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Coronavirus, Zaia allo Stato: ''Fateci riaprire come in Alto Adige. Noi da soli non possiamo muoverci c'è poco da fare i fenomeni''

Zaia: “Ricordo che siamo gli unici a farne così tanti ci sono realtà che ne fanno 1000 al giorno” e sulle aperture: “Noi non possiamo ancora aprire, qualsiasi ordinanza fatta dal sottoscritto se va contro la legge non ha alcuna efficacia giuridica, quindi c’è poco da fare i fenomeni”

Di Tiziano Grottolo - 08 May 2020 - 18:42

VERONA. Come di consueto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha comunicato gli aggiornamenti riguardanti l’evoluzione dell’epidemia: i nuovi contagiati sono 65 (rispetto alle ultime 24 ore), un numero che fa lievitare la cifra complessiva a 18.618. Al fronte però di ben 11mila tamponi effettuati (421.673 il totale), ciò significa che il rapporto fra tamponi eseguiti e nuovi contagi si attesta allo 0,35%. “Ricordo che siamo gli unici a farne così tanti ci sono realtà che ne fanno 1000 al giorno”, ha ribadito Zaia.

 

In Veneto purtroppo si piangono altri 8 morti, 1627 le vittime complessive legate al coronavirus. Allo stesso tempo aumentano i dimessi (+56) e calano le persone ricoverate, ad oggi 910. In questo senso il presidente del veneto ha comunicato che dai prossimi giorni il conteggio delle persone ricoverate cambierà, così come richiesto da Roma. In pratica non saranno più conteggiate le persone che pur essendo ancora in ospedale si sono nel frattempo negativizzate, ciò si tradurrà in una diminuzione netta di circa 380 casi. Scendono anche le terapie intensive che calano a quota 79 (-8).

 

Durante la conferenza stampa ampio spazio è stato riservato alla questione delle riaperture, anche il Veneto vorrebbe seguire le orme dell’Alto Adige che ha redatto una legge ad hoc (che però è stata impugnata dal ministro Boccia). Zaia ha sottolineato come molte regioni condividano la necessità di riaprire prima dell’1 giugno: “Non possiamo più attendere chiedo che il governo produca un provvedimento che autorizzi le Regioni ad aprire, previa la presentazione di un piano, così lasciamo l’ultima parola giuridica allo stato”.

 

Il presidente del veneto però ha precisato: “Noi non possiamo ancora aprire, qualsiasi ordinanza fatta dal sottoscritto se va contro la legge non ha alcuna efficacia giuridica oltre a non avere efficacia giuridica mette nei guai tutti coloro che tirano su la serranda e si trovano le forze dell’ordine a fare i verbali, quindi c’è poco da fare i fenomeni, lo dice uno che quando c’è stato da forzare la mano lo ha fatto”.

 

Ad ogni modo Zaia ha fatto sapere che se la sua regione fosse stata autonoma avrebbe aperto subito: “Difficile spiegare che un’azienda da 1000 dipendenti può aprire e un negoziante no, a meno che non si voglia portare avanti questa chiusura per non farci andare a votare – ha accusato, evocando un complotto – in tal caso sarebbe un bruttissimo segnale”, salvo poi ricordare che se i dati dovessero peggiorare si chiuderebbe di nuovo tutto, perché ha specificato: “Non siamo irresponsabili”.

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