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Coronavirus, Zaia sul Governo: ''Imprenditori trattati come untori, si riveda il provvedimento. L'Alto Adige chiude dopo bar e ristoranti? Loro hanno l'autonomia''

Il presidente della regione Veneto ha commentato i dati odierni (oltre 1.100 contagi e 3 morti) e spiegato che secondo lui sarebbe stato meglio chiudere i centri commerciali che gli esercenti della ristorazione. E sul virus ha aggiunto: ''Va affrontato per quello che è: per noi l'emergenza sanitaria non c'è. Non c'è in Veneto''

Di L.P. - 26 ottobre 2020 - 15:58

VENEZIA. ''Non mi risulta che dentro ristoranti e palestre ci siano stati grandi focolai e diffusioni del virus. Oggi questi imprenditori sono trattati come untori. Faccio appello al Governo perché riveda questo provvedimento''. Il governatore del Veneto Zaia è parso molto critico quest'oggi in conferenza stampa durante il punto sulla seconda ondata di coronavirus e sulla nuova ordinanza firmata per recepire il dpcm del governo Conte. La critica è tutta per il trattamento riservato soprattutto a bar e ristoranti che dovranno chiudere alle 18 perdendo porzioni importanti della loro attività lavorativa (i primi tutto quel che riguarda l'orario di aperitivo e i secondi la cena).

 

Zaia in questo senso ha fatto riferimento anche alla provincia di Bolzano e all'ordinanza di Kompatscher firmata ieri che ha spostato la chiusura di questi locali alle 20 e alle 22 (firmando però anche il coprifuoco a partire dalle 23 e alcune limitazioni al commercio, come per i centri commerciali, che dovranno stare chiusi il sabato e la domenica) e ha commentato dicendo che ''se potessi metterei subito la chiusura alle 24. Ma loro possono perché hanno l'autonomia, noi no''. ''Stiamo verificando cosa possiamo fare - ha aggiunto - ma per le regioni a statuto ordinario le norme sono inclementi. Il Governo - ha attaccato - abbia il coraggio di dare alle Regioni la facoltà di decidere in base ai piani di sanità pubblica''.

 

Zaia ha quindi poi presentato i nuovi dati (altri 1.129 positivi in 24 ore con 3 vittime in più) ed ha aggiunto che la fase di contact tracing è in grande difficoltà perché sono troppi i positivi che vengono trovati e risalire a tutti i loro contatti rischia di diventare impossibile. Ecco che allora comincia a sollevarsi la richiesta da alcune regioni di tornare a fare i tamponi solo ai sintomatici per un virus che ''c'è - ha proseguito Zaia - ma va affrontato per quello che è: per noi l'emergenza sanitaria non c'è. Non c'è in Veneto. Ma se gli ospedali vengono intasati dai pazienti Covid poi non possiamo più curare gli altri pazienti e il sistema sanitario va in tilt''.

 

Bene, invece, la richiesta del Governo di spostare al 75% gli studenti delle scuole superiori in didattica a distanza anche se dalle regioni la richiesta pare fosse quella di metterla al 50%. In questo senso Zaia ha spiegato che il provvedimento sarà recepito e sarà valido dal 28 ottobre al 24 novembre per le scuole statali e per quelle paritarie ''si attueranno criteri di rotazione fra le classi'' aggiungendo che per quelli del primo anno si potrebbe preferire lasciarli in presenza come la presenza sarà garantita agli alunni con disabilità certificata.

 

Poi Zaia ha sottolineato varie contraddizioni contenute nel dpcm spiegando che non ha capito la ratio di chiudere ristoranti e bar e tenere aperti i centri commerciali dove, a detta sua, il virus circolerebbe molto di più. E poi ha aggiunto un altro paradosso: ''Il ristorante crea complicazione e il museo no? Questa è una scelta politica e sia chiaro io non sono contro i musei. Ma se la scelta fosse basata su dati epidemiologici non sarebbe stata presa. Questi (il Governo ndr) hanno fatto i radicali nell'applicare tutte le indicazioni del comitato tecnico scientifico. E' un approccio, passatemi il termine, un po' fondamentalista''.

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