Coronavirus, Trentino Alto Adige terza regione dove il virus ha circolato di più in Italia. Per l'indagine Istat anticorpi nel 3% della popolazione
L'indagine di sieroprevalenza dell'infezione da virus ha evidenziato che sono 1 milione e 482mila le persone che sono entrate in contatto con il virus in Italia, vale a dire il 2,5% dell’intera popolazione e dunque un valore sei volte superiore rispetto al totale dei casi accertati durante la pandemia. Ecco i dati e come si è sviluppata l'analisi

TRENTO. Trentino e Alto Adige nel blocco dei territori dove il virus è circolato di più in Italia, con valori inferiori solo a Lombardia e Valle d'Aosta, ma con la particolarità che, sarebbe la Provincia di Bolzano quella che è stata più colpita tra le due e non viceversa, come rivelano i dati ad oggi ufficiali. Questo, almeno, dice l'indagine di sieroprevalenza dell'infezione da virus avviata dal ministero della Salute e dall'Istat a partire dal 25 maggio in tutta Italia per capire quante persone nel nostro Paese hanno sviluppato gli anticorpi al coronavirus, anche in assenza di sintomi.
Il quadro emerso è molto interessante: l’indagine ha mostrato che sono 1 milione e 482mila le persone che sono entrate in contatto con il virus, vale a dire il 2,5% dell’intera popolazione e dunque un valore sei volte superiore rispetto al totale dei casi accertati durante la pandemia e riportati dai bollettini della Protezione civile. Dati, lo sottolinea anche Istat, che seppur indicativi sono ancora provvisori, in quanto relativi a circa 64 mila persone analizzate, circa la metà di quelle oggetto dello studio. Il test, infatti, si è rivolto a un campione di 150 mila persone residenti in 2 mila Comuni, distribuite per sesso, attività e sei classi di età. In caso di diagnosi positiva, all’interessato veniva fatto il tampone naso-faringeo per verificarne l’eventuale stato di contagiosità.
Forte la differenza territoriale, che conferma la Lombardia al primo posto per numero di persone positive al virus (lo ha contratto il 7,5% della popolazione), mentre tutte le regioni del Sud sono al di sotto dell'1%. La trasmissione intra-familiare è stata molto elevata, ma, se si adottano le misure di precauzione, il contagio non avviene, come è accaduto per il 60% della popolazione, che ha avuto familiari conviventi con Covid-19. Elevata la presenza di asintomatici (27,3%), dato che sottolinea l'importanza di seguire le regole di prevenzione raccomandate. A livello territoriale la regione più colpita è la Lombardia che ''da sola - si legge nel report - assorbe il 51% dei cittadini che hanno sviluppato anticorpi come nel caso dei morti da SARS-Cov-2. Come distribuzione i dati sono coerenti anche con quelli di sorveglianza''. E son le province di Bergamo e Cremona ad essere quelle più colpite: qui il tasso di sieroprevalenza raggiunge picchi del 24% e 19% rispettivamente.
Dopo la Lombardia, c'è la Valle d’Aosta (con il 4%) e poi l'Alto Adige con il 3,3% di popolazione che ha sviluppato gli anticorpi e il Trentino con il 3,1%. Dati particolarmente interessanti se confrontati con quelli ''ufficiali'' dei contagi comunicati dalle due Aziende sanitarie che sono i seguenti: Provincia di Bolzano 2.740 positivi trovati su 108.850 tamponi eseguiti; Provincia di Trento 5.605 positivi dall'inizio dell'epidemia su 156.181 tamponi. Il Veneto, che durante l'epidemia è stato uno dei territori più in difficoltà, soprattutto nella prima fase, e che è il quarto territorio per numero di contagi più alto (ad oggi oltre 20.000), invece, sarebbe, secondo l'indagine Istat, ben al di sotto della media nazionale di sieroprevalenza, che è del 2,5%, con il suo 1,9% della popolazione che ha incontrato il Covid-19.














