Coronavirus, il ministro Boccia a Kompatscher: ''No polemiche politiche. Preferisco i fatti: in arrivo infermieri. Altre richieste? Saranno soddisfatte, come sempre''
Il presidente della provincia altoatesina si è mostrato innervosito per il piano del governo sul tema aperture, avrebbe voluto maggiore autonomia gestionale e l'Svp ha minacciato la rottura. Il ministro Francesco Boccia: "Evitiamo strumentalizzazioni, difendiamo autonomia ma si deve restare uniti. A Bolzano non ci sono più 272 persone, non sono numeri, ma storie di vita familiare"

BOLZANO. "Le polemiche politiche in questo momento di emergenza sanitaria sono da evitare". Così il ministro Francesco Boccia sull'uscita del presidente Arno Kompatscher. "Preferisco restare ai fatti - aggiunge il ministro - ci sono in arrivo altri infermieri volontari della task force del governo, come da richiesta. Se ci saranno altre richieste saranno come sempre soddisfatte".
Il presidente della provincia altoatesina si è mostrato innervosito per il piano del governo in tema aperture, avrebbe voluto maggiore autonomia gestionale. D'altronde la curva epidemiologia a Bolzano sembra rassicurante e il dato del contagio si attesta mediamente tra 0,5% e 2% dei tamponi analizzati (Qui articolo).
Nel frattempo sono arrivate diverse reazioni delle Regioni sull'ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri che allenta alcune misure da lunedì 4 maggio, così come a livello nazionale non sono mancati i commenti con la senatrice trentina Donatella Conzatti e l'ex premier Matteo Renzi. Molte le critiche per le caute disposizioni per la fase 2 (Qui articolo).
E l'idea altoatesina è quella della linea dura e il rischio rottura sull'asse Bolzano-Roma. "Nessuna collaborazione se il governo non ci permette di predisporre un nostro piano per la fase 2: difendiamo l'autonomia'', la linea dell'Svp (Qui articolo). Una presa di posizione sulla quale è intervenuto il Partito democratico dell'Alto Adige per chiedere di rivedere i piani: "Nessuno si salva da solo, no allo scontro istituzionale" (Qui articolo).
Nel pomeriggio di ieri, martedì 28 aprile, il ministro aveva risposto a Kompatscher, che "il governo ha sempre agito nel rispetto rigoroso della costituzione e dello statuto della Provincia di Bolzano, che rispettiamo e difendiamo. Evitiamo strumentalizzazioni in un momento così difficile e drammatico per i nostri territori e per il nostro Paese. Lo dobbiamo a chi non c'è più. A Bolzano non ci sono più 272 persone. Non è un numero, ma sono storie di vita familiare. Penso che meritino rispetto. Ci si tiene per mano sapendo che ne usciamo se rafforziamo il sistema sanitario territoriale italiano che è diverso in 21 territori. Serve rispetto per quello che lo Stato ha fatto e continua a fare. Dopo il 18 maggio si potrà camminare sulle proprie gambe".
Poi il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie getta acqua sul fuoco. "Le polemiche politiche sono da evitare. Preferisco restare ai fatti: il 1 maggio in Alto Adige arriveranno altri infermieri volontari della task force del governo, come da richiesta del presidente Kompatscher. La settimana successiva sarò a Bolzano e se ci saranno altre richieste saranno come sempre soddisfatte", conclude Boccia.














