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| 05 nov 2020 | 16:13

Coronavirus, Zaia: “La gente senza mascherina? Ci porta in area rossa”. Altri 3.264 positivi rilevati nelle ultime 24 ore

Secondo i modelli matematici elaborati dalla Regione in Veneto il picco dei contagi sarà raggiunto a metà novembre. Qualora la situazione dovesse peggiorare non è stata esclusa l’ipotesi di attuare dei mini-lockdown: “Se sarà necessario lo faremo, nell’interesse degli stessi cittadini”

Coronavirus, Zaia: “La gente senza mascherina?
di T.G.

VERONA. Dall’inizio della pandemia in Veneto si sono registrati 68.795 positivi, 3.264 quelli registrati nell’ultima giornata che fanno lievitare le persone attualmente positive a quota 40.719. Numeri importanti che, come sottolineato dal presidente della Regione Luca Zaia, non devono far abbassare la guardia. La situazione negli ospedali resta sotto controllo anche se i ricoveri continuano a salire e per questo in buona parte dei cosiddetti Covid center sono stati sospesi alcuni servizi. Al momento ci sono 170 pazienti in terapia intensiva (+15) mentre i ricoverati nelle ultime 24 ore salgono a 1274 (+81). I morti sono 2561. “Il virus c’è poco ma sicuro”, il commento di Zaia.

 

“La situazione – ha aggiunto il presidente del Veneto – è di allerta critica, non sappiamo che evoluzione avrà nei prossimi giorni”. Secondo i modelli matematici elaborati dai tecnici della Regione a metà novembre sarà raggiunto il picco dei contagi, con le terapie intensive che dovrebbero arrivare fino a 300 posti letto occupati, comunque ben al di sotto delle 1.000 che sono state messe a disposizione. Zaia ha rivolto un appello ai veneti affinché indossino la mascherina: “Dobbiamo usarle ossessivamente – ha detto – ed evitare gli assembramenti”. Molti i focolai che si sviluppano in famiglia, anche per questo è indispensabile ridurre al minimo i contatti. “L’area gialla non è verde – ha avvertito – se vedo uno con la mascherina portata male penso che quello mi sta portando in area rossa. Se tutti portassero la mascherina non saremo qui a parlare di area rossa”.

 

Zaia è tornato anche sulla questione del “Veneto area gialla” che nei giorni scorsi era stato fra le regioni candidate a entrare nelle zone arancioni. In questo senso il presidente del Veneto ha ricordato come i dati utilizzati dal ministero risalgano al 25 ottobre sottolineando di non sapere se la posizione della Regione sarò rivalutata. Secondo Zaia potrebbero bastare una quindicina di giorni per passare da un’area all’altra. Infine, non è stata esclusa la possibilità di “mini-lockdown” dal momento che le Regioni (come avvenuto in Alto Adige) hanno la possibilità di introdurre misure più restrittive rispetto al Dpcm: “Se sarà necessario – ha concluso Zaia – lo faremo, nell’interesse degli stessi cittadini”.

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