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Coronavirus, in Alto Adige chiusi bar e pasticcerie, coprifuoco delle attività alle 18 e mascherina alle superiori. Kompatscher più duro del Dpcm

Mentre Boccia ieri sera impugnava l'ordinanza di Fugatti e ''valutava'' quella altoatesina (protetta da una legge al contrario di quella di Trento) Kompatscher ha riunito la giunta e, visto l'andamento della curva del contagio, ha deciso di adottare il dpcm e renderlo ancor più restrittivo

Di Luca Pianesi - 29 ottobre 2020 - 14:45

BOLZANO. Il rischio che il sistema non potesse nemmeno accedere al decreto ristoro era troppo alto e così, a fronte di una continua crescita dei contagi e un aumento anche dei decessi Kompatscher ha deciso di adeguarsi alle regole nazionali. Anzi, di più, dal 31 ottobre l'Alto Adige introduce una sorta di coprifuoco soft dalle 18 per negozi e ristoranti e uno totale dalle 22 per tutto e tutti: "Il provvedimento - si legge nel comunicato - prevede la chiusura di bar, gelaterie e pasticcerie, mentre ristoranti e negozi (ad eccezione di quelli che vendono generi alimentari e delle farmacie) dovranno abbassare le saracinesce alle ore 18". Inoltre mascherine in classe alle superiori. ''Incrociando i dati dell'Azienda sanitaria - spiega la Provincia - con il monitoraggio sperimentale delle acque reflue che rileva la presenza del virus, la Giunta provinciale, riunitasi questa mattina, è arrivata alla conclusione che ci si può attendere un'ulteriore crescita dei casi di positività al SARS-CoV-2''.

 

Insomma nonostante la sua ordinanza fosse più garantita, sul piano normativo di quella di Fugatti e del Trentino Bolzano cambia completamente. La questione era stata spiegata perfettamente a il Dolomiti qualche giorno fa dal costituzionalista nonché ex senatore Francesco Palermo: “Nemmeno l’Alto Adige è del tutto blindato - spiegava - contro un possibile ricorso governativo ma il Trentino è sicuramente in una posizione di svantaggio. La differenza sta nel fatto che Bolzano ha emanato un’ordinanza che si appoggia su una legge, Trento no. Non è detto che la legge altoatesina resista a un conflitto davanti ai giudici ma la procedura richiederebbe molto più tempo per essere esplicata”. 

 

E infatti il ministro Boccia ieri ha annunciato l'immediata impugnazione della norma trentina (che potrà essere fatta saltare semplicemente dal Tar senza nemmeno il bisogno di ricorrere alla Corte Costituzionale) e la ''valutazione'' di quella altoatesina. Ma Kompatscher, che pure si era mosso nelle maglie del diritto in maniera molto più corretta e preparata di Fugatti, si è accorto che tenere aperti bar e ristoranti con un'epidemia galoppante e quindi con i cittadini che certo non affollano bar e ristoranti, avrebbe rischiato di colpire due volte i suoi esercenti. Lasciarli aperti senza clienti e non dar loro nemmeno la possibilità di accedere ai ristori che arrivano da Roma.

 

Ecco che allora, mentre Fugatti ieri rilanciava, a due giorni di distanza dall'ordinanza che colpisce, ancora una volta, anche i centri commerciali chiudendoli la domenica (sembra esserci un vero accanimento per queste strutture dopo che le si è tenute chiuse per l'estate e ora le si richiude nonostante il dpcm di Conte non lo preveda), fissando delle precisazioni e puntualizzazioni per rendere operativa la sua norma (ci sono voluti due giorni QUI ARTICOLO), l'Alto Adige fa un passo indietro

 

La Giunta provinciale altoatesina, ieri infatti, dopo aver visto che Boccia impugnava l'ordinanza di Fugatti, ha deciso di agire d'anticipo e di chiudere completamente i bar e di spostare alle 18 la chiusura di ristoranti, ma non solo. Chiuderanno allo stesso orario anche tutti i negozi, fatta eccezione per gli alimentari (che in ogni caso resteranno chiusi la domenica) e le farmacie. Chiusi anche cinema e teatri (salvati dall'ordinanza di qualche giorno fa). Una sorta di coprifuoco soft delle attività fissato alle 18 con un coprifuoco totale che scatterà poi dalle 22 fino alle 5. La logica è quella nazionale: far circolare il meno possibile le persone e quindi sperare di abbattere la curva del contagio per tentare di ''salvare'' il più possibile dicembre e il Natale con tutto quel che comporta anche sul piano economico. 

 

"Dobbiamo intervenire immediatamente e in maniera incisiva per bloccare la catena dei contagi - ha annunciato il presidente Arno Kompatscher - con l'obiettivo di tutelare la salute della popolazione e di salvaguardare il più possibile la scuola e il lavoro. Non si tratta di una decisione semplice, ma di un passaggio assolutamente necessario. Se tutte noi e tutti noi collaboreremo con disciplina e senso di responsabilità, sono convinto che riusciremo a far arretrare il virus".

Nuova ordinanza in vigore da sabato

Le nuove misure che saranno contenute nella nuova ordinanza che verrà firmata domani (venerdì 30 ottobre) e sarà in vigore da sabato 31 ottobre sino a martedì 24 novembre.

 

Il provvedimento prevede la chiusura di bar, gelaterie e pasticcerie, mentre ristoranti e negozi (ad eccezione di quelli che vendono generi alimentari e delle farmacie) dovranno abbassare le saracinesce alle ore 18.

Divieto assoluto per ogni tipo di evento o manifestazione, annullate anche le attività di cori e bande musicali, idivieto di spostamento dal proprio domicilio (ad eccezione che per motivi di salute, di lavoro o di necessità) sarà operativo tra le ore 22 e le ore 5 del mattino.

Non potranno svolgersi neppure le feste private, mentre sarà consentita la pratica dell'attività sportiva solamente in forma individuale con lo stop a sport di contatto e allenamenti di gruppo.

Rimane garantita la didattica in presenza per servizi di assistenza alla prima infanzia, scuole materne, scuole elementari e scuole medie, mentre per le scuole superiori, sino a fine novembre, la didattica a distanza dovrà coprire almeno il 50% delle ore di lezione. Obbligo di indossare la mascherina di protezione, inoltre, durante le ore di didattica in presenza per tutti gli alunni e gli studenti.

 

Misure più rigide per i Comuni-Cluster

 

Oltre alle regole generali valide per tutto l'Alto Adige, sono in fase di discussione misure ancora più rigide da applicare nei cosiddetti Comuni-Cluster, ovvero chiusura totale di scuole, bar e ristoranti per 14 giorni e spostamenti da e verso i Comuni solo in casi di estrema necessità. Al momento la questione riguarda Laives, Sarentino, Campo di Trens, Racines e Malles, mentre a partire da sabato non saranno più considerati come "focolai" i Comuni di Monguelfo-Tesido e Sesto Pusteria, dove saranno applicate le medesime limitazioni valide per il resto del territorio provinciale. "I risultati raggiunti in questi ultimi due paesi - ha concluso il presidente Kompatscher - devono farci capire che, con le misure necessarie e la collaborazione della popolazione, possiamo vincere questa battaglia". 

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