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| 09 mag 2020 | 16:23

Coronavirus, i cinema di Trento riaccendono luci e schermi nella serata dei David di Donatello per chiedere di ripartire: ''Speriamo di rivederci presto''

Un po' come avvenuto nei giorni scorsi con gli esercenti delle attività produttive, questa volta sono le sale a chiedere attenzione e regole per un via libera a ripartire. Le sale di Cineworld hanno partecipato al flash mob promosso in tutta Italia da Anec-Associazione nazionale esercenti cinema

Coronavirus, i cinema di Trento riaccendono luci e schermi nella serata dei David di Donatello per chiedere di ripartire

TRENTO. Le luci di insegne e schermi dei cinema si sono riaccesi per una sera. Anche le sale di Modena, Vittoria e Nuovo Roma di Trento hanno aderito all'iniziativa #riaccendilcinema, un flash mob promosso in tutta Italia da Anec-Associazione nazionale esercenti cinema.

 

Un po' come avvenuto nei giorni scorsi con gli esercenti delle attività produttive, questa volta sono le sale a chiedere attenzione e regole per un via libera a ripartire. 


Nella serata di ieri, venerdì 8 maggio, i cinema del capoluogo hanno riparto i battenti in concomitanza con l'assegnazione dei David di Donatello, una scelta simbolica per ricordare a politica e autorità che le sale esistono e chiedono maggior chiarezza sui tempi di ripartenza.

 

Si parla di streaming e drive-in, mentre c'è silenzio sul destino delle sale attualmente costrette al lockdown. "Le luci dei cinema sono spente da oltre 2 mesi - spiega Massimo Lazzeri, titolare del Cineworld che raggruppa Modena, Vittoria e Nuovo Roma - questa iniziativa vuole ricordare l'importanza delle sale per impatto sociale, culturale e intrattenimento per grandi e piccoli. Abbiamo riacceso in misura simbolica ma l'auspicio è quello di ritornare a breve alla normalità". 


Il flash mob, organizzato da Anec con hashtag #riaccendilcinema, intende lanciare un messaggio simbolico agli spettatori, agli operatori e alle istituzioni con il quale si sottolinea l’importante funzione sociale che le sale svolgono quotidianamente sul territorio come luoghi di incontro, partecipazione e scambio culturale, e si evidenzia la necessità di un progetto strategico per il rilancio del settore.

 

A seguito del lockdown, infatti, 1.600 strutture cinematografiche hanno sospeso la loro attività, per un totale di oltre 4 mila schermi su tutto il territorio nazionale. "I cinema, come i teatri, per metratura possono garantire la sicurezza di spettatori e lavoratori. L'auspicio è quello di rivedersi presto con una bella proiezione", conclude Lazzeri.

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