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Futura: ''Il presidente prima invita a venire in Trentino e poi si arrabbia?''. Dallapiccola: ''Autonomia a rischio''. Zeni: ''Serve linea ferma''. Degasperi: ''Fermate gli impianti''

I consiglieri di Futura Coppola e Ghezzi chiedono alla Provincia di migliorare la comunicazione. L'ex assessore del Patt: "Comprendiamo le ripercussioni economiche ma la politica c'è per trovare soluzioni e prendere provvedimenti". L'ex assessore del Pd: "E' un sacrificio molto alto per le famiglie ma parliamo della tutela della vita di queste persone". Il candidato sindaco per Trento di Onda: "La salute dei cittadini, professionisti e operatori del Servizio sanitario inclusi, è prioritaria rispetto a qualsiasi altra considerazione"

Di Luca Andreazza - 08 marzo 2020 - 18:22

TRENTO. "Il presidente della Provincia si è arrabbiato con gli sciatori che affollano gli impianti di risalita e i rifugi senza rispettare le norme di sicurezza", commentano Paolo Ghezzi e Lucia Coppola (Futura), che aggiungono: "Giustissimo richiamare ciascuno alla responsabilità personale. Ma dovrebbe riflettere anche sulla propria responsabilità: sulla decisione di tenere aperti gli impianti, quando è evidente che rispettare la regola della distanza di sicurezza, in coda o nei rifugi, è quasi impossibile. Ma anche sulla scelta di privilegiare le preoccupazioni (motivate e sacrosante) del settore turistico rispetto a una maggiore precauzione per la salute di tutti". 

 

Il riferimento va al post del presidente della Provincia corredato da video promozionale del Trentino e il commento "L’Italia è un paese sicuro, visita il Trentino!”. Nella giornata di ieri, sabato 7 marzo, anche i giovani leghisti sono scesi in campo: "Rimaniamo calmi e non fermiamo il Trentino". 

"Un post di Fugatti da oltre 270 like e oltre cento condivisioni, una promozione 'virale' del nostro territorio turistico. E - prosegue Futura - dopo l'ultima nevicata si lamentano che siano arrivati turisti? La linea comunicativa della Lega è senza un criterio: il presidente dovrebbe evitare di esternare a braccio, di farsi fotografare a tavoli affollati dai suoi colleghi di Giunta (altro che distanza di sicurezza) per raccontarci 'teniamo tutto sotto controllo'. Così eviterebbe di dover passare dalle rassicurazioni di ieri all’ira di oggi". 

Un invito a migliorare la comunicazione. "Oltre che con i decreti, le circolari, le ordinanze e tutti gli altri atti politico-amministrativi che gli competono - aggiungono Ghezzi e Coppola - il presidente si limiti a parlare solo con brevi e chiari comunicati ufficiali, validati dalle autorità sanitarie. Altrimenti la comunicazione istituzionale della Provincia perderà credibilità, con gravi ripercussioni sull’opinione pubblica in Trentino, e ulteriori rischi di 'infodemia' che peggiorano la già seria situazione di epidemia". 

 

Dopo il boom di ieri (QUI ARTICOLO), anche oggi ci sono tantissime persone nelle località sciistiche. E sono ore convulse con le immagini che circolano a livello internazionale. Diversi gli appelli per bloccare gli impianti tra albergatori (QUI ARTICOLO), la richiesta firmata dalla Comunità di valle della val di Sole per chiedere il blocco degli impianti e sindacati (QUI ARTICOLO).

 

Una chiusura degli impianti che appare urgente, anche per salvare l'immagine del Trentino che sembra non riuscire a gestire l'emergenza e l'affluenza sulle piste da sci. "Le indecisioni e le immagini di impianti pieni mettono a rischio la nostra stessa Autonomia. Da più parti - commenta l'ex assessore Michele Dallapiccola - arriva il richiamo a rispettare le regole in questo momento di preoccupazione. Una richiesta di senso di responsabilità. Si chiudono i luoghi di aggregazione e diventa chiara la necessità di ottemperare all'ordinanza ministeriale anche per le società impianti. Comprendiamo le ragioni di natura economica e la politica c'è per questo. E' necessario elaborare strategie per compensare le perdite, come nel caso di un'operazione estrema come il blocco delle stazioni sciistiche". 

 

Interviene anche il Partito democratico. "Il rigore - evidenzia l'ex assessore Luca Zeni - che coinvolge le regioni del nord più colpite dal coronavirus contrasta con le immagini della ressa sulle piste da sci in questi giorni in Trentino. Se vogliamo evitare un aumento veloce del contagio nella nostra Provincia, serve una linea più ferma, con alcuni provvedimenti che ancora mancano".

 

Sono quattro i punti che il consigliere provinciale in quota Pd mette in luce: il rispetto delle regole di distanza sugli impianti o la chiusura immediata degli stessi; la sospensione dell’attività programmata negli ospedali, per diminuire l’accesso delle persone e concentrare le energie sull’emergenza; la chiusura alle visite nelle rsa (come ha ben previsto Upipa) e la sospensione delle attività diurne per anziani e disabili che ancora vengono svolte.

 

"Ricordiamo - continua Zeni - che sono gli anziani e i soggetti con patologie le persone più a rischio: è un sacrificio molto alto per le famiglie ma parliamo della tutela della vita di queste persone. L’invito alla Giunta provinciale è di muoversi subito per attivare queste misure, e alla popolazione di rispettare le indicazioni del governo evitando 'di fare i furbi' e chi lo fa, come nel caso dei coniugi infetti 'scappati' in Trentino, sarebbe doveroso che le istituzioni denunciassero".

 

Stop alle stazioni sciistiche che viene chiesto anche da Filippo Degasperi, candidato sindaco per la città di Trento per Onda Civica: "Tenuto conto - dice il consigliere provinciale - che la salute dei cittadini, professionisti e operatori del Servizio sanitario inclusi, è prioritaria rispetto a qualsiasi altra considerazione, non esiste oggi alternativa a fermare gli impianti di risalita. Il personale dell’Apss, già fortemente provato, e le strutture sanitarie vanno dedicati a gestire l’epidemia in corso e non possono essere ulteriormente messe a dura prova da vacanzieri spinti a raggiungere il Trentino anche dai dissennati inviti dell’assessore Roberto Failoni risalenti a meno di due settimane fa. Confidiamo nella ragionevolezza del presidente della Provincia. Siamo pronti a sostenere una difficile scelta che non è più procrastinabile".

 

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