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Coronavirus, 168 casi e un morto. Zaia: “Risalgono i contagi e l’età media scende a 40-45 anni, ma la situazione negli ospedali resta tranquilla”

In Veneto parte la campagna vaccinale antinfluenzale, acquistate 1,32 milioni le dosi. Zaia: “Nessuno deve abbassare la guardia sarebbe da irresponsabili, perché siamo in un momento decisivo”. Nel frattempo i numeri sono tornati quelli quelli di inizio epidemia, eccetto che per i ricoveri che sono molti meno

Di Tiziano Grottolo - 12 ottobre 2020 - 17:34

VENETO. Il bollettino veneto aggiornato nella mattinata del 12 ottobre parla di 168 nuovi casi in Veneto e un decesso avvenuto del vicentino. Le Provincie che nelle ultime 24 ore hanno registrato il maggior numero di positivi sono Venezia e Padova, rispettivamente 50 e 48 contagi, seguono Belluno (+26), Vicenza (+15), Treviso (+14). Le persone in isolamento superano le 11mila unità, mentre i ricoverati su tutto il territorio provinciale salgono a 376, di questi 273 sono attualmente positivi e per 29 pazienti si è reso necessario il ricovero in terapia intensiva.

 

“Oggi – ha fatto sapere il presidente del Veneto Luca Zaia – parte la campagna vaccinale antinfluenzale”, ben 1,32 milioni le dosi acquistate contro le 800mila dell’anno scorso. “Puntiamo a difendere i soggetti più deboli – ha detto Zaia – dalle complicanze, contenere gli accessi ai Pronto Soccorso, e supportare la diagnosi differenziale col Covid-19 e la conseguente gestione dei casi sospetti”.

 

In Veneto dunque, come ha sottolineato lo stesso presidente, risalgono i contagi e contemporaneamente si abbassa l’età media . L’unica nota positiva arriva dai ricoveri che presentano numeri molto più bassi rispetto le prime fasi dell’epidemia. Dallo studio della nostra Direzione Prevenzione emerge che le positività, a partire dalla fine di luglio fino al 9 ottobre, sono progressivamente tornate ai livelli di marzo, ma rispetto ad allora i ricoveri ospedalieri presentano numeri infinitesimali (325 persone, delle quali 231 positive contro le svariate centinaia di marzo; solo 29 ricoverati in terapia intensiva, dei quali nove già negativizzati).

 

L’età delle persone positive è scesa da una mediana di 60-65 anni di marzo agli attuali 40-45 anni. Significativo che, dall’1 all’8 ottobre, la maggior parte dei casi riguardi soggetti dai 25 ai 44 anni, seguiti da quelli tra 45 e 64. Pochi sono i casi over65, mentre 564 positivi sono attribuibili alla fascia più giovanile, da zero a 24 anni.

 

Nessuno deve abbassare la guardia – ha affermato Zaia – sarebbe da irresponsabili, perché siamo in un momento decisivo. La situazione epidemiologica, oggi, dice che abbiamo una crescita delle positività, ma una situazione assolutamente tranquilla negli ospedali. Ciò nonostante siamo al lavoro per essere pronti a uno scenario peggiore. La Regione Veneto non è né catastrofista, né ottimista. Siamo obbiettivi e ci muoviamo sulla base dei dati oggettivi che i nostri esperti monitorano e valutano giorno per giorno”.

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