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Coronavirus, nuova ordinanza in Veneto. Zaia: "Saranno i medici di base a effettuare il tampone sugli assistiti. E' una rivoluzione"

Nella quotidiana conferenza stampa per fare il punto sulla situazione Coronavirus in Veneto (dove si è ufficialmente entrati nelle fase 3 del nuovo piano sanitario regionale), il presidente Luca Zaia ha annunciato la firma di un'ordinanza che affida ai medici di base il compito di effettuare i tamponi sugli assistiti che ne abbiano bisogno o presentino sintomi. E su Halloween: "Evitate dolcetto o scherzetto"

Di Davide Leveghi - 31 ottobre 2020 - 16:23

VENEZIA. “Spero che dolcetto o scherzetto stasera non funzioni. Suonare i campanelli non è proprio il caso, anche se sono vicini di casa o del pianerottolo. I bimbi sono diffusori che hanno grande carica virale”. E’ cauto, il presidente Luca Zaia. In una conferenza stampa caratterizzata anche in questo caso da un bollettino sulle 24 ore decisamente preoccupante, invita alla calma. “Il virus c’è – dice – l’appello che vi rivolgo è di fare attenzione, lavarsi le mani, utilizzare la mascherina, limitarsi agli incontri necessari e evitare gli assembramenti”.

 

I toni del governatore sono decisi ma calmi. L’entrata nella fase 3, scattata con il bollettino delle 17 di venerdì 30 ottobre, è infatti cosa certa, con conseguenze che riguarderanno tutte le strutture ospedaliere. Il sistema sanitario veneto, infatti, verrà trasformato in questa fase, con la concentrazione dei casi di pazienti positivi al Covid in alcune strutture, in modo tale da mantenere le altre “completamente Covid free”.

 

“Siamo in fascia 3 – annuncia dopo aver enumerato i dati della situazione Coronavirus in regione – come sapete, infatti, abbiamo superato i 900 ricoverati. La fascia 3 prevedeva di raggiungere i 900 ricoveri in area non critica, fino ai 1500. Per quanto riguarda le terapie intensive, invece, siamo a 127. La fase 3 in questo caso sarebbe scattata con 150, ma come si può notare grosso modo i dati dei ricoveri in area non critica e critica procedono in una sorta di contemporaneità”.

 

Ciò significa che gradualmente si colonizza l’ospedale con i malati Covid – prosegue – e questo perché abbiamo l’obbligo di averne alcuni puliti dal Covid. Speriamo che questa situazione duri poco. La curva negli ultimi giorni ha assunto una piccola inclinazione in ascesa, ma come segnalato dall’assessore Bottacin c’è una certa stabilizzazione”.

 

I dati, più che "una piccola inclinazione in ascesa", appaiono in realtà piuttosto rilevanti. Con oltre 2 milioni di tamponi effettuati da inizio epidemia, sono 2697 quelli positivi registrati nelle ultime 24 ore (dalle 8 di venerdì 30 alle 8 di sabato 31 ottobre, ndA), per un totale di 29179 attualmente positivi e 56953 contagiati da inizio epidemia. “Il 98% dei contagiati è asintomatico”, assicura Zaia.

 

Mentre gli isolamenti contano 18007 persone, i ricoverati, che nell’ultimo bollettino di venerdì erano 905, salgono a 908. Le terapie intensive invece rimangono stabili a 127. Incrementano anche i decessi. Sono 2 rispetto alle 17 di venerdì, per un bilancio provvisorio di 2401 morti. I dimessi sono 4750.

 

Zaia ha fatto poi il quadro della situazione sul territorio, rassicurando la popolazione e al tempo stesso invitandola a maggiore attenzione. “La situazione in alcuni territori è di tensione crescente, penso alla provincia di Belluno. Invito i cittadini a fare una vita normale magari restringendo le frequentazioni. Da parte del governo si sono chiesti sacrifici immani alle attività produttive e voi sapete quale sia la mia posizione. Qualcosa però si può fare, rispettare le regole e fare solo gli incontri indispensabili. Il virus c’è e non deve passare il retaggio, tra l’altro ignobile, che sia solo il virus degli anziani. I dati di oggi ci dicono che ci sono anche giovani ricoverati”.

 

La maggiore novità riguarda però l’ultima ordinanza, con cui la Regione ha affidato ai medici di base il compito di effettuare i tamponi ai propri assistiti. “Nei prossimi giorni entrerà in attività – spiega – daremo a tutti i medici di base i tamponi e i dispositivi di protezione, così che possano eseguire il testing sui propri assistiti che hanno sintomi o la necessità di fare il tampone. Ove è possibile ciò avverrà negli ambulatori, se no a casa o in spazi concordati coi Comuni. Non è ordinaria amministrazione ma una rivoluzione per complicare di meno la vita ai cittadini”.

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