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In Alto Adige Fratelli d’Italia litiga con la Lega: “Dicevano di aver salvato gli orari prolungati ma ora Kompatscher adotta misure più pesanti di quelle nazionali”

Urzì critica la retromarcia della giunta Kompatscher sul Dpcm “una figuraccia barbina”, ma non risparmia gli alleati delle comunali: “La Lega accetta in silenzio che il mondo di riferimento dell’Alto Adige non sia più l’Italia ma i Paesi oltreconfine”

Foto ASP-Peter Daldos
Di Tiziano Grottolo - 29 ottobre 2020 - 17:50

BOLZANO. “La Lega dove sta?”, se lo chiede il consigliere provinciale dell’Alto Adige Alessandro Urzì che commenta le dichiarazioni del presidente Arno Kompatscher che avrebbe manifestato l’intenzione di allinearsi ad Austria e Germania nell’inasprimento delle misure anti-Covid.

 

Parole gravissime, irresponsabili e inaccettabili – attacca Urzì, che poi aggiunge – la decisione di retrocedere dalle decisioni assunte solo pochi giorni fa in aperta sfida allo Stato sono il frutto della scontata impugnazione della ordinanza di Kompatscher per lesione dei confini costituzionali fra competenze della Provincia e dello Stato”. Una retromarcia che il consigliere di Fratelli d’Italia non esita a definire “una figuraccia barbina” perché colpevole di aver illuso i gestori delle attività economiche locali.

 

 

“Ora – prosegue Urzì – Kompatscher e i silenti assessori della Lega, che solo tre giorni fa ridacchiavano dicendo di avere salvato orari prolungati e teatri aperti, decidono, in aperta sfida verso l’Italia, di allinearsi ai protocolli di Austria e Germania, peraltro più pesanti di quelli nazionali. Insomma colpiscono l’economia locale ma lo fanno scimmiottando Austria e Germania, insultando l’Italia, dichiarando di volere scegliere sempre e comunque una via diversa, anche se ben più dura, e nel silenzio integrale della Lega (al governo con l’Svp ndr) che accetta che il mondo di riferimento dell’Alto Adige non sia più l’Italia ma i Paesi oltreconfine”.

 

Il dietrofront della Giunta altoatesina proprio non è piaciuto all’esponente di Fratelli d’Italia, che promettere battaglia in Consiglio provinciale: “Invece di perseguire una assurda e irresponsabile azione ideologica scimmiottando la Catalogna, Kompatscher e i suoi assessori ci dicano quali sono i provvedimenti messi in campo per aiutare la nostra economia, i nostri commercianti, i nostri titolari di palestre e di tutte le altre attività colpite”.

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