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Coronavirus, in Veneto 64 morti e 129 contagi, Zaia: “I Veneti non sono irresponsabili, abbiamo sempre applicato i Dpcm in maniera restrittiva”

Secondo Zaia gli indicatori veneti dimostrano come si possano allargare le maglie delle restrizioni: “Bisogna dare risposta a categorie come parrucchieri e estetiste, non escludo altre ordinanze, sulle multe serve buonsenso”

Di Tiziano Grottolo - 28 aprile 2020 - 13:51

VERONA. Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, ha voluto rivolgere un appello al governo “perché si rovesci il principio di ragionamento – ha spiegato – stabiliamo le regole per mettere in sicurezza la nostra vita non serve scrivere una Treccani di regole altrimenti poi si fa confusione”. Insomma una richiesta di maggior chiarezza per l’attuazione delle norme e per ripartire.

 

La fiducia del presidente del veneto si fonda sui numeri, sicuramente drammatici ma per certi aspetti in miglioramento. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 64 morti, 18 di questi sono avvenuti in ospedale mentre 46 all’interno delle case di riposo. In questo modo il bilancio complessivo lievita a 1408 decessi dall’inizio dell’epidemia.

 

Un numero su tutti conforta: 328.860 il totale dei tamponi effettuati dall’inizio dell’epidemia, 8260 in più rispetto a ieri. Le persone trovate positive sono state 129, ovvero l’1,56% rispetto il numero complessivo dei tamponi effettuati. In Veneto poi, ci sono 7866 persone in isolamento, i pazienti ricoverati sono 1187 di cui 120 in terapia intensiva.

 

In seconda battuta il presidente della regione Veneto ha voluto mettere alcuni punti fermi, rispetto alle critiche arrivate da alcuni settori circa le ultime ordinanze emanate: “Fondamentale ricordare alcuni aspetti, questa regione fino a venerdì scorso – cioè quando è stata emanata l’ultima ordinanza – abbiamo applicato i dpcm in maniera restrittiva. Siamo quelli che hanno introdotto i 200 metri da casa – ha sottolineato Zaia – non accetto che qualcuno dica che i veneti sono irresponsabili”.

 

D’altra parte però, al netto delle restrizioni, ci sono le preoccupazioni di chi vuole riaprire anche perché teme di non farcela a resistere oltre: “C’è la necessità di dare risposte ai cittadini – ha detto Zaia – ci sono categorie importanti come parrucchieri, estetisti e barbieri che aspettano di ripartire”. In questo senso il presidente del Veneto ha lasciato lasciando aperta la porta a nuove ordinanze che potrebbero allentare ulteriormente le maglie delle restrizioni.

 

Infine, rispetto alle multe, soprattutto alla luce delle nuove disposizioni entrate in vigore, Zaia ha chiesto alle forze dell’ordine di usare buonsenso, cioè più tolleranza applicando il principio del buon padre di famiglia “le leggi si rispettano –​ ha ricordato – ma serve un’azione di accompagnamento, se uno non ha la mascherina meglio suggerirgli di tornare a casa anziché dare una multa di 400 euro, altrimenti diventa una guerra fra poveri”.

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