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| 29 apr 2020 | 06:01

Coronavirus, il ministro Boccia a Kompatscher: ''No polemiche politiche. Preferisco i fatti: in arrivo infermieri. Altre richieste? Saranno soddisfatte, come sempre''

Il presidente della provincia altoatesina si è mostrato innervosito per il piano del governo sul tema aperture, avrebbe voluto maggiore autonomia gestionale e l'Svp ha minacciato la rottura. Il ministro Francesco Boccia: "Evitiamo strumentalizzazioni, difendiamo autonomia ma si deve restare uniti. A Bolzano non ci sono più 272 persone, non sono numeri, ma storie di vita familiare"

Coronavirus, il ministro Boccia a Kompatscher: No polemiche politiche

BOLZANO. "Le polemiche politiche in questo momento di emergenza sanitaria sono da evitare". Così il ministro Francesco Boccia sull'uscita del presidente Arno Kompatscher. "Preferisco restare ai fatti - aggiunge il ministro - ci sono in arrivo altri infermieri volontari della task force del governo, come da richiesta. Se ci saranno altre richieste saranno come sempre soddisfatte".

 

Il presidente della provincia altoatesina si è mostrato innervosito per il piano del governo in tema aperture, avrebbe voluto maggiore autonomia gestionale. D'altronde la curva epidemiologia a Bolzano sembra rassicurante e il dato del contagio si attesta mediamente tra 0,5% e 2% dei tamponi analizzati (Qui articolo).

 

Nel frattempo sono arrivate diverse reazioni delle Regioni sull'ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri che allenta alcune misure da lunedì 4 maggio, così come a livello nazionale non sono mancati i commenti con la senatrice trentina Donatella Conzatti e l'ex premier Matteo Renzi. Molte le critiche per le caute disposizioni per la fase 2 (Qui articolo).

 

E l'idea altoatesina è quella della linea dura e il rischio rottura sull'asse Bolzano-Roma. "Nessuna collaborazione se il governo non ci permette di predisporre un nostro piano per la fase 2: difendiamo l'autonomia'', la linea dell'Svp (Qui articolo). Una presa di posizione sulla quale è intervenuto il Partito democratico dell'Alto Adige per chiedere di rivedere i piani: "Nessuno si salva da solo, no allo scontro istituzionale" (Qui articolo).

 

Nel pomeriggio di ieri, martedì 28 aprile, il ministro aveva risposto a Kompatscher, che "il governo ha sempre agito nel rispetto rigoroso della costituzione e dello statuto della Provincia di Bolzano, che rispettiamo e difendiamo. Evitiamo strumentalizzazioni in un momento così difficile e drammatico per i nostri territori e per il nostro Paese. Lo dobbiamo a chi non c'è più. A Bolzano non ci sono più 272 persone. Non è un numero, ma sono storie di vita familiare. Penso che meritino rispetto. Ci si tiene per mano sapendo che ne usciamo se rafforziamo il sistema sanitario territoriale italiano che è diverso in 21 territori. Serve rispetto per quello che lo Stato ha fatto e continua a fare. Dopo il 18 maggio si potrà camminare sulle proprie gambe".

 

Poi il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie getta acqua sul fuoco. "Le polemiche politiche sono da evitare. Preferisco restare ai fatti: il 1 maggio in Alto Adige arriveranno altri infermieri volontari della task force del governo, come da richiesta del presidente Kompatscher. La settimana successiva sarò a Bolzano e se ci saranno altre richieste saranno come sempre soddisfatte", conclude Boccia.

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