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| 13 nov 2020 | 12:32

Coronavirus, di notte un solo Operatore socio sanitario per 90 pazienti al Santa Chiara, la Cgil chiede un cambio di rotta alla Pat

L'appello: ''La giunta provinciale deve assolutamente rivedere i parametri di minutaggio paziente/operatore: le esigenze sono totalmente cambiate e non si può pensare di seguire i pazienti col cronometro in mano. Tra il personale cominciano ad aumentare i contagiati, con la conseguenza che chi è in salute deve sopperire alle carenze. Si viene avvisati telefonicamente, giorno per giorno, su che turno si dovrà fare: soluzione che sta mettendo sotto pressione anche i coordinatori''

Coronavirus, di notte un solo Operatore socio sanitario per 90 pazienti al Santa Chiara
di Redazione

TRENTO. Un solo Operatore socio sanitario (Oss) per 90 pazienti suddivisi tra medicina A e B, pneumologia, ematologia e malattie infettive e alta intensità. Questa la denuncia che arriva dalla Funzione pubblica della Cgil che ha chiesto un confronto all'Azienda sanitaria e la direzione ha risposto con una riunione in videoconferenza, convocata per il 19 novembre, a cui potrà partecipare solo un operatore per ogni figura professionale: una restrizione che sta già creando malumori come spiegano Marco Cont e Gianna Colle della Funzione pubblica Cgil.

 

''La giunta provinciale deve assolutamente rivedere i parametri di minutaggio paziente/operatore - aggiungono -: le esigenze sono totalmente cambiate e non si può pensare di seguire i pazienti col cronometro in mano''. La situazione, tra l'altro, è in peggioramento: il reparto di medicina è stato convertito interamente a Covid, con aumento dei tempi per l’assistenza ai pazienti ma anche per la vestizione e svestizione del personale. 

 

''Personale - aggiunge il sindacato - tra cui cominciano ad aumentare i contagiati, con la conseguenza che chi è in salute deve sopperire alle carenze. Si viene avvisati telefonicamente, giorno per giorno, su che turno si dovrà fare: soluzione che sta mettendo sotto pressione anche i coordinatori, incaricati di compensare le assenze con le già risicate risorse. Intanto i rientri sui giorni di riposo si sommano e il recupero psicofisico non c'è mai. I minuti necessari per assistere pazienti sempre più in difficoltà è in aumento: emerge quindi che il minutaggio previsto dai parametri provinciali risulta insufficiente rispetto ai bisogni reali''.

 

''Nell’ultimo anno - concludono Marco Cont e Gianna Colle - c’è stata una graduale riduzione di 4 unità Oss a tempo pieno e 1 unità a tempo parziale, e riducendo a 1 solo operatore per il turno notturno, durante il quale deve garantire assistenza ai reparti di medicina A, medicina B, medicina alta intensità e supporto ai reparti di ematologia, malattie infettive e pneumologia''.

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