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Coronavirus, incontro Boccia-Kompatscher: “Sì ad aperture territoriali differenziate e ok a più debito ma non vengano vanificati i sacrifici fatti finora”

Il ministro per gli affari regionali e le autonomie: “Bolzano è in una condizione che si può definire di controllo e di sicurezza ma è a rischio come tutte le altre regioni italiane”. Roma apre alla possibilità che le provincie autonome possano fare più debito per far fronte all’emergenza covid-19

Di Tiziano Grottolo - 04 May 2020 - 17:40

BOLZANO. Un confronto franco e diretto, così si potrebbe sintetizzare l’incontro di oggi, 4 maggio, fra il presidente della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e il ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia. Le autorità altoatesine hanno dichiarato di aver apprezzato “ciò che è stato fatto sia a livello centrale che in collaborazione fra i due livelli di governo in questa situazione di emergenza”. Bolzano ha annunciato che di concerto con il governo sta lavorando  anche sulla mobilità all’interno dell’Euregio per permettere di far visita anche ai parenti in Austria.

 

Tanti i temi discussi come turismo, lavoratori stagionali ma soprattutto la gestione della fase 2, la ripartenza: “Se nella prima fase abbiamo dovuto superare la piena emergenza sanitaria ora bisogna coniugare i temi del rilancio dell’economia e della ripartenza della vita economica e sociale garantendo al contempo la salute dei cittadini”, ha dichiarato Kompatscher. Bolzano ha da poco presentato il suo disegno di legge per dare piena attuazione alla fase 2 che fra pochi giorni sbarcherà in consiglio provinciale. “Siamo convinti che questa strada sia in linea con i principi espressi dal governo sulla tutela dei cittadini, impiegati e lavoratori – ha osservato – crediamo sia espressione dello spirito della nostra autonomia che per noi è sinonimo di responsabilità”.

 

Affermazioni che in linea di principio hanno trovato d’accordo anche Boccia che ha aggiunto: “Abbiamo affrontato i passaggi per far fronte all’uscita graduale e definita da questa fase di emergenza assoluta”. Il ministro ha aperto alla possibilità che le due province autonome possano compiere scelte in indipendenti: “Siamo consapevoli che la convivenza con questa situazione critica deve consentire dei passaggi territoriali differenziati, ma – ha avvisato – l’emergenza sanitaria non è ancora superata”. Tradotto non si deve permettere che sacrifici fatti finora vengano vanificati.

 

A tal proposito sono stati ricordati gli sforzi messi in campo dallo stato in favore dei territori: stanziando oltre 1,7 miliardi in favore di regioni e province “fondi stanziati per l’emergenza e per rafforzare le organizzazioni sanitarie territoriali – ha ribadito boccia – che sono gestite e governate interamente dalle regioni e dalle provincie autonome”. Risorse aggiuntive che si sommano ai fondi, 1,5 miliardi, messi a disposizione per evitare che il coronavirus travolgesse i sistemi territoriali. In particolare a Bolzano sono state consegnate 2 milioni di mascherine chirurgiche, 650mila Ffp2, 25 ventilatori, oltre a 40 addetti sanitari arrivati a Bolzano (46 a Trento).

 

Sulla questione delle riaperture Boccia ha richiamato alla prudenza: “Bolzano è in una condizione che si può definire di controllo e di sicurezza ma è a rischio come tutte le altre regioni italiane”. Per prima cosa sarà necessario mettere in sicurezza lavoratori e cittadini che ancora hanno delle limitazioni: “Questione di giorni non di mesi – ha evidenziato il ministro – entro la prossima settimana capiremo se siamo in grado di stilare le linee guida per la sicurezza di questi lavoratori, così come fatto con altre categorie”. Bolzano e Roma stanno lavorando a stretto contatto per arrivare a una soluzione condivisa.

 

Dopodiché, al centro della discussione, ci sono stati i temi economici: “Le due Province autonome saranno esentate dalle spese per il rimborso dei prestiti in corso – ha affermato Boccia – le loro istanze sono legittime ci stiamo lavorando il prossimo fondo avrà una quota consistente dedicata alle regioni a statuto speciale”. Il ministero ha aperto anche alla possibilità per i territori autonomi (almeno quelli con un indebitamento basso) di fare più debito in modo da far fronte all’emergenza covid-19. Soddisfatto della collaborazione fin qui portata avanti anche Kompatscher.

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