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Coronavirus, 1500 contagi nelle ultime 24 ore in Veneto. Zaia: "A novembre la fase 3". E Sboarina chiude delle parti di Verona

Sono 1500 i nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore in Veneto. Preoccupato il governatore Luca Zaia, che però relativizza. "Il numero di terapie intensive cresce meno che a marzo. Se proseguiamo così la fase 3 inizierà a novembre". E intanto il sindaco di Verona Federico Sboarina firma l'ordinanza anti-movida con cui si chiudono delle parti della città

Di Davide Leveghi - 23 ottobre 2020 - 17:25

VERONA. “Se paragonassimo la situazione ad un semaforo direi che siamo alla luce arancione”. Spiega così, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, la situazione sul territorio. Il numero ancora molto alto di casi registrati nelle ultime 24 ore è un campanello d'allarme non indifferente, anche se secondo il piano di sanità pubblica presentato nei giorni scorsi tutta l'attività degli ospedali veneti dipende dalle cifre nelle terapie intensive e nei ricoveri.

 

Il bollettino della situazione Covid in regione, come detto, non è dei migliori. Nelle ultime 24 ore, il Veneto ha registrato 1500 casi in più, 883 dalle 17 di giovedì 22 ottobre. Numeri decisamente rilevanti, ma che ancora non sembrano preoccupare troppo il governatore, che relativizza. “Dire che la situazione è completamente sotto controllo è troppo, ma è vero che al momento abbiamo 70 persone in terapia intensiva e 580 ricoverate”.

 

Il 96-97% dei positivi non sviluppa sintomi ma dobbiamo stare attenti. Per ora – ha concluso – la situazione delle terapie intensive tiene”. Secondo il piano di sanità pubblico veneto, solamente nella fase 3, cioè quando i pazienti in terapia intensiva raggiungessero le 151 unità, le unità Covid dovrebbero essere riaperte.

 

Su questo, però, Zaia pare aver già predisposto tutto. “Schieriamo l'artiglieria pesante – aveva scritto nella giornata di giovedì su un post di facebook – abbiamo già pronti 10 ospedali Covid”. Ancora lontani (fortunatamente) dalle 151 unità, i letti delle terapie intensive occupati da pazienti Covid sono per ora 70, mentre molti di più sono i ricoverati in area non critica. “Se la curva delle terapie intensive dovesse proseguire così entreremo nella fase 3 in novembre. I tanti ricoveri, però, hanno già portato in alcuni ospedali a non avere più letti per i normali pazienti”, ha aggiunto nella quotidiana conferenza stampa.

 

Se a livello regionale, dunque, la situazione pare in evoluzione (e in costante monitoraggio), è dai territori che il “semaforo” si tinge effettivamente di arancione. Dalle 17 di ieri, la sola provincia di Treviso ha contato un record di 251 contagi. E nell'ambito della libertà data dal Dpcm ai sindaci per limitare le zone a rischio assembramento, anche a Verona si è scelto di porre importanti limitazioni.

 

Dopo che nei giorni scorsi, sull'onda dell'annullamento a Trento e a Bolzano, anche Verona aveva cancellato i mercatini di Natale, nella giornata di venerdì 23 ottobre il sindaco del capoluogo scaligero ha comunicato la firma di una nuova ordinanza con cui alcune zone della città vengono chiuse al pubblico. Ecco qui quali sono state le decisioni del primo cittadino Federico Sboarina (con efficacia dalla mezzanotte del 24 ottobre, fino al 13 novembre):

-aree interdette all'accesso ai pedoni tutti i giorni dalle 16 alle 6: Giardini di riva San Lorenzo, Parco giochi via Cesare Abba;

-aree interdette all'accesso ai pedoni tutti i giorni 24 ore su 24: Piazza Castelvecchio (eccetto diretti ai numeri civici della medesima piazza e in attesa fermata autobus);

-aree in cui vige il divieto di stazionamento per i pedoni, con eccezione di attività istituzionali, organizzate e motivate per 24 ore su 24: Piazza Bra-Scalinata Palazzo Gran Guardia, Piazza Bra, Piazzetta Municipio e via degli Alpini-Scalinate Palazzo Barbieri, piazza Pasque Veronesi, alzaie fiume Adige, area parcheggi via Bassetti;

-aree in cui vige il divieto di stazionamento per i pedoni, con eccezione di attività istituzionali, organizzate e motivate dalle 16 alle 6: ambito zona ex Arsenale (Giardini Sandro Pertini, piazza Sacco e Vanzetti comprensivo vasca, piazza San Nicolò-area antistante chiesa (eccezione per coloro che si recano in chiesa), Giardini via Volturno;

-aree in cui vige il divieto di stazionamento per i pedoni, con eccezione di attività istituzionali, organizzate e motivate dalle 18 alle 6: piazza del Popolo;

-aree in cui vige il divieto di utilizzo di panchine dal lunedì al sabato per 24 ore su 24: piazza Libero Vinco;

-aree in cui vige il divieto di utilizzo di panchine dalle 16 alle 6: piazza Cittadella;

-aree in cui vige il divieto di utilizzo di panchine dalle 18 alle 6: piazza Pravadal.

 

La violazione delle disposizioni di questa ordinanza comporta una multa dai 400 ai 1000 euro di multa.

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