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Coronavirus, in arrivo nuova ordinanza per rinnovare le misure in vigore. Zaia: "In Veneto superato massimo di ricoveri della primavera"

Nella quotidiana conferenza stampa indetta dal presidente della Regione Veneto per fare il punto sulla situazione Coronavirus, Luca Zaia ha annunciato il rinnovo "con qualche aggiustamento" dell'attuale ordinanza in vigore. Continuano intanto a crescere i dati del contagio, con oltre 2500 nuovi positivi e 37 decessi. "Abbiamo superato il massimo di ricoveri registrato in primavera"

Di Davide Leveghi - 23 novembre 2020 - 13:23

VENEZIA. “Domani presenteremo la nuova ordinanza, rinnovando quanto è in vigore ora ma con qualche aggiustamento”. L’attesa conferenza stampa del presidente della Regione Veneto ha visto procrastinare la nuova ordinanza, nell’aria da qualche giorno, alla giornata di martedì 24 novembre. Sarà in quel caso, infatti, che Luca Zaia darà corso a nuovi provvedimenti per frenare il contagio.

 

Cominciando dai dati del contagio, Zaia ha da parte sua esposto un ragionamento già ripetuto nei giorni scorsi. La situazione in Veneto è sì sotto controllo ma i dati non sono affatto da prendere sotto gamba. È in particolare un numero, quello dei ricoveri in ospedale, a dare la sponda alle invettive del presidente veneto.

 

“Abbiamo superato il tetto massimo dei ricoveri raggiunto in primavera – ha spiegato – ciò significa che chi sostiene che l’emergenza sia finita abbia bisogno di un refresh. Il dato è importante. Questa fase l’abbiamo vissuta con maggiore familiarità, abbiamo più padronanza del virus. Ma l’emergenza rimane. Stare nella zona gialla non vorrei si trasformasse in boomerang: la gente non deve pensare che si possa far festa per questo”.

 

Con 2540 nuovi positivi, il Veneto segna una crescita ulteriore su tutti i fronti. Se da inizio epidemia sono stati raggiunti i 125.222 contagi, sono i numeri del contagio attuale a dare il quadro di una situazione complessa. Gli isolamento contano infatti 37.920 persone, 2395 (67 in più di ieri) sono i ricoveri e 306 (+9) le terapie intensive. Crescono ancora i decessi (+37), ben 3258 da inizio epidemia.

 

“Questa fase se vogliamo ci ha graziato sulle terapie intensive che non hanno subito un’impennata come si temeva – ha continuato Zaia – il superamento delle 300 terapie intensive è comunque grave perché significa che in alcuni reparti i pazienti Covid hanno colonizzato le aree critiche. Fortunatamente questo non è avvenuto in tutto il Veneto, e tuttora ci sono 217 pazienti non Covid ricoverati in terapia intensiva”.

 

Ma cosa cambierà rispetto all’ordinanza vigente? A quanto pare non molto. “Domani presenterò l’ordinanza in maniera più completa alla luce del fatto che scade, così come scade l’accordo coi medici di base per effettuare i tamponi. Cercheremo di fare degli aggiustamenti rispetto all’ordinanza vigente”.

 

Il presidente del Veneto ha poi tenuto a sollevare alcune questioni, riguardanti i ristori e le piste da sci. “Abbiamo approvato le linee guida per le piste da sci. Se decidessero di aprire, le linee ci sono. Rimane il fatto che è una questione europea, che mi auguro venga trattata come tale. Se è chiusa Cortina non ha senso che rimanga aperta Kitzbühel, per capirci. Chiediamo quindi un coordinamento europeo, anche perché stiamo tutti nello stesso bacino epidemiologico”. Sui ristori, invece: “Ho chiesto a gran voce che si riconoscano dei ristori anche per coloro che hanno adottato misure restrittive nonostante potessero non farlo, come detto dal decreto”.

 

Zaia ha poi voluto dare un dato sulla mortalità da Covid. “Dal 21 febbraio al 17 novembre ci sono stati 434 deceduti in terapia intensiva, pari al 14%. In area non critica sono stati molti di più, oltre il 50%. Sono infatti 1719 coloro che sono morti in reparti normali dell’ospedale, 1 morto su 2. Quasi il 23% sono morti nelle Rsa, ben 698, mentre 465 a domicilio. In quest’ultimo caso si tratta di pazienti che avevano patologie pregresse”.

 

Visto il superamento delle 300 terapie intensive, avvenuto già nella giornata di sabato 21 novembre, Zaia aveva invitato a un maggior rispetto delle regole. “Siamo ancora in questo casino – aveva detto – rispettate le regole, fatelo per chi sta male e per i sanitari”. Concetto ribadito anche nella giornata successiva, quella di domenica 22 novembre, quando ai microfoni di La7 il presidente del Veneto ha chiesto di comportarsi come se la regione si trovasse in “zona rosso fuoco”.

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