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Ballottaggi, dopo la sconfitta la coalizione di Zanin si spacca. I leghisti sotto accusa. Urzì: "Come potevi governare la città con la Lega contro di te?"

Volano gli stracci nella coalizione di Roberto Zanin, grande sconfitto al ballottaggio di Bolzano contro il sindaco uscente del centrosinistra Renzo Caramaschi. Sotto accusa i leghisti Filippo Maturi e gli assessori provinciali Massimo Bessone e Giuliano Vettorato. Fratelli d'Italia non si risparmia e attacca: "Non hanno alzato un dito di fronte a Kompatscher che faceva campagna elettorale per il Pd"

Di Davide Leveghi - 05 ottobre 2020 - 12:49

BOLZANO. Nel giorno dopo gli esiti del ballottaggio che ha consegnato e riconfermato al centrosinistra la guida delle due principali città altoatesine non può che avere conseguenze negli schieramenti degli sconfitti. Se nella città del Passirio la sconfitta dei due principali sfidanti dell'uscente Paul Rösch ha portato al ritiro dal Consiglio comunale dell'indipendente dell'Svp Richard Stampfl e dello sfidante al ballottaggio il civico Dario Dal Medico (“Tornerò a fare il legale”), nel capoluogo non potevano che volare gli stracci.

 

Tra accuse incrociate e rancorose frecciate all'Svp, nei cui confronti già prima del ballottaggio si era scatenata l'ira della Lega (con tanto di coalizioni bloccate tra centrodestra e “stella alpina”, su tutte Laives), a finire sotto i riflettori è la conduzione della campagna elettorale da parte dell'ex consigliere comunale e deputato Filippo Maturi, primo promotore della coalizione che ha sostenuto la candidatura di Roberto Zanin al ruolo di sindaco di Bolzano.

 

A lanciare gli strali contro il deputato leghista (entrato in Parlamento nel 2018 da “paracadutato” nella circoscrizione Lazio 2 e non nel suo Alto Adige, ugualmente a Maria Elena Boschi, candidata invece proprio nel collegio di Bolzano), c'è il consigliere circoscrizionale Renato Dian, secondo dei non eletti nella lista della Lega Salvini Premier. “Speriamo adesso che il Boschi due torni all'orticello dove è stato nominato, non eletto”, riferendosi con sprezzo proprio alla vicenda dell'entrata in Parlamento di Maturi.

 

Da parte sua, Maturi aveva espresso la volontà di non proseguire la sua esperienza in Consiglio comunale, dedicandosi così al solo massimo organo rappresentativo repubblicano, il Parlamento. Una scelta che qualcuno aveva visto come logica, tra l'altro, vista la scarsa presenza nell'assemblea cittadina di Bolzano.

 

Le critiche più pesanti, però, arrivano dall'alleato più forte della Lega nella coalizione di Zanin, Fratelli d'Italia, che tramite il consigliere comunale e coordinatore per Bolzano del partito Marco Galateo e soprattutto del consigliere provinciale e coordinatore regionale Alessandro Urzì mettono con le spalle al muro la sezione locale del partito di Salvini, colpevole di non aver fatto campagna elettorale per paura di irritare gli alleati volkspartisti in giunta provinciale.

 

“L'omaggio ad un guerriero. Grazie Roberto! - ha commentato Urzì in un post su facebook – hai tutta la nostra stima. Insopportabile è stato vedere, mentre correvamo lealmente per sostenerti, Kompatscher (che governa con la Lega in Provincia) fare campagna elettorale al fianco di Caramaschi ed il Pd senza che un solo assessore provinciale leghista alzasse un dito. Tanto da fare sentire la Svp autorizzata ad apparentarsi anche formalmente con il Pd. Pazzesco: neanche uno sbuffo da parte degli assessori provinciali leghisti. Ma esiste? Come puoi governare con un partito schierato contro di te nel più importante comune del territorio? Senza dire nulla? Questo è stato insopportabile”.

 

Oggetto delle critiche in questo caso, dunque, il gruppo consiliare leghista in Provincia, formato da tre persone (dopo la defezione del “leghista della prima ora” Carlo Vettori) di cui due assessori, Massimo Bessone e Giuliano Vettorato. Scorrendo i profili dei soggetti in questione, d'altro canto, l'impressione è che ci fosse più interesse per le iniziative nazionali, con il congresso a Catania e la nota vicenda giudiziaria del segretario Salvini, che non per una sfida nel capoluogo che si preannunciava davvero dura.

 

Maturi e Bessone, infatti, hanno ringraziato Zanin, ribadendo le sue parole da sfidante sconfitto. “La nostra avventura non finisce qua”, aveva dichiarato lo sfidante di Caramaschi. “Grazie Roberto, il percorso è appena iniziato!”, gli ha fatto eco Maturi.

 

Altrettanto duro è stato il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Marco Galateo. “Non è andata, ma Zanin è stato il nostro eroe. Nonostante avessimo un vero leone come candidato sindaco, la sinistra con lo spauracchio dei fascisti e la Svp con la chiamata etnica è riuscita a portare più gente a votare. Certo che vedere il presidente della provincia Kompatscher sul palco di Caramaschi già durante la campagna del primo turno nel totale silenzio dei suoi partner di giunta della Lega ha solo aumentato lo sconforto dell'elettorato italiano, che infatti è mancato all'appello. Pazienza, resta il grande successo di Fratelli d'Italia in tutti i comuni in cui ci siamo presentati. Continueremo a lavorare per i cittadini con il buonsenso e la passione che ci contraddistinguono. Se voi ci siete, noi ci siamo”.

 

La coalizione di Zanin, concluso il turno di ballottaggio, sembra dunque già mostrare le sue crepe. A livello nazionale, d'altronde, gli equilibri nel centrodestra sembrano spostarsi verso Fratelli d'Italia. In una terra dove contano però gli equilibri etnici, la Lega potrebbe pagare lo scotto.

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