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Coronavirus, Renzi attacca il governo sulla Fase 2. E fa eco a Kompatscher: "L'Alto Adige non è come la provincia di Piacenza"

In un'intervista a Repubblica, il leader di Italia viva ha usato parole al vetriolo nei confronti della gestione della riapertura da parte dell'esecutivo, assicurando al tempo stesso di non voler aprire una crisi di governo in questa fase così difficile per il Paese. Tra i temi toccati c'è la regionalizzazione della ripartenza, su cui ha espresso concetti che riflettono le preoccupazioni espresse da Bolzano

Di Davide Leveghi - 28 aprile 2020 - 12:05

TRENTO. La posizione di Italia Viva all'interno del governo continua a mostrarsi critica verso le decisioni del premier Giuseppe Conte. Da ultimo è il leader del partito Matteo Renzi ad attaccare a testa bassa in un'intervista rilasciata a Repubblica, in cui lancia parole al vetriolo contro la gestione dell'emergenza da parte dell'esecutivo e contro le scelte operate sulla Fase 2 che si appresta a cominciare.

 

Definendo l'ultimo Dpcm “uno scandalo costituzionale” e un “errore politico, economico e costituzionale” l'affidare al comitato scientifico le scelte sulla graduale ripartenza, il segretario del partito nato la scorsa estate da una scissione nei dem bolla come negativa l'intera gestione dell'emergenza da parte delle istituzioni, tirando in ballo una questione, quella della regionalizzazione della ripartenza, che deve aver fatto piacere a Bolzano, dove il presidente Arno Kompatscher, nella serata di lunedì 27 aprile, aveva minacciato seriamente di percorrere una strada diversa da Roma, accusata di aver adottato un approccio troppo centralistico.

 

"Abbiamo deciso di annullare qualsiasi cooperazione con il governo - si leggeva ieri sera in una nota della “stella alpina” - se la nostra decisione di percorrere una strada autonoma nella fase 2 non verrà accettata. In questo modo noi altoatesini percorriamo la nostra strada e prendiamo la questione nelle nostre mani: per proteggere le nostre famiglie e le nostre aziendema soprattutto per difendere la nostra autonomia". I dati del contagio in Alto Adige sono infatti decisamente più bassi rispetto a quelli di altri territori, compreso il Trentino, con un rapporto di tamponi positivi stabilmente da tempo al di sotto del 2%.

 

Se l'Umbria o l'Alto Adige sono a 0 contagi, queste regioni non possono avere le stesse restrizioni della provincia di Piacenza”, ha praticamente fatto eco Renzi in uno dei passaggi cruciali dell'intervista, polemica nondimeno sull'atteggiamento indeciso e poco coerente del governo, pronto spesso, a suo giudizio, a fare un passo indietro come nel caso delle proteste della Cei sulla libertà di culto.

 

Per ora, in ogni caso, nessuna crisi di governo pare prospettarsi all'orizzonte, almeno fino a quando l'emergenza non sarà passata. A garantirlo è lo stesso segretario di Iv. Dal partito, d'altronde, non è solo la sua voce ad alzarsi per chiedere altri tipi di interventi. Dopo le proteste della ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Elena Bonetti sulle misure adottate in favore delle famiglie, il gruppo al Senato di Italia viva ha avanzato una mozione sulla parità di genere a firma del capogruppo Davide Faraone e delle senatrici Daniela Sbrollini e Donatella Conzatti.

 

La chiusura delle scuole, secondo Iv, rischia di creare un arretramento nei diritti delle donne, facendo pagare loro il maggiore sacrificio nel lavoro a favore del mantenimento a casa dei figli. Parlamentizzare il tema dell'occupazione femminile diventa dunque la condizione imprescindibile per discutere come far conciliare i tempi del lavoro con la cura dei figli, offrendo alle famiglie le risorse per l'affidamento dei figli alle baby sitter o per poter mandare i figli alle colonie estive. Tra i maggiori problemi evidenziati dalla mozione vi sono infine i bambini e ragazzi disabili, per cui bisogna dare maggiori garanzie, evitando così una vera e propria “ecatombe di posti di lavoro femminili”.

 

Non è solo da Italia Viva, però, che sono giunti mugugni. Anche dal Partito democratico, infatti, s'è levata qualche voce, tra cui quella del segretario Zingaretti per maggiori sostegni a famiglie e attività economiche che apriranno a giugno.

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