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Coronavirus, Bolzano riapre alcune attività da lunedì e nidi, materne e elementari dal 18 maggio. Boccia: ''Impugniamo la legge''

Nella notte tra giovedì 7 e venerdì 8 maggio è arrivato il via libera in Consiglio provinciale a Bolzano alla "ripresa graduale delle libertà di movimento delle cittadine e dei cittadini, delle attività economiche e delle relazioni sociali”.  Il disegno di legge era stato approvato la scorsa settimana dalla Giunta. Boccia: "Bene collaborazione ma in questo caso non possiamo far altro che impugnare il provvedimento"

Di Luca Andreazza - 08 maggio 2020 - 12:06

BOLZANO. "Prendo atto che la Provincia Bolzano ha inserito nella sua legge che si adeguerà alle linee guida nazionali, un segnale di grande responsabilità", queste le parole del ministro Francesco Boccia, che aggiunge: "Tuttavia, poiché ha deciso di aprire ugualmente alcune attività commerciali pur in assenza delle linee guida sul lavoro che sono in corso di elaborazione, il governo non può far altro che impugnare il provvedimento".

 

Nella notte tra giovedì 7 e venerdì 8 maggio è arrivato il via libera in Consiglio provinciale a Bolzano alla "ripresa graduale delle libertà di movimento delle cittadine e dei cittadini, delle attività economiche e delle relazioni sociali”.  Il disegno di legge era stato approvato la scorsa settimana dalla Giunta (Qui articolo).

 

Arriva in tempo reale la presa di posizione di Roma. "La Provincia di Bolzano ha deciso di aprire ugualmente alcune attività commerciali - evidenzia Boccia - pur in assenza delle linee guida sul lavoro che sono in corso di elaborazione in questi giorni dal comitato tecnico scientifico su proposta dell’Inail e alle quali tutti i presidenti di Regione, anche nella conferenza Stato-Regioni di ieri, hanno dichiarato di attenersi, il governo non può fare altro che impugnare il provvedimento, limitatamente alle parti in contrasto con le regole sulla sicurezza sul lavoro".

 

Dopo che la prima fase dell’emergenza è stata affrontata in modo unitario in tutto il territorio nazionale, “la Provincia vuole affrontare questa Fase 2 all'insegna dell'applicazione della nostra autonomia”, ha sottolineato il presidente Arno Kompatscher

 

Non solo, la legge provinciale “Misure di contenimento della diffusione del virus Sars-Cov-2 nella fase di ripresa delle attività" è stato deciso che l’assistenza alla prima infanzia (asili nido, micro-strutture, Tagesmutter), scuole materne e elementari possano riaprire il 18 maggio, però in una forma minima con meno bambini e rispettando delle specifiche regole per poter proteggere la salute di bambini e educatrici. 

 

L'Alto Adige lavora per elaborare in sede di uffici competenti all'applicazione di questo provvedimento e il piano sarà comunicato nei prossimi giorni. La Provincia di Bolzano mostra un andamento epidemiologico rassicurante e nelle scorse settimane ha già elaborato una propria road map per uscire dal lockdown

 

Intanto però si muove anche il governo nazionale. "I proprietari degli esercizi commerciali - spiega Boccia - i lavoratori e tutti i clienti hanno il diritto di vedere garantita la loro incolumità sulla base di prescrizioni scientificamente validate a livello nazionale dal Ministero della Salute. Pochi giorni di attesa non possono giustificare un rischio sulla salute pubblica, tutti vogliamo ripartire, ma in sicurezza; le riaperture senza le indicazioni Cts-Inail risultano improvvide. In uno Stato di diritto saranno i giudici a valutare il provvedimento".

 

Non c'è una bocciatura tout-court. "L'impugnazione riguarda solo le parti in aperto contrasto è suffragata dai pareri scientifici che hanno determinato il monitoraggio in tutto il Paese. E' evidente -  aggiunge il ministro - che il governo approva l'idea del riavvio graduale delle attività economiche, ma ritiene che l'autonomia, sempre rigorosamente rispettata, debba esercitarsi sempre nell'ambito del rispetto dei valori universali garantiti dalla Costituzione, primo tra tutti quello alla salute".

 

Resta confermato l'orientamento del governo a procedere dal 18 maggio alle aperture differenziate per Regioni sulla base delle valutazioni che perverranno dal ministero della Salute. "Ricordo, tra l'altro, che in Italia vige lo stato di emergenza nazionale proclamato dal governo. Ho appena dato incarico agli uffici di procedere con la trasmissione degli atti al Cdm", conclude Boccia.

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