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Coronavirus, in Trentino pochi tamponi e il 65% è positivo: oltre il triplo della media italiana. L’elaborazione di Wired

Wired ha analizzato i dati della protezione civile accorgendosi che la percentuale dei tamponi positivi (su pochi effettuati) del Trentino è la più alta d’Italia: “In questo modo – spiega il giornale online – vogliamo mostrare quelle province che, in base alla media dei dati dell’ultima settimana, potrebbero avere qualche problema in più rispetto alle altre”

Di Tiziano Grottolo - 17 febbraio 2021 - 12:36

TRENTO. Per molto tempo il numero di tamponi effettuato è stato il vanto della Giunta leghista e del presidente Maurizio Fugatti, un traguardo raggiunto soprattutto grazie all’elevato numero di test antigenici. Eppure da dicembre (cioè da quando l’Iss tiene in considerazione anche gli antigenici) il numero di test effettuati è progressivamente calato (articoli QUI e QUI), tanto che a oggi l’Alto Adige in media ne fa quasi il triplo del Trentino.

 

Il dato emerge in maniera lampante grazie all’elaborazione pubblicata dalla testata online Wired che ha comparato il numero di tamponi effettuati in una settimana (ogni 100.000 abitanti) e il tasso di positività. “In questo modo – spiega Riccardo Saporiti su Wired – vogliamo mostrare quelle province che, in base alla media dei dati dell’ultima settimana, potrebbero avere qualche problema in più rispetto alle altre”. I dati presi in considerazione sono quelli ufficiali diramati dalla protezione civile e analizzano l’andamento dell’ultima settimana.

 

 

Ovviamente le situazioni più critiche si registrano in quei territorio dove a fronte di un basso numero di tamponi effettuati corrisponde comunque un elevato tasso di positività dei test. In cima a questa “classifica” si trova proprio il Trentino, che con appena 315 tamponi effettuati ogni 100.000 abitanti (nell’ultima settimana) registra una percentuale di tamponi positivi del 64,97%. Il dato di gran lunga peggiore d’Italia che dovrebbe far suonare qualche campanello d’allarme dalle parti di Piazza Dante. Nonostante la zona arancione per quanto riguarda le varianti dal Trentino i dati tardano ad arrivare e così ci si affida alle statistiche senza però avere conoscere la situazione reale (articoli QUI e QUI). Insomma un disastro.

 

Per farsi un’idea, con i dati raccolti da Wired, si scopre che l’Emilia-Romagna (con il secondo dato peggiore) registra più del doppio di tamponi effettuati ogni 100.000 abitanti e un tasso di positività che è meno della metà (27,25%) di quello Trentino. Discorso simile per Puglia e Umbria. Solo il Veneto fa peggio della Provincia di Trento per quanto riguarda il numero di tamponi effettuati ma almeno la percentuale di quelli positivi di ferma al 24,12%. Come già dimostrato la giustificazione che in Trentino “si cercano gli asintomatici” o il “contact tracing funziona meglio”, non regge. Per troppo tempo è stata attuata una strategia che con ogni probabilità non ha permesso al Ministero della Salute di avere le idee chiare sulla reale entità dei contagi e ora, con la zona arancione che sembra piombata all’improvviso sulla Provincia, se ne pagano le conseguenze.

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