e che permetterà ai cittadini di farsi da soli un test rapido. Il dottor Roberto Rigoli dell'ospedale di Treviso ci sta lavorando giorno e notte e credo che sarà pronto nel giro di 15 giorni'') Crisanti ha commentato: ''Una follia totale, una buffonata, una cosa che non sta né in cielo né in terra. Non sanno proprio che pesci prendere. Il tampone fai da te non dà nessuna certificazione ed è inutile. Dove vanno a finire quei numeri? Se risulti positivo dove viene scritto? Non risulterebbe nelle stime quotidiane. A che serve allora? Un disastro''.

 

E sul governatore ha aggiunto: ''Zaia è diventato un venditore di fumo. Ogni volta tira fuori qualcosa di nuovo. Prima il salivare. Poi adesso addirittura questa baggianata del fai da te. Siamo passati da un modello altamente scientifico e esportabile che avevamo costruito, a una presa in giro. Non sanno davvero più cosa fare. Mi viene da piangere''.

 

Un focus specifico lo riserva alle scuole, Zaia: ''All’8 ottobre 279 scuole presentavano almeno un caso. Gli studenti positivi erano 300 su un totale di 707.814, pari allo 0,04%. 2.379 quelli in quarantena preventiva, pari allo 0,34%. Il numero di docenti e operatori positivi era di 41 su un totale di 95.786, pari allo 0,05%; quelli in quarantena preventiva erano 243, pari allo 0,25%. Come dicono i dati, da un lato in Veneto al momento non esiste nessuna emergenza ospedaliera, dall’altro l’andamento dei contagi nelle scuole è confortante. La Regione fa e farà tutto il necessario ed è pronta con l’artiglieria pesante se dovesse verificarsi un peggioramento della situazione''.

 

E quindi la conclusione: ''Nel frattempo rivolgo a tutti i cittadini un appello alla responsabilità. Ognuno, mantenendo comportamenti corretti e prudenti, può dare il suo contributo''.

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