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| 23 mar 2020 | 16:23

Coronavirus, gli impianti in Tirolo che hanno infettato mezza Europa, Cgil: ''Come in Trentino, le società impianti potrebbero versare gli incassi di quel weekend all'Apss''

Le nostre valli a vocazione turistica mostrano, infatti, tassi di infezione importanti rispetto alla densità di popolazione e per quello che dovrebbe essere il "normale" diffondersi di una epidemia, cioè colpire soprattutto in centri medio-grandi. Non solo, da qui poi qualcosa arriva anche altrove, come a Messina dove sono diversi i casi di contagio dopo una settimana bianca a Madonna di Campiglio

Coronavirus, gli impianti in Tirolo che hanno infettato mezza Europa

TRENTO. Un paese da 1.500 abitanti in Austria ha diffuso l'epidemia in mezza Europa. E' il caso di Ischgl che nonostante gli allarmi dei virologi e l'avanzata dell'infezione in Italia ha deciso di tenere gli impianti aperti. Un po' quello che avvenuto in Trentino nel week end del 7 e 8 marzo: il governo aveva deciso di chiudere tutte le scuole per cercare di arginare il contagio e la sospensione delle lezioni si è trasformata in un'opportunità di vacanze extra per tante persone: "C'è più gente che a Natale, alla faccia del coronavirus" (Qui articolo).

 

Il Covid-19, però, ha presto presentato il conto. Nel caso austriaco le positività sono state registrate soprattutto in Nord Europa. "Esattamente quello che è successo in Trentino fino all'8 marzo scorso - commenta Andrea Grosselli, segretario della Cgil - nel bel mezzo del contagio impianti e piste da sci pieni, perché il business non si ferma. 'La neve è più forte del virus', diceva Valeria Ghezzi presidente degli impiantisti. E ora a pagarne il conto in termini di vite umane sono gli abitanti di val di Sole, Giudicarie, Fiemme e Fassa".

 

Le nostre valli a vocazione turistica mostrano, infatti, tassi di infezione importanti rispetto alla densità di popolazione e per quello che dovrebbe essere il "normale" diffondersi di una epidemia, cioè colpire soprattutto in centri medio-grandi (Qui articolo). Non solo, da qui poi qualcosa arriva anche altrove, come a Messina dove sono diversi i casi di contagio dopo una settimana bianca a Madonna di Campiglio

 

E nonostante i tanti appelli per bloccare gli impianti tra opposizioni provinciali (Qui articolo), gli albergatori (Qui articolo), la richiesta firmata dalla Comunità di valle della val di Sole (Qui articolo) e l'intervento dei sindacati (Qui articolo), la Provincia poi è arrivata a decretare la serrata: si sarebbe dovuti partire da mercoledì 13 (Qui articolo) ma in realtà è arrivata Roma per dire di procedere pure con 24 ore di anticipo (Qui articolo).  

 

"Gli impianti - conclude Grosselli - sono stati chiusi lunedì 10 marzo dal ministro Francesco Boccia, non dalle istituzioni dell'Autonomia che in campagna elettorale urlavano 'prima i trentini': a tutelarli davvero è stato però un pugliese. Per provare a riparare i danni di quella situazione le società impianti e l'associazione di riferimento potrebbero versare gli incassi di quel week end all'Azienda provinciale per i servizi sanitari che ora si trovano a fronteggiare questa emergenza".

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