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Coronavirus, i medici ricordano Trimarchi: ''E' inaccettabile che la migliore parte della società sia gettata allo sbaraglio nell'indifferenza di chi deve tutelarli''

L'Ordine dei medici partecipa al lutto per la scomparsa della dottoressa Gaetana Trimarchi. Marco Ioppi: "Dover piangere un paziente è sempre triste, straziante dover piangere una collega morta nel compimento del suo dovere. Aveva contratto il coronavirus dopo una visita domiciliare effettuata con la mascherina chirurgica"

Di Luca Andreazza - 31 marzo 2020 - 14:03

TRENTO. "Dover piangere un paziente è sempre triste, straziante dover piangere una collega morta nel compimento del suo dovere". Così Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici, che aggiunge: "La dottoressa Gaetana Trimarchi aveva contratto il coronavirus durante una visita domiciliare, una persona deceduta, purtroppo, dopo due giorni. Una visita effettuata con la mascherina chirurgica".

 

Si susseguono i messaggi di cordoglio per la morte della 57enne (Qui articolo). Dopo la Provincia e l'Apss (Qui articolo), la polizia locale, il consigliere provinciale Luca Guglielmi e la scuola professionale (Qui articolo), il sindacato della Cisl medici (Qui articolo), sono tantissimi i ricordi della società civile (Qui articolo). 

 

Un tema più volte sollevato dai professionisti nel corso di questa emergenza è stato quello della carenza di Dispositivi di protezione individuale e il ricorso troppo limitato ai tamponi, soprattutto sui sanitari. La richiesta è quella di mettere in sicurezza medici e infermieri come strategia primaria di sanità pubblica "poiché - aveva spiegato Ioppi - è stato dimostrato che un buon numero di persone che si infetta (tra il 50 il 75%) è asintomatica, si corre il rischio di non poter debellare il virus finché non si individuano questi portatori sani. Individuare i positivi, precocemente, tra i medici e i sanitari vuol dire evitare che diffondano il virus soprattutto ai soggetti più fragili ed eliminare una formidabile fonte di contagio" (Qui articolo).

 

Un professionista che rischia inoltre di diventare veicolo di contagio, se una persona malata infetta tra le 2 e le 3 persone, un sanitario può arrivate a 8/10 unità. E' stata alta la tensione tra Provincia e Ordine dei medici e delle professioni sanitarie, ma anche sindacati di settore, per chiedere di proteggere gli operatori in prima linea: "Se cadiamo noi, crolla il sistema sanitario", aveva evidenziato il numero uno dei medici (Qui articolo). 

 

Ora il Trentino piange il primo medico caduto a causa del coronavirus. "Non posso fare a meno di ricordare il comunicato stampa del presidente nazionale del nostro ordine - aggiunge Ioppi - che nel commentare i tanti medici morti affermava che è lecito supporre che questi eventi sarebbero stati in larga parte evitabili se gli operatori sanitari fossero stati correttamente informati e dotati di sufficienti dispositivi di protezione individuali adeguati".

 

La richiesta è sempre quella di fare presto, in quanto decisioni, rimandate anche solo 24 ore, risultano sempre tardive, soprattutto nell'evoluzione rapida dei contagi. "L' Ordine - conclude Ioppi - partecipa al dolore della famiglia e si impegna con maggior vigore a pretendere per i medici la  protezione necessaria per svolgere in sicurezza l'assistenza ai pazienti che hanno in cura. E' inaccettabile che i nostri figli, la migliore parte della nostra società, siano gettati allo sbaraglio, senza protezioni adeguate nell'indifferenza di chi ha il dovere di tutelarli".

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