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Coronavirus, in Veneto 5 decessi ma solo 19 nuovi positivi, Zaia: “Stiamo tornando alla normalità, nelle terapie intensive andiamo verso il covid-free”

L’azienda sanitaria veneta: “Abbiamo sperimentato e confermato che i pazienti che hanno avuto la malattia sviluppano anticorpi che sono in grado di inibire l’infezione causata dal coronavirus, l’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale”

Di Tiziano Grottolo - 11 May 2020 - 17:21

VERONA. “Stiamo tornando alla normalità” ha sentenziato il presidente del Veneto Luca Zaia dopo aver letto il consueto bollettino che analizza l’evoluzione dell’epidemia di coronavirus. Logicamente crescono i tamponi, questa volta però sono solo 19 i nuovi positivi scovati con le analisi: un numero che si sta abbassando notevolmente con il passare dei giorni. Nel frattempo sono state registrate 5 nuove vittime (1666 in totale).

 

La cifra complessiva delle persone contagiate dal coronavirus si aggiorna a 18.741 positivi, di questi però solo 796 sono ricoverati (di cui 400 positivi e 396 negativi). Calano ancora le terapie intensive: 75, anche qui i positivi son leggermente superiori ai negativi, rispettivamente 38 e 37. “Nelle terapie intensive stiamo andando verso il covid-free” ha ribadito Zaia.

 

Tiene banco la questione delle riaperture, nel pomeriggio ci sarà un nuovo incontro fra Governo e Regioni: “Chiederemo l'apertura dei servizi alla persona, dei negozi, bar, ristoranti, centri sportivi e palestre”, ha detto Zaia.

 

 

Il Veneto ha comunque scelto di evitare il confronto muscolare “altrimenti avremmo fatto un’ordinanza” ha sottolineato Zaia, che vorrebbe arrivare a un via libera entro il 18 maggio di tutte le attività. Secondo Zaia riaprire l’1 giugno sarebbe “un’ecatombe, siamo pronti ad aprire tutto”, ha ricordato includendo nel discorso anche il settore del turismo. Nel piano delle riaperture rientrano anche malghe e commercianti ambulanti.

 

Zaia è poi tornato sulla questione dell’artificialità del vaccino, specificando che “per fortuna si lavora con i virus in laboratorio altrimenti non avremmo i vaccini”, un parziale passo indietro dunque dopo le affermazioni dei giorni scorsi con le quali il presidente del Veneto aveva lasciato intendere che il coronavirus avesse avuto origine in laboratorio (QUI articolo).

 

Infine l’azienda sanitaria ha evidenziato come i lavori per la creazione di una banca del plasma stiano procedendo speditamente: “Abbiamo sperimentato e confermato che i pazienti che hanno avuto la malattia sviluppano anticorpi che sono in grado di inibire l’infezione causata dal coronavirus, l’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale”.

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