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L'Svp dà appoggio al Conte ter e Urzì torna all'attacco: "La Lega in Alto Adige tace. Silenzio colpevole"

Il consigliere provinciale e coordinatore regionale di Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì torna ad attaccare la Lega altoatesina, alleata in giunta con l'Svp. Di fronte alla scelta della "stella alpina" di appoggiare un eventuale Conte ter, infatti, non c'è stata reazione. "Tace, ma questi silenzi stanno diventando pericolosi. E' la stessa situazione che ha fatto perdere alle comunali di Bolzano"

Di Davide Leveghi - 31 gennaio 2021 - 19:23

BOLZANO. “Questi silenzi stanno diventando complici e pericolosi”. Attacca a testa bassa, il consigliere di Alto Adige nel cuore-Fratelli d'Italia Alessandro Urzì. Attacca ancora quell'alleanza ritenuta incomprensibile tra l'Svp e la Lega, forza italiana a cui la “stella alpina” ha deciso dopo le ultime elezioni provinciali di rivolgersi per dar vita alla giunta al potere a Palazzo Widmann.

 

Dopo le polemiche scaturite in occasione delle ultime elezioni comunali, quando la scelta di Kompatscher di schierarsi apertamente con Renzo Caramaschi nel ballottaggio a Bolzano aveva scatenato le reazioni della destra regionale, impegnata a far pressione sull'alleato di governo leghista affinché opponesse il suo veto, Urzì batte nuovamente il ferro.

 

Questa volta al centro del dibattere c'è la politica nazionale. La “stella alpina” ha già detto il suo sì al governo Conte ter. La Provincia non ha mancato di ribadire che tale scelta non abbia nulla a che fare con il caos sulla colorazione, che ha tenuto per due settimane l'Alto Adige giallo nei fatti ma rosso in teoria.

 

Ma la critica di Urzì non ha l'Svp nel mirino, bensì la Lega. E sui silenzi del Carroccio rispetto a quanto deciso nelle consultazioni per la formazione del nuovo dall'alleato di governo, il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia non risparmia critiche. “Questo comportamento è lo stesso che ha fatto perdere le elezioni a Bolzano – esordisce in un comunicato – il silenzio assoluto della Lega provinciale altoatesina di fronte alla sua alleata, la Svp, che dichiara di essere pronta all'ingresso (per la prima volta ufficiale) in una maggioranza di governo, di sinistra, proponendone addirittura il nome del Presidente del Consiglio: Conte”.

 

“Questo stesso comportamento si ebbe quando Kompatscher, terminata la seduta di giunta con gli assessori leghisti, era salito sul palco di Caramaschi qualche giorno prima che il suo partito decidesse anche formalmente di apparentarsi con il Pd e la Sinistra radicale per il ballottaggio – continua – la decisione non era ancora stata presa. Si poteva impedirlo puntando i piedi. Lo si doveva fare anche a Laives, facendo pagare alla Svp il conto delle sue scelte al fianco della Sinistra nel capoluogo (ed a Roma). E invece nulla”.

 

Il riferimento di Urzì va al congelamento dell'alleanza già annunciata tra centrodestra e Svp nel principale centro della Bassa. Impasse poi superata, con l'entrata della “stella alpina” nella giunta guidata dall'uscente Christian Bianchi, a discapito di Trento, da cui i vertici leghisti tuonavano “la Lega non perdona” (parole del presidente trentino del Carroccio Alessandro Savoi).

 

“Lasciarono che Achammer imponesse la linea al direttivo del partito e accettarono l’umiliazione, per mantenere ferme le proprie posizioni di rendita – continua Urzì - ora si rivive la medesima situazione con la Svp che, chiamata da Fico che sta esplorando la possibilità di creazione di una nuova maggioranza, dichiara di essere pronta a fare la sua parte e candida Giuseppe Conte. Lo stesso Conte che un giorno sì e l’altro ancora a Bolzano rimproverano di incapacità nella gestione dell’emergenza. Ma poi lo candidano al mandato ter. E la Lega tace”.

 

“Questi silenzi stanno divenendo complici e pericolosi, un sostegno ombra della Lega locale al Conte ter, per interposta persona, mentre il partito a livello nazionale segue la strada dell’unità con Fratelli d’Italia e Forza Italia nel proporre elezioni. Perché gli assessori provinciali leghisti non pongono il problema politico chiedendo una verifica e chiudendosi in una visione di interessi del momento ma senza prospettiva? Ma sappiano che alla prima occasione, mancando di carattere e peso contrattuale, anche gli assessori leghisti provinciali, spremuti come dei limoni (citazione dell'onorevole Siegfried Brugger), saranno scaricati. E allora perché questa assoluta inconsistenza sulla linea da tenere?”.

 

“Soprattutto in considerazione del fatto che la Svp è andata anche a richiedere un proprio rafforzamento (seggi ed eletti sicuri, a tavolino)  in previsione della riforma della legge elettorale. Anche a danno della stessa Lega. Come si fa a tacere? La favola che a Bolzano si può governare poi a Roma ognuno fa le sue scelte è una chimera: la Lega può, anzi deve pretendere una Svp perlomeno blockfrei: incomprensibile che la Lega altoatesina la accetti schierata a Sinistra in modo dichiarato mentre a livello nazionale la linea è l’opposta”, conclude.

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