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Coronavirus, in Veneto superate le 300 terapie intensive. L'appello di Zaia: ''Non siamo fuori da questo casino, rispettate le regole, fatelo per chi sta male e per i sanitari''

Il governatore veneto ha fotografato la situazione regionale attuale della pandemia ed ha chiesto ai cittadini di rispettare le regole per evitare che il contagio possa ulteriormente diffondersi 

Pubblicato il - 21 novembre 2020 - 16:29

VENEZIA. Quasi 3600 positivi in 24 ore e un incremento di oltre 500 persone finite in isolamento. Sono questi alcuni dei numeri descritti dal governatore del Veneto, Luca Zaia, che quest'oggi in conferenza stampa è tornato a rivolgersi ai cittadini affinché siano rispettate le regole in questo fine settimana di bel tempo.

 

I tamponi molecolari analizzati nelle 24 ore sono stati oltre 18.100 e 47.400 sono invece i test rapidi. I ricoverati nei reparti ordinari degli ospedali sono 2321 (+27) mentre sono 291 le persone che si trovano in terapia intensiva. “Vi posso confermare – ha spiegato Zaia – che alle 11 di questa mattina abbiamo purtroppo superato i 300 pazienti in terapia intensiva ma dobbiamo anche considerare che abbiamo nei nostri ospedali altre 8000 persone ricoverate non per Covid”.

 

Numeri, insomma, che dimostrano come la situazione sia ben lontana dal potersi dire tranquilla. A preoccupare sono le province di Verona, Vicenza e Venezia che continuano a mostrare una continua crescita della curva.

Noi siamo in area gialla – ha detto Zaia – ma io ho una grande preoccupazione, perché si scrive giallo e si deve vedere rosso. Dobbiamo capire che non siamo usciti da questo casino. Sicuramente il sistema sanitario ha tenuto, l'organizzazione data a questa regione e il lavoro in primis dei nostri operatori ci ha permesso di essere in zona gialla. Ma l'attenzione deve continuare essere alta e non si può assolutamente abbassare la guardia”.

 

L'ordinanza attualmente in vigore sarà riconfermata e l'appello ai cittadini è quello soprattutto all'evitare assembramenti. “Non siamo apposto – ha continuato il governatore – perché dietro all'angolo c'è la zona arancione ma anche rossa. In questo momento la responsabilità è in capo ai cittadini e ai comportamenti che decidiamo di adottare”. L'invito quindi è quello di non frequentare centri storici, evitare passeggiate in zone affollate, di non andare in montagna o al mare.

 

“Lo dobbiamo per un senso di comunità, un senso civico. Lo dobbiamo per rispetto a chi è negli ospedali e si sta curando e sta soffrendo. Lo dobbiamo in segno di gratitudine e di rispetto al personale sanitario” ha concluso Zaia.

 

 

Qui la conferenza di Luca Zaia

 

 

 

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