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Coronavirus, scontro Governo-Regioni, Boccia impugna l’ordinanza della Calabria sulla riapertura di bar e ristoranti. Oggi il ministro sarà a Trento per incontrare Fugatti

Oggi il ministro per gli affari regionali e le autonomie sarà a Trento per incontrare Fugatti e Kompatscher: sul tavolo della discussione ci sono i milioni (la Pat ne mette 430) che le due province autonome versano nelle casse dello stato ma che vorrebbero trattenere per investimenti sul territorio

Di Tiziano Grottolo - 04 maggio 2020 - 10:07

TRENTO. Oggi, lunedì 4 maggio, è ufficialmente partita la cosiddetta fase 2 con le prime, seppur parziali, aperture volute dal Governo per tornare progressivamente alla normalità. Se la maggior parte delle Regioni ha accolto positivamente le aperture, nell’attesa di poter procedere con delle ordinanze differenziate specifiche per ogni territorio c’è chi, come la regione Calabria guidata da Jole Santelli, si è lanciata in una “fuga in avanti”, finendo inevitabilmente per scontrarsi con il Governo di Roma.

 

Infatti, il ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia ha impugnato l’ordinanza calabra che prevede, già da oggi, l’apertura di bar e ristoranti. Una scelta, quella della presidente Santelli, che non è stata condivisa da alcuni sindaci che si sono opposti, emanando dei provvedimenti in senso contrario che di fatto impediscono a bar e ristoranti di riaprire anticipatamente. Dal canto loro i gestori in assenza di indicazioni chiare hanno preferito in via cautelativa rimanere chiusi, anche se non mancano le eccezioni.

 

Nonostante l’impugnazione Santelli ha ribadito la volontà di procedere in questa direzione per “far partire l’economia calabrese fatta di piccole medie imprese che rappresentano un apparato vitale per una Calabria che, come tante altre Regioni, ha inteso attuare piccole misure per una nuova normalità, per il lavoro e non per l’assistenza. Effettueremo controlli e tamponi su chi rientra – ha aggiunto – per evitare un esodo dannoso che non prevede controllo alla partenza”.

 

Nel frattempo il ministro Boccia quest’oggi sarà a Trento per incontrare i presidenti delle due province autonome, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher per discutere il tema scottante dell’accordo di Milano. Trento e Bolzano vorrebbero trattenere i contributi che ogni anno versano nelle casse dello stato. Sul piatto trentino ci sono circa 430 milioni di euro che Fugatti vorrebbe investire nella ripartenza: “Se lo stato si tiene risorse che sono nostre – affermava il presidente della Pat – noi non possiamo dare risposte alle tante categorie che ci chiedono un aiuto e noi andiamo in difficoltà. Se lo stato parla di uno stanziamento di 150 miliardi come intervento per il Covid capite che i versamenti di Trento non servono”.

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