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Coronavirus, in val Gardena il 27% della popolazione ha contratto Covid-19, il 16,9% a Castelrotto. Tasso di sieroprevalenza a 2,9% in Alto Adige

Nel periodo di studio (3 settimane) nessun partecipante ha rivelato un'infezione attiva da Covid-19, i tamponi sono risultati tutti negativi. In linea generale molti meno altoatesini sono entrati in contatto con il virus rispetto alla rilevazione nazionale che aveva registrato un 3,3%. La Provincia di Bolzano ha deciso di intensificare i controlli per il rispetto delle regole

Di Luca Andreazza - 12 agosto 2020 - 20:37

BOLZANO. Una sieroprevalenza al coronavirus del 2,9% in Alto Adige. Sono stati pubblicati i primi risultati epidemiologici dello studio condotto congiuntamente da Azienda sanitaria, Servizio psicologico del comprensorio sanitario di Bressanone, l'istituto di medicina generale della Claudiana, Eurac reaserch e Astat. Un progetto coordinato dall'Unità operativa governo clinico dell'assessorato alla sanità

 
Nel periodo di studio (3 settimane) nessun partecipante ha rivelato un'infezione attiva da Covid-19, i tamponi sono risultati tutti negativi e quindi non si sono rese necessarie misure ulteriori come i periodi di quarantena. In linea generale molti meno altoatesini sono entrati in contatto con il virus rispetto alla rilevazione nazionale che aveva registrato un 3,3% (Qui articolo). La sieroprevalenza sul territorio altoatesino è del 2,5% (senza i dati della val Gardena) che sale al 2,9% se si considera anche la val Gardena. 

 

Nei comuni con un tasso di infezione da Covid-19 più alto, lo studio provinciale ha inoltre rilevato una percentuale maggiore della popolazione con anticorpi specifici: Castelrotto a 16,9%, Fiè a 5,8% e Appiano4,8%. Circa un terzo dei partecipanti (34%) con anticorpi ha riferito di non avere accusato sintomi della malattia. In val Gardena i dati mostrano una sieroprevalenza del 27%.

 

I risultati di questo studio, che si aggiungono a quello per la val Gardena, rappresentano una prima fotografia a livello provinciale della situazione in Alto Adige. "La bassa percentuale di persone con anticorpi specifici per coronavirus - commenta l'Azienda sanitaria - deve indurci a cautela e responsabilità personale: mantenere le distanze, lavarsi le mani regolarmente e indossare una mascherina chirurgica o protettiva quando e dove prevista per evitare un aumento delle infezioni da Covid-19".

 

La partecipazione a questo studio provinciale è stata del 28%, maggiore rispetto a quella Istat (20%), ma inferiore al previsto. L'Istituto provinciale di statistica (Astat) ha selezionato, secondo il criterio di casualità, un campione rappresentativo di 3.657 persone di tutta la provincia di Bolzano. Altre 1.762 persone provenienti da comuni con tassi di infezione particolarmente alti e bassi sono state invitate a prendere parte a questo studio. In totale hanno partecipato 1.504 persone.

 

"E' comunque sufficiente - aggiungono le autorità sanitarie - per considerare validi e affidabili i risultati da un punto di vista statistico. Per la bassa partecipazione si possono ipotizzare le seguenti cause: i probandi erano assenti per ferie durante il periodo dello studio, timore di una possibile quarantena in caso di positività al tampone, alcuni partecipanti hanno ricevuto le lettere di invito con ritardo. Purtroppo, per ragioni logistiche e di risorse, non è stato possibile prolungare il periodo di studio per consentire la partecipazione in un secondo momento".

 

Nelle prossime settimane verrà effettuata un'analisi più approfondita dei dati raccolti da tutti e tre i filoni dello studio, come le caratteristiche cliniche e sociodemografiche, le abitudini comportamentali e gli stati emotivi, oltre i possibili fattori di rischio genetico associati all'infezione da Covid-19. L'intenzione delle autorità sanitarie è quella di informare e comunicare pubblicamente i risultati alla popolazione.

 

"Attualmente non sappiamo ancora per quanto tempo gli anticorpi specifici rimangano nel sangue. Non sappiamo quindi se e per quanto tempo permanga l’immunità nelle persone a coronavirus. Questo studio come altri nel mondo cercherà di rispondere anche a questo importante quesito", conclude l'Azienda sanitaria.

 

In Alto Adige l'allerta resta particolarmente alta per i casi di infezione che vengono registrati in modo costante. C'è stato un vertice tra il commissario di governo, i rappresentanti dei vari organi di sicurezza e il governatore Arno Kompatscher per valutare la situazione. E' stato deciso di intensificare i controlli sul rispetto delle normative per fronteggiare la diffusione di Covid-19 e verificare il rispetto delle regole quali mascherine e distanziamento interpersonale. Un provvedimento esteso anche a locali, rifugi e alpeggi.

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