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Coronavirus, i medici: ''Basta poco per perdere il controllo della situazione. Lo stop ai mercatini scelta di buon senso''

Il presidente dell'Ordine dei medici, Marco Ioppi: "Sulla scuola si deve agire in modo sartoriale caso per caso. Annullare i Mercatini è stata una scelta di buonsenso e prevenzione. La stagione invernale va attentamente pianificata e gestita"

Di Luca Andreazza - 22 ottobre 2020 - 05:01

TRENTO. "Non ci si deve illudere che la situazione sia così rosea". Queste le parole di Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici, che aggiunge: "Ormai dovremmo avere l'esperienza necessaria in materia Covid-19 per comprendere che è facilissimo farsi sfuggire la situazione di mano e non siamo tanto distanti da questa eventualità: diventerebbe poi complicato riprendere il controllo dell'epidemia".

 

Il bollettino del Trentino di mercoledì 21 ottobre riporta 148 positivi e un rapporto contagi/tamponi al 5% (Qui articolo). In Alto Adige invece sono stati registrati 189 nuovi infetti e 2 morti (Qui articolo). In Italia il dato segnala un'altra accelerazione della diffusione del coronavirus: oltre 15 mila casi e 127 vittime (Qui articolo). Un bilancio aggravato sul territorio trentino da un altro decesso ( 14 vittime negli ultimi 12 giorni, sono 15 i morti nel corso di questa seconda ondata dell'epidemia), mentre sono salite a 50 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere di Trento e Rovereto, 2 i pazienti che si trovano nel reparto di terapia intensiva. Almeno 3 Rsa sono fortemente attenzionate.

 

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, in questo periodo di recrudescenza dell'epidemia, ha spiegato che tutto è sotto controllo e che le terapie intensive (fino a poche ore fa) erano vuote, questo comunque a fronte della comunicazione di almeno un morto ogni 24 ore.

 

"E' pericoloso raffrontare i periodi soprattutto stagionali per le diverse caratteristiche, anzi è fondamentale - aggiunge Ioppi - non cullarsi nella rassicurazione dei numeri: ricordo che a marzo in Lombardia stava succedendo il finimondo però non ci abbiamo voluto credere, ci siamo illusi che qui il coronavirus non ci fosse e poi la situazione è precipitata, in particolare nelle aree a vocazione turistica e nelle case di riposo. Soprattutto nelle aree urbane fortemente antropizzate il rischio di andare in difficoltà è maggiore: basta poco perché i posti letto in ospedale vengano saturati rapidamente e il sistema sanitario finisca in crisi. C'è ancora margine ma deve essere chiaro che siamo vicinissimi a perdere il controllo di tutto. La tempestività è cruciale e non si possono aspettare 11 giorni per avere il risultato di un test".

 

Il riferimento in questo caso va all'esperienza di Andrea raccontata da Il Dolomiti, un 32enne che 11 giorni fa ha presentato i primi sintomi da coronavirus con febbre e stanchezza diffusa: "Mi sono sentito abbandonato dall'Apss, che non mi ha fornito alcuna indicazione su come comportarmi" (Qui articolo). E questo è un nodo critico: "Non può assolutamente accadere - evidenzia il numero uno dei medici  - la tempestività è importante: il tracciamento è un'arma unica. Le altre partite riguardano la capacità di diagnosticare e isolare l'infezione per tempo: i risultati dovrebbero arrivare in massimo 24 ore, altrimenti si perde tempo prezioso nell'arginare l'epidemia e si bloccano persone o attività produttive senza una reale necessità. Siamo una Provincia autonoma di 500 mila abitanti e il governo ha stanziato anche risorse importanti: si deve essere sempre pronti e innovativi".

 

In questo c'è la possibilità di ricorrere al test rapido. "Ma non c'è tempo di sperimentare soluzioni, l'Apss non può prevedere un primo step con alcune farmacie o per alcune categorie di persone per poi eventualmente estendere l'utilizzo successivamente. I test antigenici - dice Ioppi - devono essere sfruttati per diagnosticare, tracciare e isolare l'infezione. Si devono utilizzare tutti gli strumenti e tutte le strutture a disposizione del sistema per fronteggiare questa situazione delicata, altrimenti il virus si diffonde".  

 

Nei giorni scorsi è stato anche presentato il nuovo assetto della Centrale Covid, una struttura già attiva da marzo e che l'Apss ha centralizzato e assegnato al Dipartimento di prevenzione (Qui articolo). "Bene - continua il presidente - ma deve essere assolutamente potenziata e rafforzata per il ruolo centrale che svolge nell'identificare i casi: non si possono aspettare giorni per effettuare un tampone o ricevere le indicazioni per affrontare Covid-19. C'è la possibilità di formare e coinvolgere i tantissimi volontari sul territorio: efficacia e tempestività devono essere le parole d'ordine. Le risposte devono essere immediate, i riscontri univoci per mettere la comunità in sicurezza. Un altro punto di forza deve essere la medicina di territorio, però si deve essere messi nelle condizioni di poter lavorare nel migliore dei modi per velocizzare gli accertamenti".  

 

La città di Trento ha già bloccato i Mercatini di Natale, la Provincia dell'Alto Adige è intervenuta per sospenderli tutti. Anche a Verona niente casette e bancarelle natalizie. "Una decisione difficile - spiega Ioppi - ma di buonsenso e un'ottima mossa di prevenzione. Le basi sono quelle di indossare le mascherine, igienizzare spesso le mani e mantenere il distanziamento fisico. Non si deve fare un confronto tra economia e salute ma avrebbe potuto portare agli assembramenti e quindi a fonti di rischio importanti: sarei ipocrita a dire che si sarebbero dovuti provare a organizzare, si rinuncia a qualcosa ora per reggere l'urto nel lungo periodo. Si devono poi trovare misure adeguate per festeggiare comunque il Natale e garantire il commercio".

 

Si avvicina anche la stagione invernale, un'altra partita delicata tanto a livello economico che di stress per la prevenzione. "C'è da studiare e pianificare molto per assicurare indotto e posti di lavoro - sottolinea - gli skipass devono essere prenotati e acquistati online per evitare code alle casse, le affluenze devono essere gestite per evitare assembramenti, il numero di persone in cabinovie e seggiovie va ridotto. Non si può essere imprudenti, altrimenti salta il sistema e si deve ritornare a chiudere tutto: necessario un attento equilibrio".

 

Attualmente ci sono 76 classi in isolamento, ma la scuola resta in presenza. "L'attenzione deve restare alta anche se il contesto sembra ancora buono. Si deve intervenire in maniera sartoriale caso per caso. A Trento e Rovereto si potrebbe prevedere la didattica a distanza alle superiori come da Dpcm: i ragazzi devono fare i conti con la responsabilità di impegnarsi e la gestione familiare non viene stravolta per l'età dei giovani. Invece in altri territori - prosegue il presidente - dove gli studenti sono in numero minore, si può continuare in presenza nel rispetto tassativo delle regole". 

 

Un tema è quello della movida. "Si deve intervenire con una campagna di informazione e formazione. Se necessario intervenire in modo deciso per punire i comportamenti a rischio con le multe. L'attenzione deve restare alta perché c'è il concreto pericolo di perdere il controllo della situazione. La curva si è abbassata dopo un grande sacrificio e un altro lockdown sarebbe difficile da sopportare tanto per l'economia quanto per i risvolti personali di ogni individuo", conclude Ioppi.

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30 novembre - 20:20

Sono 459 le persone che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero di cui 44 pazienti sono in terapia intensiva e 49 in alta intensità. Sono stati trovati 176 positivi a fronte dell'analisi di 740 tamponi​ molecolari per un rapporto contagi/tamponi al 23,8%

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30 novembre - 19:37

La proposta è quella degli skipass solo a chi pernotta almeno 1 notte in una struttura oppure le persone che possiedono o mettono in affitto una seconda casa. Dura la Cgil, Stefano Montani: "Ennesima estemporanea uscita di Failoni, una proposta che almeno ha il pregio di far sorridere, magari amaramente, ma pur sempre sorridere. L'assessore in cerca di facile pubblicità la smetta di ragionare da albergatore e inizi a farlo da assessore"

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